“Una donna può amare chiunque perché è un genio della trasfigurazione”. Quando davanti a un rospo lei vede un principe – Barbara Alberti
Nelle fiabe il bacio trasforma il rospo in un principe. Nella realtà secondo Barbara Alberti, il rospo rimanere tale, a cambiare è soltanto lo sguardo della donna...

Ci sono persone che amiamo per ciò che sono e altre che, forse, riusciamo ad amare soprattutto per ciò che vediamo in loro. Una possibilità, una promessa, a volte persino una trasformazione che esiste soltanto attraverso il nostro sguardo.
Barbara Alberti racconta questa inclinazione con la sua consueta ironia, utilizzando parole che fanno sorridere ma che, subito dopo, costringono a fermarsi:
“Non esiste un uomo così svantaggiato, così odioso, così nevrotico, così spelacchiato, così antipatico da non trovare una donna che lo raccatti. Perché la donna è un animale sognante, una donna può amare chiunque perché è un genio della trasfigurazione”.
L’espressione è volutamente irriverente. Alberti esaspera i difetti dell’uomo e affida alla donna un potere quasi prodigioso: guardare qualcuno e riuscire a vedere ciò che gli altri non vedono. O, forse, ciò che ancora non esiste.
Per spiegare fino in fondo il suo pensiero, la scrittrice ricorre a una delle immagini più conosciute delle fiabe:
“Perché, vedi, la storia del bacio al rospo non è una favola. La principessa bacia il rospo, il rospo rimane tale e quale, però lei vede un principe al suo posto. Molti uomini non esistono, sono un’invenzione delle loro donne”.
Nella fiaba il bacio compie il prodigio e il rospo diventa realmente un principe. Nella versione di Barbara Alberti, invece, non avviene alcuna trasformazione: il rospo rimane esattamente com’era. A cambiare è soltanto lo sguardo della donna.
È qui che la battuta diventa una riflessione sull’amore. Chi ama non osserva l’altro con il distacco di chi deve compilare una lista di pregi e difetti. Lo guarda attraverso i ricordi, le attese, le speranze e tutto ciò che ha immaginato di poter costruire insieme. Riesce così a riconoscere una bellezza che, per il resto del mondo, potrebbe non essere altrettanto evidente.
Questa capacità di “trasfigurazione” può essere uno dei doni più intensi dell’amore. Essere guardati da qualcuno che crede in noi può farci scoprire qualità che non sapevamo di possedere, darci coraggio nei momenti difficili e aiutarci a diventare una versione più consapevole di noi stessi.
Ma lo stesso sguardo può trasformarsi anche in un inganno.
Accade quando non amiamo più la persona che abbiamo accanto, ma quella che speriamo possa diventare. Attendiamo un cambiamento, giustifichiamo assenze e mancanze, attribuiamo all’altro intenzioni che non ha mai manifestato. Continuiamo a vedere il principe anche quando la realtà, da tempo, ci sta mostrando qualcosa di diverso.
Dire che “molti uomini non esistono, sono un’invenzione delle loro donne” significa allora suggerire che, in alcuni rapporti, l’uomo amato finisce per coincidere con l’immagine costruita dalla donna. È lei a riconoscergli una grandezza, a sostenerne le possibilità e, qualche volta, a colmare con la propria immaginazione ciò che nella relazione manca.
Naturalmente quella di Alberti è una provocazione e non una regola valida per ogni uomo, ogni donna o ogni storia d’amore. La sua forza risiede proprio nell’esagerazione, perché dietro il sorriso lascia emergere una domanda più scomoda: quante volte amiamo davvero chi abbiamo davanti e quante volte, invece, amiamo la persona che abbiamo immaginato?
Forse amare significa anche vedere oltre le imperfezioni, senza pretendere che l’altro corrisponda a un modello ideale. Ma vedere oltre non dovrebbe significare smettere di vedere. L’amore può illuminare ciò che una persona possiede di più prezioso; non dovrebbe costringerci a negare ciò che quella persona continua a dimostrare di essere.
La principessa può anche scorgere un principe nel rospo. L’importante è che sappia ancora distinguere la forza di un sentimento dal bisogno di inventare qualcuno che, nella realtà, non è mai esistito.
E tu, lettore che ci segui, hai mai amato una persona per ciò che avrebbe potuto diventare? Pensi che l’amore ci permetta di vedere qualità nascoste oppure, qualche volta, ci porti a idealizzare chi abbiamo accanto?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Fermarsi a riflettere insieme può aiutarci a guardare con maggiore consapevolezza anche le nostre relazioni.
di Katia Piemontese




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È proprio vero. Se penso alla donna che amo sopra ogni cosa, ma che ormai è di un altro...Un essere quasi etereo. Un angelo. Una ragazza meravigliosa che vedo in tutte le cose più belle. Il cielo quando è azzurro e limpido e luminoso. Il mare cristallino. Un campo di grano giallo oro. Nuvolette bianche. Stelle d'argento brillante nelle più belle sere d'estate. Alberi e piante fresche e verdi e fiori bellissimi e profumati. Quanto sono belli i suoi occhi e il suo sorriso. Quella combinazione unica al mondo di ieri, oggi e domani. Il suo modo di essere donna. Incomparabilmente fiera, e sensuale. La sua sensibilità, la sua mistica. Mistero e magia la cingono in un'aura di platino. Se…
A volte è il principe che diventa ranocchio dopo il bacio, perchè in quello sguardo mutante v'è molto spesso l'idea di ciò che va trasformato per aumentarne il controllo.