Recalcati: "Quando un maestro insegna controvoglia il desiderio di sapere si spegne, è la passione che dà vita a una lezione"
- La Redazione

- 28 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Riflettendo sul ruolo dell’insegnante, Massimo Recalcati spiega perché il desiderio e la testimonianza rendono davvero autorevole la parola del maestro

“L’aspetto più importante della scuola è l’incontro con il maestro. Una volta bastava che un insegnante entrasse in classe per avere rispetto. Oggi non è più così”, con tali parole lo psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati inizia la sua disamina avente ad oggetto la profonda metamorfosi riguardante la figura del maestro, alla luce della sua rilevante funzione nel processo formativo e di crescita di ogni studente.
Ecco allora che l’insegnante deve riappropriarsi di quel rispetto con autenticità e presenza, “non attraverso l’esercizio del potere ma attraverso il potere della sua parola”. Occorre, dunque, far rifiorire nei suoi studenti il desiderio.
D’altronde “il desiderio è veramente ciò che salva la vita dei nostri figli. Occorre mostrare che il sapere, in quanto tale, è un oggetto che provoca passione e che non è semplicemente qualcosa che deve essere somministrato in modo sterile ma è ciò che anima la vita”, così come dichiarato espressamente dallo psicoanalista con riferimento alla figura dell’insegnate ed alla sua capacità di trasmettere non solo nozioni ma amore per il sapere.
“La parola del maestro contesta l’idea che il sapere sia separato dalla vita, che il sapere sia l’ombra spenta della vita. Un magistero è tale se mostra che il sapere e la vita non sono due mondi paralleli. Il discorso del maestro si regge su quello della testimonianza che è, appunto, l’esperienza che rende inseparabili il sapere e la vita”, in tal modo Massimo Recalcati sottolinea come la testimonianza che il maestro è tenuto a dare è che il sapere che trasmette non sia sganciato dal suo effettivo desiderio di sapere.
Ed allora cosa significa insegnare con autorità? Cosa rende autorevole la parola del maestro? A tale interrogativo il saggista risponde affermando che “l’autorità che definisce un insegnamento non scaturisce tanto dai suoi enunciati, ma dal loro punto singolare di enunciazione”.
Per tale motivo “un maestro non insegna mai controvoglia, non vive il suo lavoro come un supplizio, non vive nella frustrazione, ma, piuttosto, quando insegna non vorrebbe essere in nessun altro luogo se non in quell’aula, davanti ai suoi appunti e alle citazioni che ha preparato per la sua lezione”.
Dunque il messaggio che vuole trasmetterci Massimo Recalcati appare pregno di significato: un buon maestro, attraverso la sua testimonianza, è in grado di trasformare i suoi allievi in amanti del sapere, accendendo in loro quel desiderio capace di animare la vita, valorizzando il talento singolare di ogni studente, perché la sua parola non comanda ma illumina, ampliando l’orizzonte della vita.
Per te, lettore che ci segui: ricordi un insegnante che ha acceso in te il desiderio di sapere e ti ha fatto sentire visto e ascoltato? Quanto conta, oggi, incontrare maestri capaci di trasmettere passione e non solo nozioni?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima, condividere può aiutare altri a riscoprire il valore di un insegnamento autentico.
di VALENTINA TROPEA




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Sono un insegnante fra qualche anno andrò in pensione e ancora oggi gioisco e mi appassiono insieme ai miei alunni anche se quella lezione l'ho ripetuta nel corso degli anni,per me è cone se fosse la prima volta e trasmettere la voglia di scoprire e di apprendere cose nuove insieme agli alunni vedi i loro volti accendersi e i loro sguardi illuminarsi, tutta questa mia passione è nata grazie a un mio prof. di latino e storia che a suo tempo accese in me il desiderio di sapere e riusciva ad ascoltarci e ci trametteva no nozioni ma passione e curiositá per lo studio, riusciva ad aprire le nostre menti e ampliare la voglia di sapere.
Sono in pensione dalla scuola come insegnante di motoria e insegnante di sostegno ma ancora attivo come istruttore/allenatore di basket. Le mie diverse esperienze e la mia passione nell’insegnare mi portano a pensare che la mia amorevolezza e l’arte dell’incoraggiamento sono elementi preziosi e fondamentali nel percorso formativo dei miei allievi.
Ho avuto una maestra che era all'ultimo anno di lavoro prima della pensione, ci ha fatto morire tutta la voglia di studiare.
Ho avuto una insegnante che è stata una mamma amorevole mi ha donato il senso della vita. Avevamo in classe una bambina che aveva avuto la poliomielite,aveva bisogno di di aiuto.
La maestra ci ha insegnato che la cosa più importante nella vita è avere cura dei più deboli e noi facevamo a gara per aiutare questa bambina.