Carta del Docente sotto i 500 euro: ecco chi resta fuori, tutte le informazioni utili sui precari e possibili riduzioni
- La Redazione

- 14 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Novità per l’anno scolastico 2025/26: importo del bonus variabile e precari esclusi, tutte le informazioni su beneficiari, importi e ricorsi...

Come ben sappiamo, al momento le procedure sul sito ufficiale riguardanti la Carta del docente sono inattive, il nuovo anno scolastico 25/26 per alcuni docenti è già iniziato mentre per altri inizierà a breve. Restando in tema “Carta del docente”, arriva il nuovo decreto scuola n. 45/2025, con novità riguardanti il suo funzionamento nel nuovo anno.
Una breve sintesi del servizio: il bonus è un sussidio, fino ad oggi di € 500,00, riservato agli insegnanti per sostenere le spese di aggiornamento e formazione professionale.
Molte le battaglie dei precari per vedersi riconosciuto questo diritto: parte di questa categoria risulta ad oggi beneficiaria del bonus, ma persistono ancora forti dubbi su chi resta fuori dalla fruizione del servizio. Con questo articolo vogliamo fare chiarezza sia sulle novità riguardanti l’anno scolastico 25/26. Innanzitutto parliamo di NOVITÀ: cosa cambia rispetto agli anni precedenti?
Nel nuovo anno scolastico 25/26 le modifiche principali riguardano: l’estensione della Carta docente ai precari (contratto fino al 31/08/2026); l’importo annuale non sarà più fisso a 500 euro, ma potrà variare in base alle decisioni del MIM; esclusione dei docenti con contratto al 30 giugno e supplenti brevi.
Per quanto riguarda l’importo: nell’anno 24/25 il bonus riconosciuto ad ogni insegnante era di 500 euro. Ma avendo deciso di ampliare la misura ad altri beneficiari, come giusto che sia, questo potrebbe subire variazioni, quindi risultare inferiore. Il Ministero sta valutando già da diverso tempo l'ipotesi di stabilire la somma da accreditare di volta in volta in base alle risorse disponibili.
Arriviamo ora a un nodo cruciale, ovvero gli esclusi. Nonostante le modifiche sulle funzionalità e l’ampliamento a parte dei precari, restano esclusi le seguenti categorie di docenti: Docenti con supplenze temporanee; Personale educativo (educandati e scuole statali); Docenti con supplenza al 30 giugno 2026.
Va ricordato che la Corte di Giustizia europea nella causa C-268/24 ha dichiarato che l’esclusione automatica dei supplenti brevi dal beneficio della Carta non è conforme al diritto dell’Unione, mentre proseguono incessantemente i ricorsi dei precari.
Inoltre, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha sottolineato la necessità di stanziare ulteriori risorse per impedire la riduzione dell’assegno, ampliare la platea dei destinatari come sancito dalle pronunce delle magistrature nazionali ed europee e estendere le spese anche a prodotti hardware, stampanti, cartucce, telefoni, oltre che al personale educativo e amministrativo.
Si aggiunge la polemica sul possibile passaggio del bonus in reddito imponibile: la trasformazione in busta paga comporterebbe una riduzione significativa dell’importo, con stime che parlano di circa 350 euro netti, o addirittura 200 euro lordi, cioè meno di 15 euro netti al mese. Pacifico ha commentato: “È giusto rinunciare agli attuali 500 euro di Carta del docente per avere meno di 180 euro netti in busta paga?”
Infine, sul fronte dei ricorsi, migliaia di procedimenti sono stati presentati ai Tar regionali dai legali Anief per far rispettare le sentenze dei giudici del lavoro, che assegnano fino a 3.000 euro di bonus per i cinque anni precedenti. Pacifico ha ricordato al Ministero dell’Istruzione la necessità di ottemperare alle sentenze senza nuovi ricorsi, sottolineando che prima o poi ogni precario otterrà quanto gli spetta senza gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini.
di LA REDAZIONE
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