Ragazzi e i social, Valditara torna a chiedere l’intervento dei genitori: "Se si isolano per ore sul cellulare, intervenite"
Nel suo intervento a Taranto, il ministro torna sul ruolo delle famiglie nell’educazione digitale, sulle segnalazioni dei compiti assegnati in tarda serata e...

Giuseppe Valditara torna a chiedere ai genitori di intervenire quando i figli trascorrono ore isolati davanti al cellulare. Durante l’incontro del 29 settembre nella sede di Confindustria a Taranto, il ministro dell’Istruzione e del Merito ha rinnovato l’appello alle famiglie: “Facciano molta attenzione a quello che i loro figli fanno sul web con il cellulare”.
Valditara ha chiesto anche alla scuola di aiutare i ragazzi a usare le tecnologie con maggiore consapevolezza.
“Dobbiamo insegnare l’uso corretto dei social, del digitale e del cellulare, spiegando i rischi”, ha affermato Valditara. Un impegno che, nelle sue parole, deve proseguire anche a casa, attraverso l’attenzione degli adulti alle attività online dei ragazzi e alle situazioni di isolamento.
Compiti e diario, il ministro ribadisce le indicazioni
A Taranto Valditara è tornato anche sui compiti comunicati alle famiglie in tarda serata o durante il fine settimana. Dopo la nota del 28 settembre, già illustrata da Ascuolaoggi, ha ribadito: “Va usato il diario cartaceo: al termine della lezione il ragazzo deve sapere quali sono i compiti per il giorno dopo e per i giorni successivi”.
Il ministro ha spiegato che le segnalazioni dei genitori riguardano consegne inserite sul registro elettronico anche alle otto o alle nove di sera. La richiesta alle scuole resta quella di assegnare il lavoro entro la fine delle lezioni, affiancando il diario al registro elettronico, e di distribuire le verifiche nella settimana attraverso il coordinamento tra docenti.
ITS e percorsi quadriennali, i risultati annunciati
Nel confronto con gli imprenditori, Valditara ha inoltre rilanciato la filiera tecnico-professionale 4+2 e il rapporto tra formazione e aziende. Il ministro ha indicato 41mila iscritti agli ITS per il 2026, rispetto all’obiettivo europeo di 22mila da lui richiamato, sostenendo che questi percorsi possano favorire l’ingresso dei giovani nel lavoro.
Per novembre ha annunciato la presentazione dei risultati dei percorsi quadriennali degli istituti tecnici e professionali: “Saranno, come vedrete, risultati molto interessanti: apprendimenti cresciuti e soprattutto grande motivazione dei giovani”. È la valutazione anticipata dal ministro in attesa della pubblicazione dei dati.
di Leandro Castagna
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