Stipendi docenti e ATA: bloccati aumenti e arretrati? Per la Flc Cgil: "Inaccettabile attendere ancora"
- La Redazione

- 13 giu
- Tempo di lettura: 3 min
A 70 giorni dalla firma dell'ipotesi di rinnovo, i benefici economici per il personale del comparto Istruzione e Ricerca restano...

A oltre due mesi dalla sigla sull’ipotesi di rinnovo del Ccnl Istruzione e Ricerca 2025-2027, gli aumenti stipendiali e gli arretrati destinati a oltre 1,3 milioni di dipendenti restano bloccati presso il Ministero dell'Economia. La Flc Cgil, attraverso una nota, denuncia questo stallo che priva il personale di risorse fondamentali, aggravando la perdita del potere d'acquisto già certificata dall'Aran. Il sindacato richiama il Governo alle proprie responsabilità, sollecitando uno sblocco immediato delle procedure per l'erogazione delle somme spettanti. Di seguito il testo integrale.
COMUNICATO
Un buon accordo, stavolta firmato anche dalla Flc Cgil: peccato che, a 70 giorni dalla sigla sull’ipotesi di rinnovo del Cccl istruzione e ricerca 2025-2027, il personale della scuola, dell'università, della ricerca e dell'Afam non abbia ancora ricevuto alcun beneficio economico. La denuncia arriva dal sindacato della conoscenza della Cgil che in una nota ricorda come l’accordo è fermo “presso il ministero dell'Economia e delle finanze, mentre oltre 1 milione e 300 mila lavoratrici e lavoratori attendono il pagamento degli aumenti stipendiali e degli arretrati maturati”.
Una situazione, continua la nota, “che sta determinando un concreto danno economico per chi lavora nel comparto, già fortemente penalizzato dall'aumento del costo della vita e dalla perdita di potere d'acquisto delle retribuzioni”.
L’accordo, ricordiamo, prevede un incremento medio mensile degli stipendi del comparto di 130,7 euro, che corrispondono a un + 5,9%, più un ulteriore aumento di 5,5 euro medi (2,6%) per un incremento totale di circa 137 euro medi mensili, 143 per il personale docente e 800 euro medi di arretrati.
Per il personale Ata, inoltre, è prevista anche un una tantum (110 euro) derivante dai risparmi per il rinvio al settembre 2027 dell’avvio del nuovo ordinamento professionale Ata già previsto dal Ccnl 2019/21. Successivamente, si apriranno le trattative per il rinnovo della parte normativa.
Si tratta di una prima risposta concreta all’emergenza salariale, che arriva però dopo anni in cui lavoratrici e lavoratori hanno pagato il prezzo dell’inerzia politica che ha prodotto retribuzioni inadeguate.
Una situazione confermata, sembra un paradosso, dalla stessa Aran, l’agenzia per la contrattazione del governo che a fine maggio ha certificato come tra il 2016 e il 2025 gli stipendi degli insegnanti sono cresciuti del 13,4%: 9,2% in meno dell’inflazione che nello stesso periodo è stata pari al 22,6%.
Una prima risposta che però a oltre due mesi dalla firma è bloccata: “Questo stallo burocratico che si ripete puntualmente è vergognoso. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e tutto il governo hanno la responsabilità politica di garantire il rapido completamento dell'iter necessario all'entrata in vigore del contratto e all'immediata corresponsione delle somme spettanti”, attacca la Flc Cgil.
Che conclude: “Le lavoratrici e i lavoratori dell'istruzione e della ricerca non possono continuare a pagare il prezzo di ritardi amministrativi. È necessario intervenire senza ulteriori indugi affinché gli incrementi retributivi e gli arretrati vengano erogati nel più breve tempo possibile. Non sono più accettabili ulteriori rinvii".
di La Redazione




.jpg)
.jpg)


















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)
Commenti