top of page
Mobilità (2).jpg

Benedetta Rossi, il Natale degli anni ’80 e la "stracciatella" (ricetta): un racconto che commuove e ci riporta a casa

Aggiornamento: 27 dic 2025

Tra la casa dei nonni, il tavolo che si allunga e i ricordi dell’infanzia, Benedetta Rossi rievoca un Natale fatto di presenza, attesa e famiglia...

Benedetta Rossi, in un video intenso e profondamente autentico, ha scelto di aprire il suo cuore e di condividere con tutti noi un ricordo intimo: il Natale della sua infanzia, quello vissuto negli anni ’80, nella casa dei nonni. Un racconto semplice, ma carico di emozioni, che parla di famiglia, di attesa, di tempo condiviso e di quella serenità che oggi spesso rincorriamo senza riuscire ad afferrare.

A tal proposito Benedetta racconta: “Le immagini che avete visto le ho girate nella casa in cui sono cresciuta e quello è l’appartamentino di nonno e nonna. Il Natale lo festeggiavamo sempre lì, in quella stanza. Quel tavolo si allungava, noi ci stringevamo e in quella stanza riuscivamo a starci quasi in venti persone.”

Parole che restituiscono immediatamente il senso di un Natale vissuto come incontro, come spazio che si allarga nonostante tutto, come scelta di stare insieme. Non una festa perfetta, ma una festa vera, fatta di persone che si stringono, di voci che si intrecciano, di calore umano.


Nel suo racconto Benedetta si sofferma poi su uno dei simboli più potenti di quei Natali: il fuoco acceso all’alba, presente tutti i giorni di festa. “Quel caminetto la mattina si accendeva molto presto. Di solito lo accendeva nonno e ci si metteva il ciocco di Natale, un pezzo di legno bello grande che doveva durare per tutte le feste.”

Un gesto semplice, ma carico di significato. Il tempo non si consumava in fretta, si custodiva. Anche il fuoco aveva il compito di accompagnare, di scaldare lentamente, di restare. La preparazione della tavola diventava anch’essa un rito, un atto di cura e di rispetto verso quel giorno speciale. “La tavola veniva apparecchiata molto presto, molto prima di mezzogiorno. Si tirava fuori il servizio bello, quello che si usava solo per le grandi occasioni, la tovaglia lunga che doveva coprire tutto il tavolo, e mi ricordo anche un centrino rosso al centro.” Non era solo una questione estetica. Era un modo per dire che quel momento contava, che le persone che si sarebbero sedute lì erano importanti. E anche l’attesa, per i più piccoli, aveva un valore educativo profondo.


“L’antipasto si preparava in anticipo sul piattino e poi si copriva con il piatto fondo, un po’ per conservarlo e un po’ per evitare che i bambini spizzicassero qualcosa prima del tempo.” Dopo l’antipasto, racconta Benedetta, arrivava il momento del brodo, quello vero, fatto con una gallina vecchia o con il cappone, lasciato bollire a lungo sul fuoco. Un profumo che riempiva la casa e annunciava che il Natale era davvero cominciato. Con quel brodo, dopo averlo filtrato, si preparava la stracciatella, una minestra semplice ma carica di significato, che per Benedetta aveva il sapore delle feste e della famiglia riunita.

La stracciatella in brodo (per circa 10 persone)

  • 6 uova;

  • 6 cucchiai di formaggio grana grattugiato;

  • 6 cucchiai di pangrattato;

  • un'abbondante grattugiata di scorza di limone;

  • brodo caldo (di gallina o cappone)

In una ciotola si mescolano uova, grana, pangrattato e scorza di limone fino a ottenere un composto omogeneo.

Il composto viene poi versato direttamente nel brodo bollente, mescolando energicamente con una frusta per evitare grumi. Si lascia cuocere per circa 5 minuti, fino a raggiungere la consistenza desiderata. La stracciatella è pronta per essere servita, calda, nel piatto fondo.

Nel racconto di Benedetta emerge poi uno dei momenti più teneri e commoventi: quello della letterina, nascosta sotto il piatto, letta ad alta voce tra l’emozione e la vergogna.

“La letterina la nascondevamo sotto al piatto. Quando veniva tirata fuori e letta ad voce alta, io mi nascondevo sotto al tavolo perché mi vergognavo tantissimo.” È un ricordo che colpisce per la sua semplicità e per la sua forza emotiva. Un gesto piccolo, quasi ingenuo, che racconta però qualcosa di profondo: qualcuno che si prendeva davvero il tempo di guardare un bambino, di ascoltarlo, di dare valore alle sue emozioni, senza fretta, senza distrazioni.

