Bocciata in prima media con cinque materie insufficienti, il Tar respinge il ricorso della famiglia
- La Redazione

- 2 ore fa
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Una studentessa di Siena accumula carenze in cinque materie e la scuola decide per la bocciatura. La famiglia si rivolge ai giudici accusando l'istituto di irregolarità, ma…

Nella scuola secondaria di primo grado, prendere un voto negativo non sempre si traduce in una bocciatura. Prima di fermare un alunno, infatti, il consiglio di classe ha il dovere di valutare con attenzione se ci sia ancora un margine per recuperare le carenze attraverso degli interventi mirati. Se però questa verifica dà esito negativo, la mancata ammissione all'anno successivo diventa una strada obbligata.
È esattamente quello che è accaduto al termine dell'anno scolastico 2023-2024 a una ragazzina che frequentava la prima classe in un istituto di Siena. Durante gli scrutini finali, il quadro che si è presentato davanti agli insegnanti era decisamente problematico: la giovane aveva accumulato insufficienze molto diffuse, prendendo un quattro in Storia e tutti cinque in Italiano, Inglese, Spagnolo e Arte e Immagine. Di fronte a una situazione simile, i docenti hanno deciso di non ammetterla alla seconda classe, parlando chiaramente di obiettivi fondamentali non raggiunti e di gravi lacune, nonostante la scuola avesse già organizzato dei corsi di recupero a cui l'alunna aveva partecipato solo saltuariamente.
La madre della studentessa, però, non ha accettato il verdetto. Ha deciso di dare battaglia legale e si è rivolta al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Toscana, mettendo nel mirino non solo la decisione del dirigente scolastico, ma anche il documento di valutazione e i verbali dei docenti. Secondo la versione della famiglia, l'istituto aveva violato le regole sulla valutazione, presentando una motivazione irragionevole, contraddittoria e basata su indagini del tutto superficiali.
La risposta della giustizia amministrativa, tuttavia, ha smontato le accuse della madre. In aula si è presentato solo il Ministero dell'Istruzione e del Merito per difendere l'operato della scuola. I giudici, respingendo la tesi della famiglia, hanno stabilito che cinque materie sotto la sufficienza (con un'insufficienza grave come il quattro in Storia) rappresentano un ostacolo insormontabile, un sintomo evidente che l'apprendimento è troppo carente per poter proseguire. La decisione dei docenti, basata sulla loro sensibilità educativa e didattica, è stata quindi giudicata corretta e non sindacabile dal tribunale. Il ricorso è stato perciò respinto in via definitiva e alla famiglia è stato persino negato l'aiuto economico dello Stato per le spese processuali, visto che, fin dall'inizio, i motivi della protesta sono apparsi palesemente infondati.
di Leandro Castagna




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