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Muore a 13 anni dopo 9 anni di coma, il dramma iniziò con un formaggio contaminato

Si è spento il bambino rimasto in stato vegetativo dal 2017. La famiglia vieta l'ingresso in chiesa ai politici locali. I legali annunciano un esposto per omicidio colposo contro...

Un calvario durato quasi un decennio si è concluso il 2 agosto. Mattia Maestri si è spento nella sua casa, circondato dall'affetto della sua famiglia, dopo un'agonia iniziata quando aveva appena quattro anni. Nel giugno del 2017, il bambino contrasse una devastante infezione scatenata dal batterio Escherichia Coli STEC. A provocare il dramma fu l'assunzione di un formaggio a latte crudo contaminato, che compromise in modo irreversibile le sue funzioni vitali, costringendolo a uno stato vegetativo permanente dal quale non si è mai risvegliato. La notizia del decesso e le future mosse della famiglia sono state riportate dal quotidiano la Repubblica.


Durante l'interminabile degenza del figlio, il padre Giovanni Battista ha intrapreso una dura campagna di sensibilizzazione sanitaria. Il suo scopo era mettere in guardia l'opinione pubblica sui pericoli dei prodotti lattiero-caseari a bassa stagionatura non sottoposti a severi controlli igienici. Un impegno che ha spinto il Ministero della Salute ad adottare nuove regole preventive per arginare le infezioni batteriche. La volontà dei familiari è quella di imporre divieti di consumo per la prima infanzia ed etichette inequivocabili, affinché non si verifichino mai più tragedie analoghe.

L'epilogo di questa dolorosa vicenda si terrà il 3 agosto, giorno fissato per le esequie nella parrocchia di Coredo, nel comune trentino di Predaia. Alla cerimonia funebre, per espressa decisione dei genitori, non è gradita la presenza dei rappresentanti politici della Provincia. I legali hanno chiarito senza mezzi termini che, qualora qualche membro della giunta dovesse varcare la soglia della chiesa, verrà immediatamente allontanato. Una presa di posizione netta, figlia dell'amarezza per non aver mai ricevuto in questi nove anni alcuna espressione di rammarico da parte delle istituzioni locali.


La scomparsa della giovane vittima sposta ora l'attenzione sulle aule di tribunale. Gli avvocati Monica Cappello e Paolo Chiariello sono infatti pronti a depositare un formale esposto contro l'azienda produttrice, ipotizzando il nuovo reato di omicidio colposo aggravato dalla colpa cosciente. A fondamento di questa mossa, i difensori sostengono che i responsabili avessero piena consapevolezza dei pericoli sanitari legati all'alimento immesso sul mercato. Questo fronte di indagine si innesterà su un fascicolo penale che ha già chiuso il suo iter: per i danni irreversibili provocati al bambino, la magistratura ha infatti già condannato in via definitiva, per il reato di lesioni gravissime, l'ex presidente del caseificio Lorenzo Biasi e il casaro Gianluca Fornasari.

di Leandro Castagna


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