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Presunti maltrattamenti a un alunno con sindrome di Down, il CNDDU: “La scuola tuteli sempre la dignità degli studenti più fragili”

Il Coordinamento chiede un impegno più incisivo nella formazione del personale scolastico e nella promozione di una cultura educativa fondata...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda preoccupazione per la vicenda emersa a Bari che vede coinvolta, secondo l’ipotesi accusatoria della Procura, una docente di sostegno indagata per presunti maltrattamenti aggravati nei confronti di un alunno con sindrome di Down.


Le contestazioni riguardano comportamenti che, se confermati nelle sedi giudiziarie competenti, configurerebbero una grave violazione dei diritti fondamentali della persona, oltre che dei principi pedagogici e costituzionali che regolano l’azione educativa nella scuola italiana.

Nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza e della necessità che ogni responsabilità venga accertata esclusivamente attraverso il regolare svolgimento del procedimento giudiziario, riteniamo tuttavia doveroso avviare una riflessione pubblica che vada oltre il singolo episodio e investa l’intera comunità educante.


La scuola non è soltanto il luogo dell’istruzione; essa rappresenta uno spazio costituzionale di tutela della dignità umana, nel quale ogni studente deve sentirsi riconosciuto, accolto e valorizzato nella propria unicità. Quando la relazione educativa si allontana dai principi del rispetto reciproco, dell’ascolto e dell’accompagnamento pedagogico, si incrina il patto di fiducia che lega famiglie, studenti e istituzioni.

Particolarmente delicata appare la dimensione della disabilità. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con la Legge n. 18 del 2009, afferma con chiarezza il diritto a un’educazione inclusiva fondata sulla piena partecipazione, sulla non discriminazione e sul rispetto della dignità individuale.


Ogni pratica educativa che mortifichi la persona o utilizzi l’umiliazione come presunto strumento formativo è incompatibile con tali principi e con la cultura dei diritti umani che la scuola è chiamata quotidianamente a promuovere.

Il caso di Bari, al di là dell’esito processuale che sarà definito dagli organi competenti, impone una riflessione nazionale sulla necessità di rafforzare la formazione permanente del personale scolastico in materia di inclusione, gestione delle fragilità, comunicazione educativa non violenta, educazione emotiva e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.


Le competenze disciplinari, pur indispensabili, non possono essere disgiunte dalle competenze relazionali ed etiche che costituiscono il fondamento della professione docente.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene altresì necessario promuovere in tutte le istituzioni scolastiche momenti strutturati di monitoraggio del benessere scolastico, percorsi di ascolto rivolti agli studenti e alle famiglie, nonché iniziative di sensibilizzazione finalizzate a contrastare ogni forma di abuso di potere, discriminazione o marginalizzazione, soprattutto nei confronti degli alunni più vulnerabili.


La qualità di un sistema educativo non si misura esclusivamente attraverso i risultati di apprendimento, ma soprattutto dalla capacità di proteggere chi è più fragile. Una scuola autenticamente inclusiva non si limita a garantire l’accesso all’istruzione: costruisce quotidianamente contesti di rispetto, sicurezza e riconoscimento reciproco, nei quali ogni studente possa sviluppare pienamente la propria personalità senza timore di essere giudicato, escluso o umiliato.

Di fronte a vicende che interrogano la coscienza civile del Paese, il compito della scuola deve essere quello di riaffermare con fermezza che la dignità umana non conosce eccezioni, scorciatoie pedagogiche o giustificazioni educative. Essa rappresenta il primo e più importante diritto da tutelare, soprattutto quando appartiene a chi dispone di minori strumenti per difendersi".

di La Redazione




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