Verifiche e compiti a casa: “La verifica non è un semplice adempimento da collocare nel calendario”. Contare le prove non basta a ridurre il carico degli studenti
Il CNDDU chiede di tutelare i docenti nella programmazione delle verifiche, nell’assegnazione dei compiti a casa e nell’utilizzo del registro elettronico

“La verifica, infatti, non è un semplice adempimento da collocare nel calendario”. Con queste parole il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani interviene nel dibattito sulle recenti indicazioni ministeriali relative a verifiche, compiti per casa e registro elettronico. Evitare giornate troppo cariche è un obiettivo condiviso dal Coordinamento.
Una breve esercitazione e una verifica complessa possono occupare entrambe uno spazio nel calendario, ma richiedono tempi di preparazione e un impegno molto diversi. Per questo, secondo il CNDDU, la programmazione deve partire dalla conoscenza della classe e del percorso svolto.
“Due prove nella stessa giornata non sono necessariamente equivalenti per durata, complessità e impegno richiesto, così come la loro semplice distribuzione in giorni differenti non garantisce, di per sé, l’equilibrio complessivo del lavoro scolastico”.
Distribuire le verifiche è dunque necessario, ma occorre anche che gli insegnanti si confrontino su ciò che stanno chiedendo agli stessi ragazzi. Un calendario apparentemente ordinato può comunque lasciare agli studenti poco tempo per prepararsi.
Il passaggio più netto del comunicato riguarda il ruolo dei docenti nelle decisioni sulla didattica e sulla valutazione. Il Coordinamento contesta che il dibattito venga rappresentato prevalentemente attraverso la voce dei dirigenti scolastici:
“Il loro contributo è necessario sul piano istituzionale e organizzativo, ma non può sostituire quello dei docenti, ai quali l’ordinamento riconosce una specifica responsabilità professionale nella valutazione e che possiedono la conoscenza diretta dei processi di apprendimento delle proprie classi”.
Sono gli insegnanti a osservare quotidianamente le difficoltà degli studenti, a capire se un argomento richiede ancora tempo e se la classe è pronta per una prova. Il CNDDU richiama quindi l’autonomia professionale e la funzione degli organi collegiali, sostenendo che il coordinamento debba valorizzare queste competenze.
“Consigli di classe e Collegio dei docenti sono sedi nelle quali le esigenze delle diverse discipline possono essere ricondotte a una visione complessiva del percorso degli studenti, senza trasformare il coordinamento in uniformità didattica”.
Anche sui compiti per casa il Coordinamento pone una questione concreta: gli studenti devono sapere con sufficiente anticipo che cosa studiare, così da poter organizzare il pomeriggio e gli impegni dei giorni successivi.
“Il registro elettronico deve rimanere uno strumento di comunicazione e documentazione, senza determinare una continua ridefinizione degli impegni oltre il tempo scolastico”.
La possibilità di aggiornare il registro in ogni momento non dovrebbe rendere continuamente provvisorio il lavoro assegnato. Accanto alla tempestività, conta poi lo scopo dei compiti: esercitarsi, consolidare ciò che è stato affrontato in classe e imparare a studiare con maggiore autonomia.
La richiesta finale del CNDDU è che la competenza degli insegnanti abbia un peso effettivo nelle scelte che riguardano l’apprendimento:
“La professionalità docente deve pertanto essere non soltanto consultata, ma pienamente riconosciuta quale componente sostanziale dei processi decisionali previsti dall’ordinamento”.
di La Redazione
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