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Oriana Fallaci: “L’intelligenza non basta. Per dare senso al viaggio della vita ci vuole passione”. Il discorso che non riuscì mai a pronunciare

55 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Le lettere inedite di Oriana Fallaci ci restituiscono le parole che avrebbe voluto consegnare...

Vent’anni fa, il 15 settembre 2006, moriva Oriana Fallaci. Si può ricordarla attraverso i suoi libri, le interviste, le battaglie che l’hanno resa una delle figure più amate, discusse e controverse del giornalismo italiano. Ma possiamo farlo partendo dalle parole che avrebbe voluto dire ai giovani e che quei giovani non ascoltarono mai. A riportarle alla luce è La forza della passione. Lettere a monsignor Fisichella, il volume pubblicato da Piemme l’8 settembre che raccoglie lo scambio epistolare rimasto privato per vent'anni tra la Fallaci e Rino Fisichella. Lettere nate durante l'ultimo periodo della sua vita, quando la malattia era ormai entrata prepotentemente nelle sue giornate.

È il 6 ottobre 2005. Oriana Fallaci scrive da New York. Racconta di aver lavorato “giorni e giorni, senza riposo” a un intervento destinato ai giovani. Aveva immaginato persino come concluderlo, ovvero con “un invito alla passione”. Un discorso mai pronunciato, ma in quella lettera ne è rimasto il cuore: “l’intelligenza non basta. L’erudizione non basta. La ragione, la forza della ragione, non basta. Per dar senso al viaggio della vita ci vuole passione, la forza della passione”.

Colpisce che una donna come Oriana Fallaci, che della parola, dell'intelligenza e della ragione aveva fatto gli strumenti di una vita intera, volesse dire proprio questo a dei ragazzi: non basta. Non basta sapere, essere preparati, avere imparato a ragionare in modo corretto, se poi non esiste qualcosa capace di accenderci, di farci prendere posizione e, soprattutto, di farci sentire che quella vita ci appartiene davvero.

Per spiegarsi la Fallaci sceglie una fiaba. Avrebbe voluto parlare ai giovani con l’”inesorabilità o l’innocenza del bambino” di Andersen che, mentre tutti ammirano i vestiti inesistenti del sovrano, trova il coraggio di gridare: “Ma il re è nudo!”. È proprio qui che la passione di cui parla assume un significato diverso. Non è soltanto entusiasmo, è anche un invito a non diventare indifferenti.

A conservare qualcosa di quel bambino capace di guardare ciò che ha davanti senza chiedersi prima che cosa sia conveniente vedere. Significa non perdere la capacità di indignarsi, emozionarsi ed esporsi, di dire sì oppure no quando sarebbe molto più semplice rimanere in silenzio. Oriana Fallaci le scrive mentre sta combattendo contro la malattia. Nei mesi successivi le sue lettere diventeranno sempre più dolorose. Nel maggio 2006 confesserà a Fisichella quanto persino stare seduta le costasse fatica e quanto il loro rapporto l'avesse aiutata prima a vivere e poi ad affrontare la morte. Eppure, pochi mesi prima, pensando a ragazzi che avevano quasi tutta la vita davanti, non aveva scelto di parlare loro della morte, aveva scelto di parlare della passione.

Nella risposta, Fisichella sembra raccogliere proprio quel filo: “Dici che ci vuole passione per la vita; quanta ne hai tu e quanta ne ho io!”. Poi scrive una frase che, sapendo ciò che sarebbe accaduto meno di un anno dopo, oggi pesa ancora di più: “La passione per la vita va oltre qualsiasi forza ostile, anche la morte”. Vent'anni dopo rimane quel discorso mai pronunciato. Non sappiamo quali parole avrebbe scelto salendo davanti a quei giovani, né come le avrebbe dette. Ma sappiamo dove voleva arrivare: alla passione. Per la Fallaci si può crescere, studiare, diventare adulti, accumulare conoscenze e imparare a usare perfettamente la ragione, ma rischiare di perdere qualcosa che nessun libro può restituirci al posto nostro: la capacità di sentire che ciò che facciamo, ciò che scegliamo e persino ciò contro cui combattiamo ci importa ancora.

Oriana Fallaci non riuscì mai a pronunciare quel discorso, ma vent'anni dopo quelle parole ai giovani sono arrivate comunque.

Per te, lettore che ci segui, quelle parole scritte vent’anni fa hanno ancora qualcosa da dire? C’è ancora, nella tua vita, qualcosa capace di accenderti, farti indignare, emozionare, prendere posizione? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.



di Katia Piemontese

2 commenti


Ospite
29 minuti fa

Ma è vero !Quanto ha voluto esprimere di questo sentimento non bastano tante conoscenze ,ma quello che conta è il sentire che accende il motore della vita! L indifferenza porta pian piano a distruggere la. creatività i.sogni e la passione per il bello!

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Laura
40 minuti fa

Parole forti, vere quelle di Oriana Fallaci. Per vivere, essere vivi, bisogna accendersi, indignarsi, emozionarsi e prendere posizione... Sempre

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