Recalcati: "Io dico "ti amo" ai miei figli, l’ho sempre detto". Quando la natura di fallire gioca un ruolo centrale nell'educazione
- La Redazione

- 3 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 4 giu
"Il “ti amo” verso un figlio è smisurato, è naturale, è innato, è inspiegabile, mentre, quello che rivolgiamo alla persona amata è un ti amo che abbiamo deciso di dire, è quel “ti amo” che..."

“Io dico "ti amo" ai miei figli, l’ho sempre detto” a pronunciare queste parole è stato Massimo Recalcati, psicologo e psicanalista, il suo pensiero irrompe nel grande dibattito pubblico che vede protagonisti i genitori, i figli e il loro mutevole rapporto.
Gli esperti si sono espressi in merito alla parola “ti amo” con parere sfavorevole, ma per Recalcati non è questa parola a impedire la crescita dei figli, in primis perché l’amore verso i loro, per ovvie ragioni, è differente da quello che si prova per il proprio compagno, per la propria compagna, per il proprio marito o per la propria moglie, e successivamente perché non esiste una dimensione di “giusto o sbagliato".
Infatti, continua: “Io dico "ti amo" ai miei figli, l’ho sempre detto, dico che sono degli amori. È chiaro che il modo di dire "ti amo" ai miei figli non è quello che uso per dire "ti amo" a mia moglie. Cambia il tono, cambia il modo, cambia l'intenzionalità”. Qui l’esperto chiarisce perfettamente che a fare la differenza, non sono le parole, ma è il loro fine, chi devono raggiungere.
Il “ti amo” verso un figlio è smisurato, è innato, è inspiegabile, mentre, quello che rivolgiamo alla persona amata è un ti amo che abbiamo deciso di dire, è quel “ti amo” che si fa spazio tra differenze, incomprensioni e quotidianità, eppure decide di esserci. “Quello che io trovo poco interessante di questo dibattito - dichiara l’esperto - è che nessuno può spiegare a un genitore cosa deve fare per essere un “buon genitore”. Freud diceva che fare il genitore è un mestiere impossibile. Vuol dire che tutti noi sbagliamo, che fare il genitore significa navigare a vista, barcamenarsi. E anche i cosiddetti specialisti che spiegano agli altri genitori cosa possono o non possono dire ai loro figli, bisognerebbe andare a vedere i loro figli come sono messi”.
Come abbiamo anticipato non esiste una guida per genitori perfetti, esistono soltanto prove, errori, inciampi e rimedi, perché come afferma Recalcati: “Tutti sbagliamo”, anche chi crede di saperne di più e si sente in dovere di diffondere consigli, ma la verità è una: “Più i genitori si pongono nei confronti dei figli come modelli esemplari, come modelli ideali, e più i figli si sentiranno sempre inadeguati nei confronti di questi grandi modelli”.
Dunque, se questi appena descritti sono i genitori “peggiori”, chi sarebbero i migliori? Per Recalcati: “sarebbero quelli consapevoli della loro insufficienza e della loro inevitabile natura fallimentare”. In definitiva, non è la parola "ti amo" a non consentire un sano sviluppo dei figli, un aspetto fondamentale per la loro crescita è l'autenticità di chi ha la responsabilità di guidarli. Un figlio, per crescere in modo sano, ha bisogno di due genitori che si amano o che si sono amati, che sbagliano, ammettono di aver sbagliato e riescono a porre rimedio. È in queste sbavature della vita che un genitore diventa un modello da seguire.
E tu, lettore che ci segui, pensi sia corretto dire "ti amo" ai propri figli ? Chi è per te il genitore perfetto?
Scorri in basso e raccontaci il tuo parere, anche in forma anonima.
di Natalia Sessa




.jpg)
.jpg)


















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)




















.jpg)
Credo che fare il genitore non sia un mestiere ma una vocazione che nasce nel cuore i figli si amano e non puoi spiegare quello che si prova e' tutto relativamente soggettivo ........
Papà di 4 splendidi figli, cui hanno dovuto patire per un periodo l assenza di genitori presi nei loro sbagli. Quando tutto dopo tempo è tornato come era prima, è bastato chiedergli perdono, per aver subito e accettato in silenzio. Hanno capito e la parola più grande è stata scusate amori miei. Nessuno può permettersi di dirti sei sbagliato o sei pessimo come genitore.
Non avrei mai pensato e voluto che i miei figli passassero tormenti e dolori.
Sono madre di un figlio che ha 43 anni e spesso gli dico che gli voglio tanto bene sono certa di non sbagliare e a lui fa piacere sentirselo dire e dirmelo a sua volta.
Credo che l'approccio migliore debba sempre partire da una profonda umiltà, senza presunzioni di infallibilità....pienamente d'accordo con le parole misurate, umane di Recalcati.
Ognuno esprime il proprio affetto con un gesto, un'attenzione, una parola che esce con naturalezza...l'autenticità sta nell'inevitabilità delle cose naturali
Io lo dico ai miei figli "ti amo" e pensandoci ora ,mi dispiace non averglielo detto più spesso anche quando erano più piccoli..credo che i genitori "perfetti" (che non esistono)siano quelli che lasciano ai figli la libertà di fare le loro scelte,anche sbagliate,(chi decide poi se sono sbagliate o giuste),accogliendoli poi se chiedono aiuto accorgendosi di aver sbagliato e non colpevolizzandoli o affossandoli per i loro "errori"..quindi genitori che "ci sono" quando serve..quindi lasciare ai figli la libertà di "crescere" ma "presenti"...