Dopo quel momento, il Natale proseguiva così com’era iniziato: lentamente, senza la necessità di fare altro, senza programmi da rispettare. Il tempo non veniva riempito, ma semplicemente vissuto.

“Non si faceva niente di straordinario, però io ho dei ricordi molto belli del Natale di quegli anni. Giornate piene di calore, i sorrisi, la voglia che avevamo di stare tutti insieme.”

Benedetta non idealizza il passato. Ricorda, con lucidità, che non erano anni facili. Ma proprio per questo quel giorno aveva un valore ancora più grande.

“Non erano anni facili per i nostri genitori e per i nostri nonni, però loro non lo facevano mai pesare. Quel giorno era sacro, si sentiva proprio tanto la famiglia.” Il suo racconto si chiude con una riflessione che parla direttamente al presente e al futuro. Oggi i tempi sono cambiati, ma i bisogni profondi delle persone restano gli stessi.

“Oggi andiamo tutti un po’ più di fretta, ma io sono convinta che l’essenza e i bisogni delle persone siano rimasti gli stessi. Tutti abbiamo ancora bisogno di serenità e di momenti condivisi con i nostri cari.” Ora siamo noi gli adulti. E, come ci ricorda Benedetta, abbiamo una responsabilità grande: creare per i bambini di oggi quei ricordi che un giorno sapranno scaldare il loro cuore.

“Credo che abbiamo il compito di regalare ai bambini di oggi la serenità che meritano e creare con loro dei ricordi speciali. Forse è proprio questo il dono di Natale più bello che possiamo fare.”

Per te, lettore che ci segui: c’è un ricordo di Natale della tua infanzia che ancora oggi ti fa sentire a casa? Un gesto, una voce, una stanza che non hai mai dimenticato?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere può aiutare altri a fermarsi, emozionarsi e ritrovare ciò che conta davvero.

A seguire il video integrale di Benedetta Rossi



di Natalia Sessa

12 commenti


Patune
28 dic 2025

Il mio natale negli anni 70?Semplice ,il presepe sempre illuminato,con la mamma e zia che cucinavano i famosi fritti romani che nn potevano mancare noi bambini giocavamo a tombola in attesa del pranzo. La letterina di promesse sotto il piatto di papà

.Regali?....li portava la Befana.

Il piacere di stare insieme il regalo più bello

Mi piace

Patrizia Carolina
28 dic 2025

Natale era finalmente il giorno in cui anche il nonno, unico nonno allora vivente, veniva a pranzo a casa nostra con noi 4 nipoti, mamma e papà. Era un avvenimento perché durante l'anno il nonno non voleva "disturbare" i nostri genitori che lavoravano giorno e notte. Poi un anno il nonno è mancato, proprio qualche giorno prima di Natale. Da allora tutto è cambiato. Le tradizioni sono state modificate : la mattina di Natale ci vestiamo tutti a festa e tutti insieme andavamo al Cimitero a trovare il nonno e gli altri nonni mai conosciuti perché mancati presto. Poi però, infreddoliti e vogliosi di aprire i regali, tornavamo a casa ed il Natale ricominciava. Gli antipasti sono sempre stati simbolo…

Mi piace

Angela
28 dic 2025

Come x Benedetta anche io ricordo il Natale con tutti i parenti dai nonni,e quel momento oggi cerchiamo,noi che siamo una famiglia allargata, di trasmetterlo alla nostra nipotina che ha quattro nonni innamorati di lei

Mi piace

Ospite
28 dic 2025

È vero, il Natale per me è, ancora adesso, la voglia di stare con chi amo davvero. Non siamo una famiglia numerosa e i pochi parenti non sono mai stati interessati a condividere questi momenti di festa quindi negli anni 80 il Natale lo trascorrevo con i miei genitori e mia nonna che passava l'inverno da noi. La mattina presto aprivo i regali e poi si andava alla S. Messa, al ritorno si accendevano i fornelli da cui poi proveniva il profumo del brodo, l'albero acceso con le sue luci colorate, il presepe e poco altro ma di respirava il vero profumo del Natale. Dopo pranzo finalmente potevo dedicarmi ai regali che avevo ricevuto e poi c'era il torrone ricoperto…

Mi piace

Ospite
27 dic 2025

Tutto vero quanti ricordi la tavola apparecchiata la letterina nascosta sotto il piatto del nonno il caminetto acceso l albero era pieno di arance e mandarini senza luci ma per noi bambini era bellissimo finito il pranzo giocavamo a tombola oppure il nonno ci raccontava delle favole bellissime avevamo poco ma era tutto così bello

Mi piace

EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

bottom of page