Cadavere trovato in casa di una docente, tre indagati in custodia cautelare
L’indagine è partita dalla telefonata della madre di un ventiseienne. Il gip non ha convalidato i fermi, ma ha disposto il carcere per tre persone...

La notte tra giovedì 24 e venerdì 25 settembre, la madre di un ventiseienne ha chiamato il 112 dicendo che il figlio aveva fatto del male a qualcuno. Gli agenti hanno raggiunto entrambi nell’appartamento in cui si trovavano. Il giovane ha raccontato di aver ucciso un uomo durante una colluttazione e ha indicato un’altra casa, in via Gulli, a Torino. Qui la polizia ha trovato il corpo di Fabio Colapietro, 39 anni, nascosto in sacchi e secchi. Nell’alloggio vive una docente di 47 anni.
Gli investigatori hanno fermato il ventiseienne, Christian Matheus De Oliveira Morando, la docente Nicole Formichetti e Keith Butig, 22 anni.
La vittima è stata identificata come Colapietro, originario di Chivasso e residente a Settimo Torinese. Secondo la prima ricostruzione, la morte sarebbe avvenuta alcuni giorni prima del ritrovamento, il 21 settembre.
Durante l’interrogatorio davanti al gip, De Oliveira Morando ha ammesso di aver ucciso Colapietro, ma ha sostenuto che sia accaduto involontariamente durante una lite. La versione è stata riferita dal suo avvocato. Il giovane avrebbe detto di non ricordare con precisione la dinamica del decesso; le cause della morte restano da accertare.
Il legale ha riferito anche che nella casa sarebbero state consumate droghe e alcol nei giorni precedenti. Sempre secondo la versione dell’indagato, dopo la morte i presenti avrebbero cercato di nascondere il corpo.
Sono aspetti che gli inquirenti devono verificare, insieme al contributo attribuito a ciascuna delle persone coinvolte.
De Oliveira Morando è indagato per omicidio e soppressione di cadavere. Formichetti e Butig devono rispondere di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere. Al momento, l’accusa di omicidio riguarda il ventiseienne: le dichiarazioni da lui rese sul comportamento della docente non costituiscono, da sole, un accertamento delle responsabilità della donna.
Il gip di Torino non ha convalidato i fermi, non ravvisando il pericolo di fuga, ma ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e tre. Le indagini proseguono per chiarire la dinamica della morte e il ruolo di ciascun indagato.
di Leandro Castagna
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