Carburanti, fino a 3 euro in più per un pieno. Dal 4 luglio torna l'accisa piena, ecco cosa cambia
- La Redazione

- 1 ora fa
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Scade il taglio temporaneo delle accise su benzina e gasolio: salvo una proroga dell'ultimo momento, da sabato i prezzi torneranno a salire. Il Governo valuta l'evoluzione del mercato energetico

Fare rifornimento potrebbe tornare a costare di più. Da sabato 4 luglio, salvo una proroga dell'ultimo momento da parte del Governo, termina infatti il taglio temporaneo delle accise su benzina e gasolio introdotto nelle scorse settimane per contenere gli effetti del caro carburanti. Per chi utilizza quotidianamente l'auto, l'aumento stimato è di circa 3 euro per un pieno da 50 litri, con prezzi destinati a risalire già dalle prossime ore.
La riduzione delle accise era stata prevista dal decreto del 5 giugno 2026, che aveva confermato fino al 3 luglio uno sconto di 5 centesimi al litro su benzina e gasolio.
Considerando anche l'IVA applicata sull'accisa, il beneficio effettivo per gli automobilisti è stato di circa 6,1 centesimi al litro.
Con la scadenza della misura, le aliquote torneranno ai livelli ordinari, salvo un nuovo intervento dell'Esecutivo.
Quanto potrebbero aumentare benzina e diesel
Secondo le stime elaborate sulla base dei prezzi medi attuali, il gasolio potrebbe attestarsi intorno a 1,94 euro al litro sulla rete ordinaria e superare i 2 euro al litro in autostrada. La benzina, invece, potrebbe raggiungere una media di circa 1,86 euro al litro sulla rete ordinaria e 1,95 euro lungo la rete autostradale. Per una normale utilitaria con un pieno di circa 50 litri, la spesa aumenterebbe di poco più di 3 euro.
Il Governo non chiude alla proroga
La partita, però, non sembra ancora del tutto chiusa. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha spiegato che il Governo seguirà con attenzione l'evoluzione del mercato energetico e della situazione internazionale prima di assumere una decisione definitiva. In particolare, saranno determinanti gli sviluppi dei negoziati sullo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio.
Consumatori contrari allo stop
La possibile fine dello sconto ha già provocato le reazioni delle associazioni dei consumatori, che chiedono di prorogare la misura. Secondo il Codacons, il ritorno alle accise ordinarie arriverebbe proprio mentre il prezzo del petrolio sui mercati internazionali è in forte diminuzione, una riduzione che, a loro giudizio, non si è ancora riflessa in modo proporzionato sui prezzi praticati ai distributori. Anche l'Unione Nazionale Consumatori ha chiesto al Governo di valutare un nuovo intervento per limitare l'impatto sui cittadini.
Cosa devono aspettarsi gli automobilisti
Se nelle prossime ore non arriverà un nuovo provvedimento, dal 4 luglio i distributori torneranno ad applicare le accise ordinarie. Gli aumenti potrebbero non essere identici in tutti gli impianti, poiché ogni gestore aggiorna i listini secondo tempi e modalità differenti, ma il ritorno ai prezzi pieni dovrebbe riflettersi progressivamente su tutta la rete nazionale.
di La Redazione
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