Tupini: "L’autostima di un bambino dipende solo dai genitori". Gli insuccessi non lo rendono meno intelligente
Aggiornamento: 3 ago
Gabriella Tupini spiega come nasce l'autostima nei bambini e come possono agire i genitori davanti ai suoi successi o insuccessi...

La psicologa, Gabriella Tupini, capovolge quanto affermato in una nota rivista Francese dal titolo “Avantages” secondo la quale esistono alcune regole precise per restituire la stima ai bambini. Anche in questo caso, come in molti altri interventi, l’esperta rappresenta la voce di tutti quei figli cresciuti con il falso mito che portare a casa più medaglie voleva dire anche essere più bravi.
Nella rivista, tra i diversi consigli ai genitori, emerge: “Per evitare che si scoraggi, se l'obiettivo è impegnativo si può aiutare il bambino a tagliare il traguardo attraverso alcune tappe. Se, ad esempio ha 4 in matematica è irrealistico pretendere un 8 a breve termine. È invece più facile che riesca ad arrivare al 5 la volta successiva, al 6 quella dopo ancora e al 7 alla terza prova per raggiungere l'8 alla quarta”. Questo consiglio potrebbe sembrare in prima istanza quello più opportuno, ma Tupini afferma: “Perché deve avere 8 in matematica? Non sarebbe meglio dirgli che basta la sufficienza per essere promosso? Anche se non ce l'ha la sufficienza pazienza, ce la farà l’anno prossimo. O i suoi genitori devono vantarsi con gli amici di avere un figlio bravo?”.
Le parole dell’esperta pongono l’attenzione dunque sulle aspettative dei genitori, sul mostrare le capacità del figlio quasi come se fossero un trofeo. Ma l’autostima è ben lontana da tutto questo, si costruisce su basi solide, su presenza costante, non su complimenti occasionali.
Infatti, dichiara Tupini: “L’autostima del bambino dipende solo dai genitori, se si interessano al bambino, se ci tengono affinché lui impari a esplorare gli spazi, ad esempio gattonando, se lo aiutano ad alzarsi in piedi, se valorizzano le sue piccole conquiste, di parole e di movimenti. Se spesso lo abbracciano e baciano. In parole povere se lo amano". Per cui va bene attenzionare le piccole conquiste, ma solo questo non basta, altrimenti nel figlio verrà alimentata l’idea che il suo valore si basa esclusivamente sul raggiungimento di obiettivi. Ma prima dei risultati c’è la persona.
Continua l’esperta: “secondo gli studiosi la bassa autostima deriva da: 1 dalla mancanza di regole invariabili da rispettare nel contesto domestico; 2 dall’eccessiva rilevanza data agli errori e alle debolezze del bambino; 3 dal distacco affettivo dei genitori”. Secondo la psicologa soprattutto i punti 1 e 3 non riflettono i veri bisogni del bambino perché: “quando un bambino sta male o ha difficoltà gli psicologi dicono alla madre che ha avuto troppo poche regole. Ma davvero si può credere che un bambino impaurito stia così male perché ha poche regole?”. Per Tupini, bisognerebbe prima puntare un riflettore sull’operato dei genitori e solo successivamente sull’emotività del bambino. Anche perché il “distacco affettivo”, è una scelta e ci si può lavorare ma solo se alla base sussiste un amore viscerale nei confronti dei propri figli.
Per te, lettore che ci segui, quanto hanno influito le aspettative dei tuoi genitori sulla tua autostima? Ti è mai capitato di pensare che i risultati raggiunti avrebbero potuto far accrescere il bene dei genitori nei tuoi confronti?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo per cambiare direzione.
di NATALIA SESSA




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Ha influito molto le aspettative dei miei genitori rispetto all' Autostima . A volte mi è capitato di pensare che i risultati raggiunti avrebbe potuto far accrescere il bene dei miei genitori. Grazie
I miei genitori o meglio mia madre mi ha educato in maniera molto rigida. Spesso mi diceva "..se non fai questo non ti voglio più bene" ed aveva una forma di amore tutta sua con esigenze e aspettative su di me molto alte..era una maestra elementare...vecchio stampo con un attenzione e un controllo assillante verso di me. Ho imparato a nascondere i miei bisogni, le miei emozioni. Insomma per me è mancato il cd care giver..colei che aiutava e guidava nel gestire le.mie emozioni.... ho mai imparato troppo presto a dover fare da solo. In età adulta ho avuto anche un attacco di panico e conseguente sequestro emotivo quando in un innamoramento avuto per una donna questa aveva ricambiato "senza…
I miei genitori,mi hanno lasciata sempre libera nelle mie scelte, forse perché ero una figlia tranquilla e rispettosa.L'unica cosa che oggi forse gli direi, è che se mi avessero spinta o se mi avessero aiutata di più nell'incanalarmi a proseguire l'università,oggi sarei più soddisfatta come posto nella scala sociale.Mi sono diplomata in ragioneria con ottimi voti, perché mi è sempre piaciuto studiare,dopo il diploma avrei voluto fare fisioterapia,ma i posti erano limitati solo con la raccomandazione sì poteva accedere.Cosi,per iniziare a lavorare,mi iscrissi ad una scuola di estetica privata pagata da me , perché mio padre non poteva con quattro figli.Avrebbe voluto che io continuassi l'università,ma non aveva conoscenze,così per non gravare sui miei genitori scelsi il campo del benessere…
Ho lavorato molto sull'introspezione, ed aiuto psicologico per raggiungere un certo equilibrio e serenità.
Una cosa è certa, alle mue figlie non mancano abbracci, amore, dialogo, sostegno ed un po di autorevolezza.
In casa con i miei genitori non esisteva amore, affetto, dialogo, solo obbedire, non rispondere e sopportare i loro litigi, ed oppressione.
Sono contento che non faccio gli stessi errori dei miei genitori, nessuno è perfetto ma l'amore ed il rispetto vince su tutto!
Un papá.
Un esempio lampante di quanto i miei genitori (mio padre a dire la verità) mi giudichi solo dal risultato (solo quello che ha in mente lui però, perché io di risultati ne ho raggiunti tanti): ho 41 anni, una laurea triennale in lingue orientali, 4 anni all estero dove ho imparato il tedesco ed ho lavorato, un lavoro rispettabile in Italia, una famiglia meravigliosa, ma... NON HO UNA LAUREA MAGISTRALE. E tuttora, quando ne ha l occasione, con gli altri fa notare questa cosa che MI METTE NELLA CATEGORIA DELLA FIGLIA DI SERIE B. Niente, penso che questo spieghi senza altre parole la mia vita, fatta di apparenze e non di sostanza. Io che devo sempre dimostrare qualcosa altrimenti non…