Crepet: "Per Natale il regalo migliore esiste, bisogna saperlo attendere". Il messaggio rivolto a genitori e insegnanti
- La Redazione

- 23 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 25 dic 2025
Rivolgendosi a genitori e insegnanti, l’esperto invita a riflettere sul vero regalo di Natale e sul ruolo educativo dell’attesa...

Nella società contemporanea il tempo sembra aver perso valore. L’attesa è diventata un ostacolo da eliminare, non un’esperienza da vivere. Bambini e ragazzi crescono spesso abituati ad avere tutto subito, senza passaggi intermedi, senza il tempo necessario per desiderare davvero ciò che attendono. È un cambiamento profondo che incide sul modo di relazionarsi con gli altri e con il mondo.
In questo scenario Paolo Crepet richiama l’attenzione sul ruolo decisivo degli adulti, ricordando come sia proprio “l'esempio degli adulti che fa la differenza e indirizza la condotta dei bambini e delle bambine. La lentezza, la capacità di attendere, la pazienza, non si insegnano con una lezioncina, si praticano insieme. Andando ad aspettare un tramonto, facendo un viaggio per raggiungere una fiera di paese o una meta desiderata da tempo, vivendo insieme la calma dei giorni senza scuola e appuntamenti da rispettare, costruendo riti solo nostri e rispettando i tempi del mondo, delle persone e degli animali che abbiamo intorno”.
L’educazione, dunque, non passa attraverso spiegazioni astratte o regole imposte dall’alto, ma attraverso ciò che i bambini osservano ogni giorno. Come ricorda lo stesso Crepet: “per un figlio il miglior insegnamento è il comportamento della sua famiglia. È nei gesti quotidiani che il bambino osserva, rielabora e imita, ed è qui che risiede il ruolo e l'autorevolezza di un educatore”.
Fin dai primi anni di vita, infatti, i bambini apprendono osservando. Guardano come gli adulti parlano, attendono, rispettano o aggirano le regole. È attraverso questa osservazione costante che imparano a orientarsi nella realtà e a costruire il proprio modo di stare al mondo. Il periodo che precede il Natale diventa allora un momento particolarmente significativo. Per un bambino, l’attesa della festa rappresenta una vera e propria palestra emotiva. A questo proposito, Crepet sottolinea come “sarebbe bello, almeno a Natale, evitare la tecnologia, ridurla. Si può preparare una torta insieme o rievocare il valore delle festività di un tempo, quando ci si accontentava delle piccole cose. Non servono valanghe di regali, ne basta uno, al massimo due.
Solo così si attenderà davvero il prossimo Natale e il regalo che verrà. Molti bambini di oggi hanno troppo, e avere troppo fa sottovalutare ciò che si ha”, queste le significative e mai scontate parole dello psichiatra.
Occorre, pertanto, riassaporare la bellezza delle cose semplici, restituendo ai giovanissimi occhi curiosi e capaci di meravigliarsi anche semplicemente facendo una passeggiata in riva al mare: “i genitori, infatti, devono dedicare ai figli il loro tempo migliore che è fatto di tanto ascolto, capacità di dialogo, rispetto reciproco e regole, che però non vanno solo impartite, ma rispettate innanzitutto dagli adulti”.
È proprio qui che si chiarisce il punto centrale: il regalo più grande è il tempo. Tempo condiviso, tempo lento, tempo autentico. Non tempo “ritagliato”, ma tempo scelto. È questo che educa, che crea fiducia, che lascia un segno profondo. Il tempo donato dice ai figli e agli studenti che sono importanti, che meritano attenzione, ascolto e presenza reale. Ed è solo così che l’attesa smette di essere una frustrazione e diventa un’esperienza che forma, rafforza e accompagna nella crescita.
Per te, lettore che ci segui, quanto tempo riesci davvero a dedicare alle persone più importanti della tua vita? Ti è mai capitato di renderti conto che, presi dalla fretta, stiamo togliendo spazio proprio a ciò che conta di più?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Condividere può aiutare altri genitori e insegnanti a fermarsi e a fare una scelta diversa.
di VALENTINA TROPEA




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Sono ultimo di dieci figli nato quando mia madre, analfabeta, aveva trentasette anni. E se ne ando', poverina, a sessantuno anni pregando dignitosamente con Dio. Mio padre era un bracciante, e nonostante tutto non ci fecero mancare niente. Ivi compreso di ni
Professore sono pienamente d'accordo su come deve essere impostata l' educazione. A scuola cerchiamo di insistere su questi principi sui quali si dovrebbe fondare la società futura ma come fare a farlo capire ai genitori se, anche quando vengono ai colloqui mostrano poco interesse e continuano a non distogliere lo sguardo dal cellulare.
Sono convinta che il male peggiore per i nostri ragazzi, ma non per tutti per fortuna, siamo i genitori e queste famiglie allargate..
Grazie dottore, per le lezioni di vita che ci regala continuamente
Ho una figlia che ha due bimbi
Mi rendo conto che l'educazione che danno ai loro bimbi, rispecchia molto la sua scuola...
Più di quanto io stessa lo sono stata nei loro confronti (tre figli)
Grazie
La mia famiglia attuale è disgregata ormai da 6 ed ora vivo la mia vita da padre felicemente single con mia figlia di 12 anni mentre la madre ha cambiato già diversi compagni animando tristezza e delusione in lei.
Prima di mia figlia ho trascorso x tanti anni una vita in cui ho avuto fatto quello che volevo, divertimento a stufo in compagnia dei migliori amici che ho attualmente e che ho da quando avevo 12 anni (alcuni dalla nascita) ed avuto varie compagne con cui se andava bene senò ogniuno x la sua strada, ma ora che sono papà x non ferirla ulteriormente, darle protezione, sicurezza e farmi sentir sempre vicino a lei, ho deciso felicemente di non voler…
Ho due figlie ,4 nipoti. Una abita e vive in Trentino con 2 figlie,ci sentiamo,ci vediamo attraverso il cellulare. L'altra vive a Napoli con due bimbi di 8 e 7 anni,che ho cresciuto ! Sono abbastanza impegnati i bimbi tra scuola,compiti,e sport. La mamma quando sta con loro, li porta ovunque, tutte attivita' creative,cinema,camminate per Napoli,spiegando loro l'arte e la bellezza,panorami. Ma purtroppo hanno il cellulare,quando sono a casa!!!!