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Tupini: "Riuscire ad ascoltare una persona è capire il tono della voce, non solo quello che dice, ma come si muove, le espressioni che ha o che non ha"

Gabriella Tupini ci spiega perché ascoltare davvero significa andare oltre le parole e riconoscere ciò che una persona comunica attraverso la voce, il corpo e persino i suoi silenzi...

"Per capire una persona dobbiamo fare una cosa che non facciamo mai, metterci in ascolto". La psicologa Gabriella Tupini, in un suo recente intervento, ci invita a rompere schemi malsani, a rompere modi di pensare e di agire che stanno rovinando sempre più i rapporti.

Ogni individuo possiamo paragonarlo ad un libro, se ci soffermiamo solo a leggere la copertina ci perdiamo chissà quante pagine o sfumature diverse. Infatti, l'esperta con queste parole ci suggerisce di andare oltre, di fare quel passo in più che, con grande probabilità, ci consente di capire meglio: "Riuscire ad ascoltare la persona è capire il tono della voce, non solo quello che dice, ma il tono della voce, come si muove, le espressioni che ha o che non ha". Quello che propone Tupini è quello che generalmente mettono in pratica gli animi sensibili, quelli che fanno caso ai gesti, quelli che pesano ogni parola, quelli che riconoscono il rumore dei passi e sanno attribuirli alla persona.

In realtà, anche se questa premura viene messa in atto dai sensibili, può essere esercitata da tutti. In questo modo, ogni tipo di rapporto cambierebbe e ognuno di noi avrebbe più cura nei confronti dell'altro. Per l'esperta è importante non far caso alle parole che potrebbero mentirci, ma di far caso al tono della voce, ai gesti e agli occhi.

Le parole di Tupini trovano infatti conferma in tutte quelle volte che rispondiamo "va bene", "è tutto ok" ma in realtà sappiamo bene che dentro di noi nulla è al proprio posto.

"Io quando ero bambina andavo in chiesa a sentire la predica del prete, sentivo una voce atona, cantilenante, sempre uguale. Qualsiasi prete fosse. E domandai ingenuamente ai miei genitori perché avevano quella voce. Mi risposero, straniti, “ognuno ha la sua luce”. Io invece lo notavo che non mettevano mai emozioni in quello che facevano. Io - a quei tempi - non sapevo che era quello, però sapevo che qualcosa non andava. L’ho capito dopo".

Dunque, quando ci stanno parlando dobbiamo sentire le emozioni e non si tratta di udito ma di anima. Continua Tupini: "I miei, come tutti gli altri, non lo volevano vedere. Perché avevano il loro schema. E tutto doveva aderire al loro schema". I genitori forse commettono l'errore di vedere un'unica risposta, un'unica via d'uscita, quella che secondo loro dovrebbero percorrere anche i figli, quasi obbligatoriamente. Questo modo di fare si riflette nella società più di quanto crediamo, d'altronde siamo il risultato di quello che abbiamo osservato in famiglia.

Ma uscire da questa un'unica visione permette, come chiede Tupini, di conoscere l'altro, di andare in fondo ad un animo inquieto e domandarsi il perché di questa inquietezza. Di ascoltare profondamente e di instaurare relazione sempre più autentiche che non si fermano all'apparenza ma arrivano fino ai sentimenti più puri.

E tu, lettore che ci segui, ti sei mai sentito visto e ascoltato oltre le parole che stavi dicendo? Riesci a farlo con un altro individuo ?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.



di Natalia Sessa

8 commenti


Corinna
4 ore fa

Ho imparato da poco il vero ascolto con una insegnante di Mindfulness e capisco quanto la dott.ssa Tupini riesca nel suo intento di spiegarlo a tutti.E' stata bravissima anche se io personalmente non lo trovo facile nono stante mi eserciti nei gruppi.Grazie x la condivisione.🙏🏻💞

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l
5 ore fa

Ammiro e stimo la dottoressa Tupini. Condivido ogni singola parola dell' articolo, perché rispecchia il mio modo di essere e di vivere, da sempre! Sento le emozioni, prima ancora di sentire la loro voce e vedere la loro espressione, riuscendo a captare se ciò che esprimono, corrisponde a ciò che dicono. Le persone mentono: per timore, per giudizio, perché la verità di se stessi, li spaventa...

Io continuo ad essere e no ad apparire. Con le mie espressioni che SEMPRE mettono a nudo ciò che sento, vivo, bramo...

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Ospite
10 ore fa

Io quando parli con qualcuno faccio caso a tutto,e spesso non mi arriva una sola parola, poiché sento che c'è un non detto che rivela molto di più.col tempo ho affinato questa percezione e riesco a vedere la persona ch ho di fronte per quell' che realmente è.mi è capitato di dire qualcosa che ha sorpreso l' altro.e si è sentito poi a suo agio .

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Lu'
16 ore fa

Odio chi risponde sempre allo stesso modo alla domanda "come và?".

Lo fanno tutti grandi e piccoli.

Nessuno si apre,nessuno di espone, oggi nessuno parla.

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Marco
17 ore fa

Sono un insegnante e cerco d farlo ogni giorno. Osservare sguardo movimenti il corpo i silenzi. Perché spesso non e detto che si aprano autonomamente ma tutto ciò che c'è dietro uno sguardo mi consente di capire qualcosa in più di loro. Se io mi son sentito mai ascoltato? No mai solo mia moglie ma nessuno poi mi ha mai veramente ascoltato

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