Pittoni: "Doppio canale e svuotamento delle graduatorie sono la priorità". Concorsi sì, ma meno invasivi
- La Redazione

- 13 giu
- Tempo di lettura: 2 min
Il responsabile Istruzione della Lega rilancia il doppio canale di reclutamento e punta sullo svuotamento delle graduatorie. I concorsi restano, ma dovranno lasciare maggiore spazio...

Il tema del reclutamento dei docenti continua ad animare il dibattito tra politica, sindacati e precari della scuola. Da una parte c'è la necessità di garantire l'accesso all'insegnamento attraverso procedure concorsuali periodiche; dall'altra, la richiesta di valorizzare maggiormente le graduatorie esistenti e l'esperienza maturata dai supplenti. In questo dibattito interviene il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega, Mario Pittoni, che torna a sostenere il doppio canale di reclutamento e ipotizza, per il futuro, concorsi meno "invadenti" rispetto a quelli attuali.
"Per il futuro si ragiona su concorsi per docenti meno "invadenti" rispetto agli attuali, per lasciare spazio adeguato allo svuotamento delle graduatorie. Al contrario di quanto previsto dal Governo precedente (di fatto l'asse Pd-M5s, la scorsa legislatura numericamente autosufficiente) nelle intese con Bruxelles". È quanto dichiara il responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega Mario Pittoni, già presidente della commissione Cultura al Senato, che aggiunge: "È importante, comunque, si facciano sentire anche i sindacati, in larga misura già orientati a favore del doppio canale di reclutamento e del riallineamento della spesa tra posto di ruolo e supplenza, che comportano le stesse responsabilità. O la supplentite - conclude Pittoni - non si ferma".
Le dichiarazioni di Pittoni si inseriscono in un confronto che va avanti da anni e che riguarda migliaia di docenti precari. Da un lato resta la volontà di mantenere il concorso come strumento ordinario di accesso alla professione; dall'altro continua a essere proposto il doppio canale, con l'obiettivo di favorire lo svuotamento graduale delle graduatorie e ridurre il ricorso alle supplenze. Una scelta che dipende in primis dal legislatore e dalle future decisioni politiche. La pressione dei sindacati e dei docenti stessi come richiesti dallo stesso senatore giocano un ruolo centrale. In questo quadro, il richiamo ai sindacati appare come un invito a sostenere pubblicamente una soluzione che, secondo Pittoni, potrebbe contribuire a ridurre il fenomeno della cosiddetta "supplentite".
di La Redazione




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