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Muore Alex Zanardi, l’uomo che non ha mai smesso di ripartire. Dalla Formula 1 alle Paralimpiadi: la lezione di chi ha trasformato il dolore in forza

2 mag
Tempo di lettura: 2 min

"Quando tutti pensavano che la sua carriera fosse arrivata al capolinea ecco che Zanardi riprende in mano la sua vita, diventando un esempio per grandi e piccoli..."

C’è chi davanti a un limite si ferma. E poi c’è chi, come Alex Zanardi, lo trasforma in un nuovo punto di partenza. Zanardi si è spento a 59 anni, lasciando un segno che va oltre lo sport.

Prima di tutto, Zanardi è stato un pilota. Un uomo della velocità, della Formula 1, della competizione più estrema. La sua storia non è soltanto quella di un pilota o di un campione paralimpico. È il racconto di un uomo che, più volte, si è trovato davanti alla fine… e ha scelto ogni volta di ricominciare.

Nel 2001, durante una gara in Germania, un incidente devastante gli cambia la vita: perde entrambe le gambe. In quel momento, per molti, la sua carriera è finita. Per lui no. Zanardi non si arrende. Riprende in mano la sua vita con una determinazione fuori dal comune. E lo fa da uomo che non ha mai smesso di sentirsi pilota, torna a guidare, torna a competere, ma soprattutto scopre una nuova strada: il paraciclismo. Ed è lì che riscrive la sua storia: medaglie, vittorie, record. Un messaggio chiaro, il limite non è il punto finale, ma l’inizio di qualcosa di diverso e poi, nel 2020, un nuovo incidente, ancora più duro e ingiusto.

Uno scontro in handbike che lo costringe a una lunga battaglia tra la vita e la morte.

Eppure, anche questa volta, il suo nome resta legato a una parola sola: resistenza.

Perché Zanardi non è stato solo un atleta. È stato un pilota e lo è rimasto sempre, anche lontano dalla pista. È stato un esempio, un uomo capace di trasformare ogni caduta in una possibilità, ogni ostacolo in una sfida, ogni dolore in una lezione. E forse è proprio questo il suo lascito più grande: ricordarci che non conta quante volte la vita ci mette alla prova, ma quante volte scegliamo di rialzarci.



di NATALIA SESSA

1 commento


Antonia
02 mag

Sono addolorata, e stato un mito prima e dopo gli incidenti.

La sua solarita il suo ottimismo ha contagiato grandi e piccoli.

Ha lottato come un leone, e come tale lo ricorderemo

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