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TikTok, limiti ai guadagni delle dirette sulle proteste e più controlli sui contenuti dopo i disordini di Milano

1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

La piattaforma annuncia restrizioni alle ricerche e interventi su video e account che violano le regole. L’azienda distingue i filmati di cronaca dai contenuti che...

TikTok interviene anche sulla possibilità di guadagnare attraverso le dirette dedicate alle proteste. Dopo i recenti disordini, la società ha annunciato limitazioni temporanee ad alcune funzioni di monetizzazione, insieme a maggiori controlli sui contenuti e sulle ricerche degli utenti. L’obiettivo dichiarato è “prevenire eventuali forme di sfruttamento economico”.


La comunicazione del 21 ottobre arriva dopo le violenze e i saccheggi a Milano, mentre l’attenzione delle autorità si concentra anche sugli appelli e sui filmati diffusi online. Le restrizioni annunciate riguardano alcune possibilità di ricavo dalle Live: la società non ha comunicato un blocco generale di tutte le trasmissioni sulle manifestazioni.

Video, dirette e ricerche: dove interviene TikTok

Per individuare i contenuti contrari alle proprie regole, l’azienda riferisce di aver attivato un gruppo di lavoro dedicato e potenziato la moderazione, utilizzando anche tecnologie capaci di riconoscere immagini e audio. Gli interventi comprendono la rimozione dei video, la sospensione delle dirette e il blocco degli account responsabili delle violazioni.


I controlli si estendono alla ricerca interna. TikTok dichiara di aver bloccato i termini che incitano alla violenza o ad attività criminali e ridotto i suggerimenti collegati alle proteste, disattivando anche la funzione che completa le parole digitate dagli utenti. Queste misure intervengono quindi anche sul modo in cui i contenuti vengono trovati e raggiunti.

L’azienda precisa però che documentare una manifestazione e promuovere azioni violente sono comportamenti da valutare diversamente. “Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza”, afferma. La società richiama così la tutela dell’informazione e del dibattito pubblico nel descrivere i criteri dei controlli.

Messaggi sui disordini anche nei gruppi degli studenti

La circolazione di messaggi allarmanti sta interessando anche le comunità scolastiche. A Riccione, il Comune ha segnalato il 21 ottobre la diffusione, nei gruppi di messaggistica giovanili, di registrazioni vocali e immagini riferite a possibili violenze vicino agli istituti.

L’amministrazione ha quindi annunciato un rafforzamento della sorveglianza nelle aree adiacenti alle scuole, per tutelare studenti, personale e famiglie. La comunicazione comunale parla di episodi ipotizzati nei messaggi: il potenziamento dei controlli ha carattere preventivo.

di Leandro Castagna



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