top of page

Studentessa spinta all'uscita da scuola e si rompe il naso: istituto condannato al risarcimento

La Corte d'Appello di Palermo conferma la responsabilità di una scuola per l'incidente occorso a una studentessa con disabilità nel 2017. Respinte le scuse dell'istituto…

Una lunga battaglia legale, durata quasi nove anni, si chiude con una condanna per l'istituzione scolastica: chi gestisce una scuola è responsabile della sicurezza degli alunni, specialmente nei momenti più caotici della giornata. Con la recente sentenza numero 1348 del maggio 2026, la Corte d'Appello di Palermo ha ribadito la colpevolezza di un istituto, obbligandolo a risarcire una propria studentessa rimasta gravemente ferita all'interno dell'edificio.



Per comprendere la decisione dei magistrati bisogna andare fino al 20 ottobre del 2017. È l'ora di uscita, suona l'ultima campanella e i ragazzi si riversano nei corridoi. Nella classica e prevedibile ressa verso il portone, la studentessa minorenne riceve una forte spinta da parte di alcuni compagni. Perde l'equilibrio e finisce con il volto violentemente schiacciato sul pavimento. La caduta le provoca la frattura del naso, costringendola a sottoporsi a un delicato intervento chirurgico e ad affrontare lunghi giorni di convalescenza.

Durante il processo, la difesa della scuola ha cercato di scaricare le colpe sui compagni che avevano spinto la ragazza.


Ma i giudici hanno respinto la difesa, sottolineando che la scuola e gli insegnanti sono responsabili dei danni subiti dagli allievi sotto la loro vigilanza.

Per essere scagionato, l'istituto avrebbe dovuto dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l'incidente, ad esempio adottando misure preventive per arginare il caos dell'uscita. Una prova che la scuola non è mai riuscita a fornire. A peggiorare drasticamente la posizione dell'istituto è emerso un dettaglio fondamentale: la studentessa, riconosciuta come persona con disabilità in base alla Legge 104, necessitava della presenza fissa di un insegnante di sostegno, il quale però quel giorno risultava ingiustificatamente assente.


Nonostante la conferma piena della colpa, la Corte d'Appello ha tuttavia accolto una singola richiesta economica della scuola, riducendo di poco la cifra finale da versare alla ragazza. I giudici hanno infatti cancellato la cosiddetta "personalizzazione del danno", una sorta di bonus economico aggiuntivo. La legge prevede che questo extra venga concesso solo se la vittima dimostra che l'incidente le ha stravolto la vita quotidiana in modo eccezionale, oltre i normali disagi legati a un naso rotto. Poiché la giovane non ha fornito prove di queste conseguenze particolari, il risarcimento è stato limato al ribasso, passando dai circa 13.650 euro del primo grado a 13.032,26 euro. L'istituto scolastico dovrà comunque farsi carico anche del pagamento di 2.675 euro per le spese legali del secondo grado.


di Leandro Castagna




Commenti


EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

bottom of page