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Crepet: "Io sono cresciuto che si stava zitti. Ai miei tempi prendere sette o quattro cambiava la vita". La giusta autorevolezza che abbiamo dimenticato

6 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Paolo Crepet racconta l’educazione ricevuta da bambino e riflette su cosa è cambiato oggi nel rapporto tra genitori e figli...

"Io sono cresciuto che si stava zitti, che papà parlava coi suoi amici o se si ascoltava stavi zitto, se dovevi andare, andavi in camera". Paolo Crepet, sociologo e psichiatra, in un suo intervento si sofferma su come sia cambiato il modo di educare nel tempo, in particolare su un aneddoto di vita personale che porta gli adulti di oggi a riflettere.

Un tempo i bambini, i ragazzi, non ancora maturi "stavano zitti", non intervenivano nei discorsi dei "grandi" e questo atteggiamento, probabilmente molto distante dalle teorie moderne sull'educazione, riflette un passaggio importante: il bambino non cresceva con i riflettori puntati addosso, ma in silenzio poteva apprendere e comprendere quali parole di quegli adulti avrebbe voluto un giorno fare proprie. Se da un lato quindi abbiamo questo aspetto positivo, dall'altro forse dovremmo chiederci se così facendo venivano, un tempo, attenzionati e soddisfatti tutti i bisogni reali del bambino. Eppure Crepet afferma: "non era una famiglia dell'Ottocento, era una famiglia sana di mente in cui i bambini se si devono formare, devono ascoltare".

Dunque, per il sociologo il modo nel quale è cresciuto non è stato di certo un ostacolo alla sua evoluzione. Crepet si sofferma invece sull'atteggiamento opposto e sempre più diffuso dei genitori moderni. Oggi i riflettori sono puntati sul figlio e quest'ultimo è pienamente cosciente del fatto che mamma e papà sono disposti in qualsiasi caso a proteggerlo.

A tal proposito infatti Crepet dichiara: "Dopo tutti questi anni ho capito che il buonismo porta dei risultati catastrofici. Quel buonismo per cui torni a casa e non hai una punizione, la tua vita va avanti lo stesso, che tu abbia quattro o tre o sette... non c'è nessuna differenza". Oggi assistiamo a genitori che aggrediscono gli insegnanti pur di difendere i propri figli, genitori che nascondono invece di punire, genitori che proteggono quando dovrebbero insegnare che le azioni hanno sempre delle conseguenze: "Ai miei tempi prendere sette o quattro cambiava la vita. Drasticamente cambiava la vita, nel senso che non si usciva più, la fidanzata la salutavi e quindi dopo la terza volta dici: "Beh, forse è meglio che prenda sei".

Questo atteggiamento di difesa è uno dei motivi della fragilità dei figli e, di conseguenza, uno dei motivi per i quali i giovani oggi fanno così fatica a tagliare il cosiddetto cordone ombelicale. Essere comprensivi anche quando ci vorrebbe una punizione rappresenta un danno. Atteggiamento che da adulti può portare verso l'incapacità di gestire un rifiuto o una delusione. Infatti, conclude Crepet: "Pensiamo che la punizione sia un verbo dell'autoritarismo, e invece non è così. Nell''autoritarismo non ha senso, nell'autorevolezza la punizione è motivata. Noi abbiamo criticato giustamente l'autoritarismo ma ci siamo dimenticati di essere autorevoli".

Per te, lettore che ci segui, come pensi sia cambiato il modo di educare oggi? Anche tu sei cresciuto ascoltando i grandi rimanendo il silenzio? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. 



di Natalia Sessa

70 commenti


Ospite
qualche secondo fa

Non solo da bambini, ma anche da adolescenti quando si stava nelle piazze e nei luoghi di ritrovo della nostra città, gli adulti ti permettevano di stare con loro ad ascoltare le loro discussioni, ma vigeva una regola non detta e non scritta che parlavi se interpellato. Bastava una occhiata per farti gelare il sangue nelle vene, ma ricordo che ci hanno insegnato tanto. La mia generazione serba bellissimi ricordi io sono nato nel 1958 ed ho educato i miei figli nello stesso modo di quei tempi e nessuno di quella educazione penso sia mentalmente devastato. Sì è cambiato tanto il modo di educare, sia in famiglia che nella società.

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Antonio
4 minuti fa

Quanto affermato dal Prof. Crepet è per me totalmente condivisibile e il cosiddetto "buonismo" ha fatto e sta' facendo solo male ai Giovani stessi, alle Famiglie (la cui identità è messa in discussione dal pensiero liquido e woke) e alla Società più in generale.

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Ospite
10 minuti fa

Sono cresciuto resposabilizzato forse anche troppo gia'da bambino soprattutto da mia madre , e ne sono grato , se somo qurllo che sono lo devo soprattutto a lei , all'importanza dello studio e della Scuola , ai sacrifici che hanno fatto per farmi studiare , per darmi un futuro migliore .

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Ospite
11 minuti fa

Caro Prof. Sono nonno e ho vissuto quel periodo dell'infanzia, gioventú dove si ascoltava, in silenzio.

Apprezzo perció il contenuto del suo articolo.

Cordiali saluti, Stuart

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Marcello
18 minuti fa

Se si aveva un quattro si accettava e si studiava x rimediare ! E basta! Da soli !

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