Aggressioni a scuola, Valditara sui fatti di Parma: "Dobbiamo sanzionare i comportamenti violenti"
- La Redazione

- 5 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Il dirigente scolastico dell'istituto emiliano conferma che il consiglio valuterà la mancata ammissione per i responsabili.

Il destino scolastico degli studenti coinvolti nei recenti episodi di violenza all'interno dell'istituto di Parma sembra ormai segnato. A confermare l'ipotesi della mancata ammissione all'anno successivo è stato lo stesso dirigente scolastico, Giorgio Piva.
Intervenendo sul caso, il preside ha spiegato che i prossimi passi spetteranno al consiglio di istituto, ma ha anticipato chiaramente che la gravità della situazione “fa presupporre che ci possa essere un esito negativo”. Un'ipotesi condivisa pienamente anche dal Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, il quale, interpellato direttamente sulla possibilità di far ripetere l'anno ai responsabili, ha risposto senza esitazioni: “Penso che sarà così”.
L'eventuale sanzione disciplinare rientra in una più ampia linea di fermezza invocata dalle istituzioni. Lo scopo dichiarato è quello di lanciare un segnale inequivocabile sul tema del rispetto fra i banchi.
“Basta con il giustificazionismo, con il perdonismo, dobbiamo sanzionare i comportamenti violenti”, ha avvertito il Ministro, sottolineando come l'aggressività sia totalmente incompatibile con l'ambiente scolastico e quanto sia urgente ripristinare il rispetto verso l'autorità dei docenti.In questa prospettiva, la rinuncia a sporgere formale denuncia alle autorità competenti viene considerata un grave passo falso. Segnalare l'accaduto, trattandosi di minorenni, non si traduce nell'apertura delle porte del carcere, ma rappresenta la scintilla indispensabile per attivare un percorso rieducativo. Senza questa formale presa di coscienza, ha fatto notare Valditara, è il concetto stesso di istruzione a rischiare di entrare in una profonda crisi.
Le riflessioni sono emerse durante un'intervista televisiva a RAI 1. L'attenzione si è concentrata sui fatti emiliani ma anche su altre recenti aggressioni, come quella avvenuta a San Vito Lo Capo, dove un undicenne ha tentato di colpire il proprio insegnante di tecnologia con un'arma da taglio. Un episodio che, secondo l'analisi ministeriale, affonda le sue radici nell'emulazione e nei comportamenti indotti dalle piattaforme digitali. Per arginare questa pericolosa tendenza, si attende ora una stretta normativa sui social network, un provvedimento che si trova attualmente in discussione in Parlamento.
di Leandro Castagna




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