Recalcati: "Oggi i genitori sono più preoccupati di farsi amare dai loro figli che di educarli." Il rischio di annullarsi e crescere figli senza autonomia
- La Redazione

- 1 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 2 mag
Recalcati riflette sul ruolo dei genitori, non è una questione di amore ma di ciò che manca davvero nella crescita...

“Oggi i genitori sono più preoccupati di farsi amare dai loro figli che di educarli”. A volte, senza accorgersene, si rischia di fare l’opposto: alimentare insicurezze invece che autonomia. Per secoli si è raccontato che la vera madre è colei che si annulla per i figli. “L’ideologia patriarcale che oggi sta esalando i suoi ultimi respiri voleva ridurre l’essere della donna a quello della madre”. A far riflettere sul tema con queste parole è lo psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati.
L’autore ribalta questa prospettiva, affermando che una madre rischia (paradossalmente) di far male ai propri figli, se vive esclusivamente per loro. A tal proposito, Massimo Recalcati sottolinea: “Il rischio è che una donna diventi tutta madre”.
Per spiegare questo meccanismo, l’esperto prende in prestito un’immagine dallo psicoanalista Jacques Lacan: quella di un coccodrillo con le fauci spalancate. “La madre-coccodrillo è colei che, invece di lasciare andare il figlio verso il mondo, vorrebbe divorare il proprio frutto, rimetterlo dentro di sé, incorporarlo, appropriarsene integralmente”.
Ma da cosa nasce questa spinta a “divorare” chi si è messo al mondo? “La madre-coccodrillo indica l’annullamento della donna nella madre, nella madre-tutta-madre, nella madre divorante”, afferma ancora Massimo Recalcati; ciò significa che la madre smette di riconoscersi anche come donna e si identifica completamente nel suo ruolo, “divorando” l’alterità del figlio. Spesso i genitori, per paura di sbagliare, finiscono per vivere solo per i figli.
Parafrasando il pensiero dello psicoanalista, una madre è “buona abbastanza” quando sa che non deve darsi del tutto al proprio bambino. Un figlio, per costruire la propria identità, ha bisogno delle cure materne, certo, ma anche e soprattutto delle mancanze. È nelle mancanze che nasce il desiderio e quindi la crescita. Per essere delle ottime madri, dunque, bisogna continuare a essere donne. Su questo punto, Massimo Recalcati è chiaro: “Oggi la spada, la vera spada, è la donna: cioè il fatto che, quando una donna diventa madre, il rischio è che diventi tutta madre. E invece, se una donna si preserva come donna nel divenire madre, è questa la spada che la separa virtuosamente dal figlio. E questo è veramente il segreto della contemporaneità.”
Il bambino ha bisogno di percepire che l’universo della madre non si esaurisce in lui. Amare è l’antitesi del possedere e questo vale in tutte le forme dell’amore, soprattutto quando si parla di figli.
“Far nascere un figlio, portarlo nel proprio grembo, nutrirlo con il proprio corpo è già da sempre perderlo, riconoscerlo come pura trascendenza, generarlo come un’alterità”, conclude Massimo Recalcati. Essere madre è anche questo: saper lasciare andare.
E tu, lettore che ci segui, pensi che una madre debba vivere solo per i figli o sia giusto che resti anche donna? Quanto conta, secondo te, lasciare andare un figlio per permettergli di crescere davvero?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza nei commenti, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo per capire meglio.
di LEANDRO CASTAGNA




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Io sono sopravvissuto a una madre che ha fagocitato mio fratello maggiore e mia sorella maggiore ma non è riuscita a farlo con mia sorella e me ultimi due, è sicuramente una questione di forza e di carattere non sempre si riesce a fare la madre coccodrillo. Ci siamo salvati e gli altri due no.
Sono pienamente d'accordo con il professore Recalcati, non è semplice questo passaggio soprattutto perché è difficile trovare il nostro nuovo equilibrio senza i figli in casa ( a volte vivo un po' il senso di colpa della nuova tranquillità ma anche la sofferenza del distacco da mia figlia, sentimenti ambivalenti), lei comunque vive felicemente in un'altra città per motivi di studio, è aperta al mondo e sta molto bene nella sua autonomia con poca nostalgia del suo nucleo familiare.Spero non sia solo perché sono una mamma "troppo"...
Sono soprattutto le madri sole, separate o single, di figli maschi che rischiano. Il figlio diventa il sostituto del compagno coetaneo. Un comportamento Comune è quello di dormire insieme. È abbastanza facile prevedere i problemi di sviluppo psicosociale, affettivo e sessuale del futuro figlio adulto! 🙄
Mi sento una donna "bella" e appagata proprio grazie al mio essere madre, non nonostante questo ruolo. La maternità non mi annulla, ma arricchisce la mia identità di lavoratrice, donna impegnata nel voltariato, amica, sposa e figlia.
Il mio modo di amare non è accondiscendenza, ma educazione consapevole. Proprio con i figli adolescenti o giovani, che a volte snobbano i valori tradizionali, scelgo di restare ferma. Anche se mi definiscono "antica", esprimo il mio amore ponendomi come contrappeso a certe ideologie moderne che considero imbrogli e illusioni
I figli maschi, in particolare, di donne casalinghe che non hanno altri scopi nella vita se non la famiglia sono un pericolo pubblico. Sono totalmente d’accordo con il Prof. Recalcati.