top of page

Docenti fuori sede, un anno di congedo pagato dopo 10 anni lontano da casa. La proposta del CNDDU a Valditara

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

La misura riguarderebbe il personale di ruolo che abbia chiesto senza successo il trasferimento o il riavvicinamento. Una nuova annualità ogni dieci anni: “La distanza può diventare una componente permanente della vita economica”

Dieci anni a lavorare lontano da casa, pagando un secondo affitto, utenze, trasporti e viaggi per tornare dalla propria famiglia. Poi venti, in alcuni casi persino trenta. Per il CNDDU, quando il fuori sede smette di essere una parentesi e diventa una condizione che accompagna una parte consistente della carriera, anche il suo costo dovrebbe essere riconosciuto.

Da qui la proposta indirizzata al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara: istituire un “Congedo straordinario per permanenza prolungata fuori sede”.“La proposta prevede un congedo della durata di un anno, con trattamento economico al 100% e conservazione del posto”.

A poterne beneficiare, nell’ipotesi avanzata dal Coordinamento, sarebbero docenti e personale scolastico a tempo indeterminato con almeno dieci anni di effettivo servizio lontano dalla propria residenza e che, nello stesso periodo, abbiano presentato senza successo domanda di trasferimento o riavvicinamento.

E non sarebbe necessariamente una misura utilizzabile una sola volta: “il diritto maturerebbe nuovamente per ogni ulteriore decennio trascorso nelle medesime condizioni: dopo venti anni potrebbe quindi maturare una seconda annualità e dopo trenta una terza”.


La proposta nasce anche da un problema che negli ultimi anni si è fatto più pesante: quanto resta realmente dello stipendio dopo aver pagato i costi necessari per lavorare lontano da casa?

L’OCSE rileva che nel primo trimestre 2026 i salari reali italiani sono cresciuti dell’1,3% su base annua, ma erano ancora inferiori del 6,1% rispetto al primo trimestre 2021, il divario più ampio tra le grandi economie OCSE. A questo si aggiungono i tempi dei rinnovi. A fine giugno tutti i contratti della Pubblica Amministrazione risultavano scaduti per la parte economica e 2,8 milioni di dipendenti pubblici erano in attesa di rinnovo; nella PA il tempo medio di attesa era di 18 mesi.

Per chi lavora lontano dalla propria residenza, osserva il CNDDU, il conto è ancora diverso. “Alla perdita generale di potere d’acquisto si aggiungono infatti spese direttamente connesse alla sede di servizio: locazione di un secondo alloggio, utenze, trasporti e viaggi periodici verso il luogo di residenza”. E l’ingresso in ruolo non sempre mette fine a questa situazione. “La stabilità lavorativa, infatti, non coincide necessariamente con quella territoriale”. Un docente può ottenere il posto a tempo indeterminato e continuare per anni a lavorare a centinaia di chilometri da casa, anche dopo avere presentato ripetutamente domanda di trasferimento. È soprattutto il tempo, secondo il Coordinamento, a cambiare il peso di quelle spese: “un secondo affitto sostenuto per un periodo limitato rappresenta un costo temporaneo; la medesima spesa protratta per dieci, venti o più anni diventa una componente strutturale del bilancio personale e familiare”.


Il congedo proposto non sostituirebbe la mobilità e non darebbe diritto automatico al trasferimento. Servirebbe, nelle intenzioni del CNDDU, a riconoscere una permanenza fuori sede diventata eccezionalmente lunga e i costi accumulati nel tempo. Prima di introdurlo, però, bisogna sapere quanti lavoratori si trovino realmente in questa condizione. Per questo il Coordinamento chiede a Valditara anche una ricognizione nazionale. “Una misura di tale portata richiede necessariamente una preventiva verifica della sostenibilità finanziaria e organizzativa”. La rilevazione dovrebbe stabilire quanti docenti e ATA di ruolo lavorino fuori provincia o fuori regione rispetto alla residenza, da quanti anni, quante domande di mobilità siano rimaste senza esito e quali territori e classi di concorso siano maggiormente coinvolti. Solo dopo sarebbe possibile quantificare la platea e il costo delle eventuali sostituzioni. Il CNDDU riporta infine la questione alla vita concreta di chi da anni divide stipendio e quotidianità tra due luoghi: “per chi vive questa condizione da un decennio o più, la distanza non costituisce ormai una fase transitoria della carriera, ma una componente permanente della propria organizzazione economica”.

di La Redazione


 
 
 

Commenti


EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO​

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.​

​

Tutti i contenuti pubblicati su www.ascuolaoggi.com, compresi testi, titoli, elaborazioni editoriali e materiali grafici, sono di esclusiva proprietà di AScuolaOggi. È vietata la riproduzione, anche parziale.

bottom of page