Bonus asilo nido, dal 27 ottobre nuove domande per abbattere le rette: chi può ottenere il contributo
In Lombardia torna Nidi Gratis Plus, con ISEE fino a 25.000 euro. Prevista la copertura delle spese non rimborsate dall'INPS, ma gli importi cambiano in base al reddito.

Pagare la retta dell'asilo nido rappresenta una delle spese più impegnative per molte famiglie con bambini piccoli. E proprio su questo fronte arriva una nuova opportunità di sostegno economico, con l'apertura delle domande per Nidi Gratis Plus 2026/2027, la misura promossa dalla Regione Lombardia per ridurre il costo dei servizi educativi per la prima infanzia. La data da segnare è martedì 27 ottobre 2026. A partire dalle ore 12 sarà possibile presentare richiesta attraverso la piattaforma regionale Bandi e Servizi. La finestra resterà aperta fino alle ore 12 del 19 novembre, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
Il contributo è rivolto alle famiglie con un ISEE non superiore a 25.000 euro e con figli fino a tre anni iscritti a nidi o micronidi ammessi alla misura.
L'obiettivo è abbattere la parte della retta che rimane a carico dei genitori dopo il contributo nazionale dell'INPS. Non si tratta, dunque, di un secondo bonus da incassare liberamente, ma di un intervento regionale che integra il sostegno già previsto per la frequenza dell'asilo nido. La differenza è importante, perché il beneficio cambia in base alla situazione economica della famiglia. Per i nuclei con ISEE fino a 20.000 euro, la Regione copre interamente la quota mensile che supera l'importo rimborsabile dall'INPS, nei limiti e alle condizioni stabiliti dal bando. Per le famiglie con ISEE compreso tra 20.000,01 e 25.000 euro, invece, il contributo regionale può arrivare fino a un massimo di 100 euro al mese, sempre sulla parte della retta che eccede il rimborso nazionale.
Non tutte le famiglie con ISEE entro 25.000 euro, quindi, avranno automaticamente il nido completamente gratuito. Per la fascia ISEE più alta rimane un tetto massimo al contributo, mentre l'accesso alla misura è subordinato anche agli altri requisiti previsti.
Tra le condizioni richieste figura l'iscrizione del bambino a una struttura ammessa a Nidi Gratis Plus 2026/2027. Possono rientrare nell'iniziativa i nidi e i micronidi pubblici e i posti presso strutture private autorizzate acquistati in convenzione dai Comuni aderenti. È inoltre necessario che almeno uno dei genitori sia occupato oppure, se disoccupato, abbia presentato la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e sottoscritto il Patto di servizio personalizzato. Un altro requisito riguarda l'importo della retta: la quota mensile a carico della famiglia deve essere superiore alla somma rimborsabile attraverso il bonus nazionale INPS, secondo gli importi e le condizioni indicati nel bando regionale. La Regione Lombardia ha stanziato 20 milioni di euro per finanziare l'intervento.
Il sostegno non viene versato direttamente sul conto corrente dei genitori. Le risorse sono trasferite ai Comuni, che applicano l'abbattimento della retta secondo le condizioni previste. Il beneficio può riguardare anche le mensilità a partire da settembre 2026. Per presentare la domanda occorre accedere alla piattaforma Bandi e Servizi della Regione Lombardia, utilizzando SPID, Carta d'identità elettronica oppure gli altri strumenti di identificazione ammessi.
Prima di procedere, è opportuno verificare che il Comune e la struttura frequentata dal bambino figurino negli elenchi degli aderenti alla misura, disponibili sul portale regionale.
La procedura è a sportello e l'avviso prevede espressamente la possibilità di chiusura anticipata in caso di esaurimento delle risorse. Per questo, chi possiede i requisiti farebbe bene a preparare la documentazione prima dell'apertura delle domande. Il 27 ottobre, dunque, non partirà un nuovo bonus asilo nido nazionale, ma una specifica agevolazione regionale che si aggiunge al contributo INPS, con l'obiettivo di ridurre ulteriormente la spesa sostenuta dalle famiglie lombarde. Un intervento che può incidere concretamente sul bilancio domestico, soprattutto per chi deve conciliare il lavoro con la cura dei figli nei primi anni di vita.
di La Redazione
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