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Recalcati: "I genitori si alleano con i figli e lasciano gli insegnanti nella più totale solitudine a supplire alla funzione latitante del genitore, cioè a fare il genitore degli allievi"

Per lo psicoanalista la nuova alleanza tra genitori e figli avrebbe indebolito la funzione educativa degli adulti, lasciando la scuola sempre più sola...

Svolgere adeguatamente la funzione genitoriale appare sempre di più impresa assai difficile e complessa, presupponendo una grande responsabilità nei confronti di chi si è chiamati ad educare e crescere congruamente ed opportunamente.


Nel corso degli anni, infatti, si è passati da una dissimmetria ad una vera e propria simmetria generazionale: “i genitori si alleano con i figli e lasciano gli insegnanti nella più totale solitudine, a rappresentare quel che resta della differenza generazionale e del compito educativo, a supplire alla funzione latitante del genitore, cioè a fare il genitore degli allievi”, così come spiegatoci molto accuratamente dallo psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati.

“La nuova alleanza tra genitori e figli disattiva ogni funzione educativa da parte dei genitori che si sentono più impegnati ad abbattere gli ostacoli che mettono alla prova i loro figli per garantire loro un successo nella vita senza traumi, che non a incarnare il senso simbolico della Legge”, in tal modo lo psicoanalista continua la sua ragguardevole disamina ponendo l’accento sulla difficoltà degli adulti ad essere genitori.

La formazione, pertanto, è intesa come potenziamento del principio di prestazione ed il fallimento non è tollerato in alcun modo, così come neppure il pensiero critico.

In tale prospettiva Massimo Recalcati parla della cosiddetta “Scuola-Narciso” nella quale vige il principio di omologazione ed una concezione efficientistica della didattica.

La differenza generazionale viene meno e assistiamo ad una confusione immaginaria tra genitori e figli che finisce per isolare il corpo docente, vissuto come corpo estraneo.

“La dissimmetria viene meno e tutto si simmetrizza. Gli insegnanti sono tatuati come i loro allievi, alcuni si danno del tu o diventano loro amici su Facebook, nessuno porta più la cravatta, le ore di lezione sono dedicate a rincorrere un silenzio e un’attenzione che sembrano impossibili da raggiungere, gli esami all’università non possono superare un certo numero di pagine, i voti considerati ingiusti dai figli mobilitano le proteste accorate dei genitori, i provvedimenti disciplinari sembra facciano parte di un passato archeologico”, questo quanto dichiarato espressamente e senza alcuna esitazione dal saggista italiano.


D’altro canto la Scuola-Narciso premia chi riduce l’apprendimento alla riproduzione dello Stesso: “se in una verifica orale o scritta l’insegnante ritrova le proprie parole o quelle dei testi studiati; se, in altri termini, l’allievo sa ripetere il più esattamente possibile il sapere che gli è stato impartito, allora la valutazione sarà massima”.

Dunque, la responsabilità degli adulti nel processo formativo dei figli viene meno in nome di un diritto di eguaglianza che pretende di smussare ogni angolo e perfino la parola perde il suo peso.


“Il disagio dei nostri figli non è più centrato sull’antagonismo tra le generazioni, ma sulla perdita della differenza e, dunque, sull’assenza di adulti in grado di esercitare funzioni educative e di costituire quell’alterità che rende possibile l’urto alla base di ogni processo di formazione. Il malessere attuale della giovinezza non risiede nell’opposizione tra sogno e realtà ma nell’assenza di sogno”, queste le parole utilizzate da Massimo Recalcati per concludere la sua profonda riflessione.

Occorre pertanto che i genitori ristabiliscano il giusto equilibrio, riappropriandosi di quell’autorevolezza che permetta loro di esercitare congruamente la funzione educativa.

E tu, lettore che ci segui, pensi che i genitori abbiano smesso di svolgere adeguatamente la loro funzione educativa in nome di un diritto di eguaglianza che fa venir meno la loro responsabilità? Gli insegnanti, pertanto, si ritrovano a supplire alla funzione latitante del genitore, cioè a fare il genitore degli allievi?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.


di VALENTINA TROPEA

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