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Orario scolastico, Religione sempre alla prima o all’ultima ora? ANIEF: “Servono criteri oggettivi, trasparenti ed equilibrati”

1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

La normativa consente di collocare l’IRC anche nelle ore intercalari. Mirisola: prima e ultima ora possono essere soluzioni organizzative, ma non devono diventare automatismi...

"In vista della definizione degli orari scolastici, il sindacato ANIEF richiama l’attenzione sul rispetto della normativa che disciplina l’insegnamento della Religione cattolica (IRC), a tutela degli studenti e della professionalità dei docenti.


Il DPR 20 agosto 2012, n. 175, Intesa Stato-CEI, punti 2.1 e 2.2, esclude infatti ogni forma di discriminazione tra studenti avvalentisi e non avvalentisi e richiama il principio di equilibrata distribuzione delle discipline nella giornata e nella settimana.

Carmelo Mirisola, coordinatore nazionale IRC ANIEF, ricorda che la Circolare ministeriale n. 9 del 18 gennaio 1991 prevede inoltre la possibilità di svolgere l’IRC anche nelle ore intercalari, confermando che la sua organizzazione deve inserirsi nell’ordinario assetto dell’attività didattica:

“L’insegnamento della Religione cattolica non può essere considerato una semplice variabile organizzativa – sottolinea Mirisola – né può essere utilizzato sistematicamente per rispondere alle esigenze degli studenti non avvalentisi. Servono criteri oggettivi, trasparenti ed equilibrati, nel rispetto della pari dignità di tutte le discipline e di tutti i docenti”.


La Corte costituzionale, con la sentenza n. 13 del 1991, ha inoltre richiamato i principi di libertà di scelta e di tutela da ogni possibile discriminazione connessa all’insegnamento della Religione cattolica. Il prof. Mirisola invita, pertanto, le istituzioni scolastiche a costruire l’orario attraverso criteri condivisi e coerenti con la normativa vigente, evitando automatismi e prassi che possano penalizzare l’IRC o i suoi insegnanti:

la prima o l’ultima ora possono certamente rappresentare, in determinate situazioni, una soluzione organizzativa, ma non devono diventare una scelta sistematica dettata da esigenze economiche o di semplice comodità gestionale.

Secondo il coordinatore nazionale IRC ANIEF,” una scuola realmente inclusiva e rispettosa dei diritti deve garantire equità, trasparenza e pari dignità professionale, valorizzando ogni insegnamento e ogni componente della comunità scolastica”, conclude il prof. Carmelo Mirisola.

di La Redazione


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