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Tupini: "Se non me la sento, non faccio figli. Chi non fa figli non è né al di sopra né al di sotto di chi li fa"

La psicologa riflette sul ruolo dell’ego e sulla responsabilità di diventare genitori: i figli vengono prima, ma solo se si è pronti davvero...

I figli hanno bisogno del sano ego dei propri genitori per imparare a vivere bene, ma non devono essere strumento per nutrirlo. È da questo concetto base che prende il via la riflessione della psicologa Gabriella Tupini. L'esperta ci spiega cos'è l'ego, a cosa serve e come cambiano le nostre relazioni in base a questo.

A tal proposito afferma: "L'ego è un termine latino che significa io, c'è un gran parlare della demolizione dell'ego, ma demolire l'ego significa demolire l'io, il che è assurdo perché senza io si vive molto male e quando l'io si rimpicciolisce troppo si muore". Spesso all'ego viene attribuito un significato negativo, ma analizzando il termine sotto un profilo psicologico si riferisce all'identità della persona, alla consapevolezza di sé, alla capacità di relazionarsi con la realtà esterna. Per queste ragioni è importante averne cura, preservarlo e mantenerlo autentico nel tempo senza modularlo per compiacere.

Infatti, Tupini ci ricorda l'importanza dell'ego: "Voi dovete avere un io ben saldo per diventare saggi, ovvero vuol dire non quelli che sanno tutto, al contrario, quelli che sanno di non sapere, rifacendoci a Socrate. I saggi sono quelli che non pretendono di sapere e si possono permettere pertanto il dubbio su tutti". 

L'ego quindi "siamo noi" che ci relazioniamo con la realtà esterna, con i nostri bisogni ma anche con quelli dell'altro. È l'aspetto più umano che compone la nostra persona, che ci fa comprendere tutto lasciando a distanza critiche e condizionamenti. L'ego ci muove sulla base del nostro sentire, da questo poi scatta l'agire, tutto quello che mettiamo in moto per diventare ed essere noi. È per questo che dobbiamo essergli fedeli sempre, a patto però che nella nostra vita non ci sia una presenza importante, ovvero, quella dei figli. Infatti, dichiara Tupini: "Bisogna guardare dentro se stessi, cosa che non molti fanno. Il nostro io: sono qui, sono in questo corpo, non in un altro, per cui devo badare anzitutto a me stesso. L'unica eccezione sono i figli. Se io ho dei figli devo badare prima ai figli e poi a me stesso. Se non me la sento di fare questo, non faccio figli". 

Come sappiamo mettere al mondo un bambino è un'esperienza totalizzante. L'esperta dunque ci porta a riflettere su quanto siamo disposti a mettere da parte, parte del nostro io per crescere, curare ed amare un figlio. La maternità o la paternità non è un titolo che ci fa acquisire maggiore prestigio o valore. Un genitore non è più importante di chi ha deciso di non mettere al mondo un figlio e, soprattutto, mettere al mondo un bambino quando non riusciamo a rinunciare a noi stessi vuol dire crescerlo in un perimetro nel quale si sentirà poco amato e questo a distanza di tempo avrà ripercussioni negative. Infatti, in maniera diretta e mirata l'esperta aggiunge: “Nessuno ci obbliga a fare figli. Chi non fa figli non è né al di sopra né al di sotto di chi fa figli. Siamo tutti nella stessa barca. E anzi, se non desidera figli e non li fa, fa un piacere a un sacco di gente, perché molta gente non vuole, non ama i figli e li fa. E quello non fa un piacere a nessuno”.

Sembrano concetti contraddittori quelli espressi dall'esperta, in realtà dipingono un quadro dettagliato dei fatti che accadono comunemente nella vita di chi decide o non decide di diventare genitore. Quando si è molto giovani è importante imparare a saper nutrire l'ego per diventare quello che vogliamo veramente essere, un tempo nel quale provare e sperimentare diversi lavori, esperienze e passioni perché, nel momento in cui si prende la decisione di essere anche un genitore, si rinuncia in parte e per un tempo abbastanza lungo ad una parte di vita libera e spensierata.

Il genitore, da quando diventa tale, si muoverà sulla base delle esigenze del bambino e deve essere così perché l'amore deve arrivare in ogni modo al bambino. Ma se a questi aspetti facciamo fatica a rinunciare, allora dovremmo riflettere profondamente prima di prendere una decisione così importante. Perché, conclude Tupini: "L’ego è qualcosa che esiste, che deve esistere, che deve essere bello, ma sano". 

E tu, lettore che ci segui, cosa ne pensi? È giusto mettere i figli sempre al primo posto o credi che tutto parta dall’equilibrio personale?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima, il confronto è il primo passo per capire davvero queste scelte così importanti.



di NATALIA SESSA

16 commenti


Elena
10 giu

Sono totalmente d'accordo con il discorso della psicologa. Nessuno è obbligato ad avere figli. Se non si è pronti e disposti a dedicare il proprio tempo ad una creaturina che tu stessa metterai al mondo, allora è meglio che tu non lo faccia. Io ho tre figli e per me è stato un piacere ed un onore prendermi cura di loro. Sicuramente non sono una madre perfetta ma ho fatto del mio meglio e ho dedicato il mio tempo a loro. Ora sono grandi e abbiamo un bellissimo rapporto ❤️

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Ospite
07 giu

La scoperta dell’acqua calda…

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Ospite
07 giu

Per fare figli , bisogna essere pronti e decisi ! . Io ho ricevuto commenti cattivi perché non ho fatto figli ! .. ma fatevi gli affari vostri . Sono cose delicate queste ! . Io non mi sento degradata perché , non ho figli ! . Non ho mai dato peso a questo , e non mi sono mai sentita in obbligo di averli . Sto bene così ! . Pur essendo io uno spirito libero ! .

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STEFANIA
07 giu

Ho 75 anni - due figlie una è psicoterapeuta l' altra è laureata in lettere - per avere la prima figlia ho aspettato 7 anni mi disperavo perché non rimanevo incinta l' altra sempre voluta è arrivata subito -.la verità è che come l' ho avuta tra le braccia ho capito che sarebbe stata il mio primo pensiero - le abbiamo accudite mio marito ed io e appena entrate all' università sono uscite dal nido, vivevano da sole a Roma - Le abbiamo talmente desiderate che oggi mi mancano tanto - posso affermare di avere fatto la scelta giusta -pero' non hanno voluto figli perché? Semplice il lavoro la precarietà lo stress di correre da una parte all' altra la…

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Aurora
07 giu

"Sono la mamma di un ragazzo che tra poco compirà 25 anni e non potrei essere più orgogliosa di lui. Abbiamo affrontato sacrifici, rinunce e momenti difficili, ma ogni passo è valso la pena. Il nostro obiettivo non era crescere un figlio uguale a noi, ma un uomo capace di amare, rispettare gli altri, pensare con la propria testa e costruire il proprio cammino. Molte delle sue attitudini sono diverse dalle nostre, eppure è proprio questo che rende speciale il suo percorso. Oggi è un uomo che sa cosa vuole, affronta la vita con determinazione e porta avanti i suoi valori con coerenza. Vederlo diventare la persona che è oggi è una delle soddisfazioni più grandi della nostra vita. ❤️"

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