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Permessi Legge 104, quando si può arrivare a sei giorni al mese. Dal 2026 anche 10 ore annuali per visite e cure

11 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Non si tratta di un beneficio automatico: per utilizzare le agevolazioni occorre distinguere misure, destinatari e requisiti.

I tre giorni di permesso riconosciuti dalla Legge 104 possono diventare sei, ma soltanto in presenza di condizioni precise. Il raddoppio non rappresenta una novità del 2026 e non scatta automaticamente: deriva dal cumulo dei permessi spettanti per l’assistenza a due persone diverse con disabilità grave.

Il lavoratore può quindi ottenere tre giorni per ciascun familiare assistito. La possibilità riguarda il coniuge, la parte dell’unione civile, il convivente di fatto e i parenti o affini entro il primo grado.

Il cumulo può essere riconosciuto anche per assistere parenti o affini entro il secondo grado, a condizione che i genitori, il coniuge o il convivente della persona con disabilità abbiano compiuto 65 anni, siano affetti da patologie invalidanti oppure siano deceduti o mancanti. I requisiti sono riepilogati nella scheda ufficiale dell’INPS.

Diverso è il caso in cui due lavoratori assistano la stessa persona. Dal 2022 più familiari possono alternarsi nella cura, ma il limite resta complessivamente di tre giorni al mese. Non vengono dunque riconosciuti tre giorni a ciascun lavoratore.


Le 10 ore aggiuntive sono annuali

Dal 1° gennaio 2026 è prevista anche una nuova tutela: 10 ore annue di permesso retribuito per visite specialistiche, esami diagnostici e terapie.

La misura, introdotta dalla Legge 18 luglio 2025, n. 106, è destinata ai lavoratori dipendenti affetti da malattie oncologiche in fase attiva o sottoposti ai relativi controlli, oppure da patologie invalidanti o croniche che comportino un’invalidità pari o superiore al 74%. Possono beneficiarne anche i genitori di figli minorenni che presentano le stesse condizioni di salute. Le dieci ore non sostituiscono i permessi della Legge 104 e, quando ne ricorrono i requisiti, possono aggiungersi alle altre tutele. È però necessario ricordare che si tratta di 10 ore all’anno, non al mese, e che il beneficio non è riconosciuto indistintamente a tutti i titolari della 104.


In sintesi, i sei giorni mensili riguardano l’assistenza prestata a due persone diverse; le dieci ore annuali dipendono invece dalle condizioni sanitarie indicate dalla nuova legge. Sono due misure separate, con destinatari e requisiti differenti.


Come presentare la richiesta

Per ottenere i permessi della Legge 104, i dipendenti del settore privato devono presentare la domanda online all’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato o al Contact center dell’Istituto. La richiesta deve essere comunicata anche al datore di lavoro. I dipendenti pubblici seguono invece la procedura prevista dalla propria amministrazione.


Per le 10 ore annuali introdotte nel 2026 non è prevista una domanda all’INPS. Il lavoratore deve rivolgersi direttamente al datore di lavoro, dichiarando di possedere i requisiti e presentando la prescrizione rilasciata dal medico di medicina generale o da uno specialista di una struttura pubblica o privata accreditata.

Dopo la visita, l’esame o la terapia, sarà necessario consegnare l’attestazione rilasciata dalla struttura sanitaria. Le ore possono essere utilizzate soltanto per unità intere, non per frazioni di ora. Le modalità operative sono indicate nella circolare INPS n. 152 del 19 dicembre 2025.

di La Redazione


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