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Recalcati: "Io dico "ti amo" ai miei figli, l’ho sempre detto". Quando la natura di fallire gioca un ruolo centrale nell'educazione

"Il “ti amo” verso un figlio è smisurato, è naturale, è innato, è inspiegabile, mentre, quello che rivolgiamo alla persona amata è un ti amo che abbiamo deciso di dire, è quel “ti amo” che..."

“Io dico "ti amo" ai miei figli, l’ho sempre detto” a pronunciare queste parole è stato Massimo Recalcati, psicologo e psicanalista, il suo pensiero irrompe nel grande dibattito pubblico che vede protagonisti i genitori,  i figli e il loro mutevole rapporto.

Gli esperti si sono espressi in merito alla parola “ti amo” con parere sfavorevole, ma per Recalcati non è questa parola a impedire la crescita dei figli, in primis perché l’amore verso i loro, per ovvie ragioni, è differente da quello che si prova per il proprio compagno, per la propria compagna, per il proprio marito o per la propria moglie, e successivamente perché non esiste una dimensione di “giusto o sbagliato".

Infatti, continua: “Io dico "ti amo" ai miei figli, l’ho sempre detto, dico che sono degli amori. È chiaro che il modo di dire "ti amo" ai miei figli non è quello che uso per dire "ti amo" a mia moglie. Cambia il tono, cambia il modo, cambia l'intenzionalità”. Qui l’esperto chiarisce perfettamente che a fare la differenza, non sono le parole, ma è il loro fine, chi devono raggiungere.

Il “ti amo” verso un figlio è smisurato, è innato, è inspiegabile, mentre, quello che rivolgiamo alla persona amata è un ti amo che abbiamo deciso di dire, è quel “ti amo” che si fa spazio tra differenze, incomprensioni e quotidianità, eppure decide di esserci. “Quello che io trovo poco interessante di questo dibattito - dichiara l’esperto - è che nessuno può spiegare a un genitore cosa deve fare per essere un “buon genitore”. Freud diceva che fare il genitore è un mestiere impossibile. Vuol dire che tutti noi  sbagliamo, che fare il genitore significa navigare a vista, barcamenarsi. E anche i cosiddetti specialisti che spiegano agli altri genitori cosa possono o non possono dire ai loro figli, bisognerebbe andare a vedere i loro figli come sono messi”.

Come abbiamo anticipato non esiste una guida per genitori perfetti, esistono soltanto prove, errori, inciampi e rimedi, perché come afferma Recalcati: “Tutti sbagliamo”, anche chi crede di saperne di più e si sente in dovere di diffondere consigli, ma la verità è una: “Più i genitori si pongono nei confronti dei figli come modelli esemplari, come modelli ideali, e più i figli si sentiranno sempre inadeguati nei confronti di questi grandi modelli”.

Dunque, se questi appena descritti sono i genitori “peggiori”, chi sarebbero i migliori? Per Recalcati: “sarebbero quelli consapevoli della loro insufficienza e della loro inevitabile natura fallimentare”. In definitiva, non è la parola "ti amo" a non consentire un sano sviluppo dei figli, un aspetto fondamentale per la loro crescita è l'autenticità di chi ha la responsabilità di guidarli. Un figlio, per crescere in modo sano, ha bisogno di due genitori che si amano o che si sono amati, che sbagliano, ammettono di aver sbagliato e riescono a porre rimedio. È in queste sbavature della vita che un genitore diventa un modello da seguire. 


E tu, lettore che ci segui, pensi sia corretto dire "ti amo" ai propri figli ? Chi è per te il genitore perfetto?

Scorri in basso e raccontaci il tuo parere, anche in forma anonima.



di Natalia Sessa

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