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GPS 2026, 150 preferenze: 2 giorni alla scadenza, attenzione al posto orario. Cosa cambia tra incarico intero, non intero e spezzone

27 lug
Tempo di lettura: 4 min

Il posto orario può essere formato unendo spezzoni presenti in un massimo di tre scuole e due comuni. Prima dell’inoltro è importante conoscere le differenze e le conseguenze della scelta...

Oggi, 27 luglio, mancano soltanto due giorni alla chiusura della procedura per la scelta delle 150 preferenze. La domanda potrà essere inoltrata entro le ore 14:00 del 29 luglio 2026 e, prima della scadenza, gli aspiranti sono chiamati a valutare con particolare attenzione una delle principali novità introdotte quest’anno: la disponibilità ad accettare il cosiddetto “posto orario”.


A fornire ulteriori indicazioni è stato l’Ufficio scolastico di Bari, che con la nota n. 22921 del 25 luglio ha chiarito la differenza tra posto orario intero, posto orario non intero e spezzone. Non si tratta di una distinzione puramente formale: cambiano la composizione dell’incarico, la tipologia contrattuale e, in alcuni casi, il diritto al completamento.

Il posto orario può offrire la possibilità di ottenere un incarico con un numero maggiore di ore, ma può anche comportare il servizio in più istituzioni scolastiche e in comuni differenti. Per questo la relativa disponibilità non dovrebbe essere indicata senza averne prima compreso tutte le conseguenze.

Come funziona il nuovo posto orario

Il posto orario nasce dall’unione di più spezzoni disponibili, che l’Amministrazione può accorpare per costituire un incarico più consistente, fino ad arrivare all’orario intero previsto per il relativo grado di istruzione.

L’accorpamento potrà riguardare spezzoni della stessa classe di concorso e dello stesso grado di istruzione, distribuiti anche in scuole differenti. L’obiettivo è ridurre la frammentazione degli incarichi e offrire ai docenti supplenze con un numero maggiore di ore rispetto ai singoli spezzoni disponibili.


Il posto orario non corrisponde a una cattedra interna o esterna già costituita nell’organico di diritto di una scuola. È un incarico creato d’ufficio dall’Ambito territoriale attraverso l’aggregazione degli spezzoni residui. Può comprendere un massimo di tre istituzioni scolastiche, collocate in non più di due comuni differenti. Sarà inoltre l’Ufficio scolastico provinciale a individuare formalmente la sede principale, alla quale sarà affidata la gestione dell’intero contratto.

Nel momento della compilazione delle 150 preferenze, il docente potrà scegliere se dichiararsi disponibile oppure no all’assegnazione di questi posti.

Posto orario intero e non intero: la differenza

Il chiarimento pubblicato dall’Ufficio scolastico di Bari distingue due diverse tipologie.

Il posto orario intero si forma quando la somma degli spezzoni raggiunge esattamente l’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il personale di ruolo nel corrispondente grado di istruzione. Il sistema lo gestisce come un incarico fino al termine delle attività didattiche, quindi con scadenza al 30 giugno.

Il posto orario non intero, indicato anche come spezzone di posto orario, nasce invece quando la somma degli spezzoni aggregati su più scuole non raggiunge l’orario obbligatorio. In questo caso l’incarico viene attribuito con la tipologia contrattuale “spezzone” e il docente conserva il diritto al completamento orario.

La differenza rispetto allo spezzone

Lo spezzone orario puro è una frazione di cattedra inferiore all’orario intero, ma interamente collocata all’interno di una singola istituzione scolastica, compresi gli eventuali plessi appartenenti allo stesso istituto comprensivo o superiore.

Può essere selezionato come opzione sulla singola scuola e, anche in questo caso, chi lo accetta mantiene il diritto al completamento dell’orario.

Un aspetto da non sottovalutare

Uno degli elementi più delicati riguarda proprio la composizione del posto.

Quando il docente presenta la domanda, infatti, non conosce ancora quali saranno gli spezzoni che verranno accorpati né quali scuole entreranno a far parte del nuovo incarico.

L’assegnazione avverrà sulla base della scuola individuata come sede principale del posto orario. Di conseguenza, il docente potrebbe ritrovarsi a prestare servizio anche presso altre istituzioni scolastiche che non aveva indicato espressamente tra le preferenze, ma che fanno parte dell’accorpamento predisposto dall’Amministrazione.

Per questo motivo è opportuno valutare attentamente la disponibilità, soprattutto se si hanno particolari esigenze legate agli spostamenti o all’organizzazione familiare.

Una scelta che va ponderata

La possibilità di ottenere un incarico più consistente rappresenta senza dubbio un’opportunità, soprattutto per chi desidera incrementare il proprio monte ore.

Allo stesso tempo, però, è importante ricordare che il posto orario può comportare una maggiore mobilità tra sedi diverse.

Prima di selezionare questa opzione è quindi consigliabile valutare con attenzione le distanze, i tempi di percorrenza e la reale disponibilità a lavorare su più scuole.

Gli aspiranti che hanno già inoltrato la domanda possono ancora controllare le opzioni indicate e, se necessario, annullare l’inoltro, modificare l’istanza e procedere con un nuovo invio entro le ore 14:00 del 29 luglio. L’ultimo inoltro effettuato sostituisce quello precedente.

Compilare la domanda in modo consapevole rimane la scelta migliore per evitare successive difficoltà nell’accettazione dell’incarico.

Le integrazioni presenti nell'articolo derivano dalla nota ufficiale n. 22921 del 25 luglio 2026 dell’Ambito territoriale di Bari.

di Leandro Castagna


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