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Sorelle di 12 e 16 anni scomparse: "Qualcuno le ha aiutate". Le accuse del padre e i dubbi sulla fuga

Le ricerche di Sarah e Alisya continuano, proseguono tra Abruzzo e Lazio. Emergono dubbi sulle modalità della scomparsa e polemiche...

Continuano le ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da una comunità educativa di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Con il passare delle ore cresce l'apprensione dei familiari, mentre gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire quanto accaduto nella notte del loro allontanamento.

A non credere all'ipotesi di una fuga organizzata autonomamente è soprattutto il padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto, convinto che qualcuno abbia fornito un aiuto alle figlie.

"È impossibile che siano andate via da sole", ha spiegato l'uomo, sottolineando come la struttura si trovi in una zona isolata, circondata dalle montagne e lontana dai principali collegamenti.

Secondo il padre, le ragazze sarebbero apparse tranquille nei giorni precedenti alla scomparsa. L'ultimo contatto risalirebbe a pochi giorni prima, quando una delle due figlie avrebbe inviato alcuni messaggi vocali raccontando una visita dal dentista. Nulla, almeno apparentemente, avrebbe lasciato presagire quanto accaduto successivamente.

Nel frattempo, mentre le ricerche si concentrano tra Abruzzo e Lazio, emergono anche interrogativi sulle misure di sicurezza della comunità dalla quale le due ragazze si sarebbero allontanate.

Secondo quanto riferito da Alessia Natali, presidente dell'associazione Penelope Abruzzo, la struttura non sarebbe dotata di sistemi di allarme o telecamere di sorveglianza. Una circostanza che starebbe alimentando ulteriori polemiche proprio mentre proseguono le indagini. "Come può essere definita protetta se non riesce a proteggere i suoi ospiti?", ha dichiarato la presidente dell'associazione che si occupa di persone scomparse.

Le forze dell'ordine continuano a mantenere aperte tutte le piste investigative.


La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo per sottrazione di minori contro ignoti e i carabinieri stanno verificando ogni elemento utile per comprendere se le due sorelle abbiano agito da sole oppure se abbiano ricevuto supporto da parte di qualcuno. Anche la madre delle ragazze ha presentato una denuncia per sottrazione di minore, mentre il padre rinnova il proprio appello a chiunque possa avere informazioni. "Chi sa qualcosa parli", è l'invito rivolto a chi potrebbe aver visto o incontrato le due ragazze negli ultimi giorni. L'obiettivo resta uno solo: ritrovare Sarah e Alisya e fare piena luce su una vicenda che continua a suscitare preoccupazione e interrogativi in tutta Italia.

di Leandro Castagna



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