DOCENTI e ATA, pensione a 60 anni grazie al riscatto della laurea agevolato, il Senato riprende l'iter del DDL della senatrice Bucalo. NOVITÀ
- La Redazione

- 13 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 14 set 2025
"Nel documento presentato dalla Senatrice di Fratelli d’Italia si legge che per ogni anno di università per riscattarlo servirà pagare 900 euro, contro gli oltre 6mila previsti dalla normativa vigente... "

Il senato proprio in questi giorni, dopo la pausa estiva, ha ripreso l’iter legislativo riguardante la proposta di legge N. 1413 sul RISCATTO DELLA LAUREA AGEVOLATO, firmato dalla senatrice di Fratelli d’Italia Carmela Bucalo . Le nuove disposizioni mirano ad introdurre il riscatto della laurea agevolato per favorire l’uscita anticipata dal lavoro di docenti e personale Ata.
In particolare l’obiettivo del Disegno di Legge Bucalo ha due nodi cruciali:
RIDURRE L’ETÀ PENSIONABILE;
CONTRASTARE L’ALTO TASSO DI BURNOUT CHE COLPISCE DOCENTI E ATA DOPO I 60 ANNI.
Secondo il documento della Senatrice di Fratelli d’Italia : per riscattare gli anni dell'università bisognerà pagare euro 900 per ogni anno, contro gli oltre 6mila previsti dalla normativa vigente. Secondo Marcello Pacifico, è importante intervenire su tale argomento perché questo “consentirebbe di anticipare la pensione di 4-5 anni con un onere economico dieci volte inferiore”.
Inoltre, questa misura, con la riduzione dei costi del riscatto e l'aliquota al 5%, permetterebbe un importante ricambio generazionale, un’opportunità per scuole e università di investire in nuove competenze, energie e risorse.
Perché è importante intervenire su questo argomento?
Secondo quanto emerge dai dati presenti in un comunicato del giovane sindacato Anief: "il quadro diventa quasi drammatico se si pensa che alla riduzione della forza lavoro vanno aggiunte “le prospettive di aumento della speranza di vita: il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha detto che fanno “presagire una crescita importante, a legislazione vigente, dell’età al pensionamento”.
L’innalzamento dell’età per lasciare il lavoro scatterà per tutti il primo gennaio 2027: serviranno 3 mesi in più per andare in pensione di vecchiaia (67 anni e tre mesi) e probabilmente anche in pensione di anzianità (43 anni e un mese di contributi, un anno in meno per le donne). Ogni biennio, come prevede la legge, ci sarà un adeguamento: guardando allo scenario demografico mediano dell’Istat (base 2024), l’età per la pensione di vecchiaia dovrebbe superare i 68 anni nel 2037 e i 69 anni nel 2051.
Consentire l'uscita dal lavoro, con un anticipo di 4 / 5 anni è un passo in avanti verso l'obiettivo di far andare in pensione a 60 anni il personale scolastico, proprio perché il burnout è una realtà nel mondo scuola.
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