Galiano: “Noi insegnanti ci facciamo un culo assurdo, poi i ragazzi guardano il loro cantante preferito fare questo”. Lo sfogo su Sfera Ebbasta a San Siro
- La Redazione

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Lo scrittore e insegnante riflette sul difficile equilibrio tra il lavoro educativo svolto in classe e i modelli che i ragazzi incontrano ogni giorno sui social e nei media...

"Allora ragazzi, diciamolo con tutta la dovuta calma e serenità del mondo: noi ci facciamo un culo assurdo". Con queste parole Enrico Galiano affida ai social uno sfogo sul difficile compito di educare i ragazzi alla parità di genere, tra il lavoro svolto in classe e i modelli che incontrano ogni giorno fuori dalla scuola.
Galiano descrive nel dettaglio il lavoro che viene fatto con gli studenti: discutere di diritti, analizzare articoli, pubblicità e contenuti dei social, riflettere sugli stereotipi e sul linguaggio, cercando di costruire nei ragazzi uno sguardo più consapevole sulle relazioni tra uomini e donne. Un impegno costante, fatto di piccoli passi, che secondo il docente rischia però di essere spazzato dalla realtà che i ragazzi vedono fuori le mura scolastiche.
A far scattare la riflessione è un video circolato sui social che mostra Sfera Ebbasta a San Siro, durante una partita dell'Inter. Il trapper viene ripreso mentre percorre il bordo campo e poi in tribuna, circondato da una decina di ragazze.
Per Galiano, immagini come queste rischiano di rendere più difficile il lavoro svolto ogni giorno in classe sui temi del rispetto e della parità.
È proprio questo contrasto tra il lavoro della scuola e l'immaginario proposto da alcuni personaggi molto seguiti dai ragazzi a spingere Galiano allo sfogo.
"E poi questi accendono la TV e vedono il loro cantante preferito, quello che per loro è un'ispirazione, fare questa cosa", scrive, riferendosi a un’immagine che, secondo il docente, presenta le giovani donne come semplici comparse attorno all’artista.
L’intervento si chiude con una domanda: “Ditemi voi cosa ci stiamo a fare”. Più che una richiesta di risposta, è una provocazione: quanto può incidere il lavoro della scuola se i modelli che i ragazzi seguono ogni giorno raccontano qualcosa di molto diverso?
E tu, lettore che ci segui, credi che il lavoro degli insegnanti possa fare la differenza quando i ragazzi crescono circondati da messaggi spesso molto diversi? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.
di Leandro Castagna




.jpg)
.jpg)

















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)


















.jpg)
Ho 58 anni e da un anno ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato in azienda per inseguire il sogno di fare l' insegnante (precaria) perché credo che il futuro migliore che vogliamo costruire dipenda proprio da quali valori noi siamo in grado di trasmettere ai giovani. Se si è capaci di trasmettere valori positivi in modo efficace non importa cosa fanno i loro idoli sbandati, un conto è seguire per moda le stupidate di un cantante e un conto è farne propri i valori. Più dei cantanti mi preoccupa invece ciò che i genitori non trasmettono ai figli e l' educazione che non sanno dare e per questo che credo che il ruolo dell' insegnante oggi non sia …
Rispondo allo sfogo del Professore: Proprio perché i giovani sono bombardati da modelli esterni fuorvianti, è compito della famiglia ma, soprattutto dalla scuola, fargli capire che quelli non sono gli esempi da imitare, proponendo loro buoni modelli di persone che conducono una vita vera, ricca di valori ed affetti.