È morto il professore Stefano Addeo. Dal post choc contro la figlia della Meloni alle scuse pubbliche, la vicenda che lascia ancora molti interrogativi
- La Redazione

- 10 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Il docente era ricoverato da settimane dopo il tentativo di suicidio dello scorso maggio. Con la sua morte si chiude una storia che continua a far discutere sul confine tra errore, perdono e possibilità di riscatto...

Si è spento Stefano Addeo, il docente che un anno fa finì al centro delle cronache nazionali per il post contro la figlia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
L'uomo, 66 anni, era ricoverato da settimane all'ospedale del Mare di Napoli dopo il tentativo di suicidio avvenuto lo scorso 10 maggio. Nelle ultime ore il suo quadro clinico si è aggravato fino al decesso, avvenuto per arresto cardiaco.
La notizia chiude una vicenda che, nell'ultimo anno, aveva suscitato forti polemiche e acceso un ampio dibattito pubblico.
Tutto ebbe origine nel giugno 2025, quando Addeo, docente di Tedesco presso il Liceo Statale "Enrico Medi" di Cicciano (NA), pubblicò sui social un messaggio rivolto alla figlia della premier Giorgia Meloni. Un post che provocò indignazione trasversale e che portò alla sua sospensione dall'insegnamento. Le parole utilizzate vennero giudicate da molti gravissime e inaccettabili. Lo stesso docente, nei giorni successivi, riconobbe pubblicamente l'errore commesso.
"È stato un gesto stupido, scritto d'impulso. Chiedo scusa per il contenuto del post: non si augura mai la morte, soprattutto a una bambina", dichiarò allora.
Pur confermando le proprie idee politiche, Addeo manifestò il desiderio di incontrare personalmente la presidente del Consiglio per porgerle le sue scuse.
Da quel momento la sua situazione personale sembrò precipitare. Già pochi giorni dopo l'esplosione del caso aveva tentato il suicidio ingerendo un mix di farmaci. L'intervento dei soccorsi riuscì a salvargli la vita.
Un secondo tentativo è avvenuto il 10 maggio scorso, quando si è lanciato da una finestra della propria abitazione. Trasportato in ospedale, inizialmente era cosciente e non risultava in immediato pericolo di vita.
Con il passare delle settimane, però, le sue condizioni si sono progressivamente aggravate fino all'epilogo di queste ore. La vicenda continua inevitabilmente a suscitare riflessioni e sentimenti contrastanti. Restano la gravità di parole che hanno ferito e indignato l'opinione pubblica, ma resta anche la storia di un uomo che, dopo quell'errore, si è trovato a convivere con conseguenze che hanno segnato profondamente la sua vita. Una vicenda triste, finita nel peggiore dei modi, che lascia aperti molti interrogativi. In quel percorso che una società matura dovrebbe saper offrire, dall'errore al perdono fino alla possibilità di riscatto, qualcosa sembra essersi spezzato lungo il cammino.
di Claudio Castagna




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