Recalcati: "Essere genitori non è un fatto di sangue. Tutti i genitori sono adottivi"
- La Redazione
- 4 ore fa
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Per Recalcati il legame familiare nasce da un atto di riconoscimento: il significato più profondo della genitorialità tra presenza, assenza e responsabilità...

Svolgere adeguatamente e congruamente la funzione genitoriale, in qualità di educatori, appare presupposto imprescindibile per la crescita sana e consapevole di ogni figlio: è importantissimo, infatti, avere accanto adulti di riferimento che sappiano fungere da esempio, modulando correttamente la propria autorevolezza.
Ed allora una domanda sorge spontanea: chi è il genitore sufficientemente buono? È un genitore che garantisce la sua presenza oppure un genitore assente e che in quanto assente impone ai figli il rapporto con la loro responsabilità?
Per rispondere opportunamente a tale quesito appare considerevole richiamare alla memoria le parole utilizzate dallo psicoanalista e saggista italiano Massimo Recalcati che in merito ha così dichiarato espressamente:
"Io penso che un buon genitore sia qualcuno che sa oscillare tra la posizione della presenza e quella dell'assenza, perché un genitore troppo presente tende a produrre un modello disciplinare della genitorialità, è il genitore come mano forte che guida e orienta il destino della vita dei suoi figli. Un genitore sempre assente rischia di esporre la vita dei figli al vuoto troppo precocemente e in modo traumatico”.
Dunque, un buon genitore è colui in grado di modulare correttamente la propria presenza ma al contempo anche la propria assenza, sottraendosi, retrocedendo quando è necessario.
Non bisogna dimenticare, inoltre, che “essere genitori non è un fatto di sangue. La famiglia non è un dato di natura: non esiste un fondamento naturale della famiglia nel senso che il legame familiare non è un semplice legame di sangue, di stirpe, non si fonda sulla genealogia. Noi dobbiamo tenere distinti i genitori biologici, quindi l’evento biologico della nascita, dal divenire padre e madre. L’evento biologico della nascita di un figlio non determina già l’esistenza della madre e del padre, tant’è che un figlio può essere abbandonato, trascurato; un genitore può non essere in grado di esercitare la funzione materna o paterna. Dunque diciamo che c’è un salto tra la genitorialità come evento biologico e l’assunzione della responsabilità che comporta essere padre o essere madre, cioè ci vuole un gesto di adozione”, così come spiegatoci molto accuratamente dallo psicoanalista.
Dunque, essere genitori prescinde dal legame di sangue e la nascita di un figlio non significa automaticamente diventare padre o madre: questo perché tutti i genitori sono adottivi.
“L’evento biologico della nascita non è ciò che fonda il legame familiare; il legame familiare si fonda su un atto di riconoscimento: ‘tu sei mio figlio’, cioè su un’adozione simbolica. E tutti i genitori degni di questo nome sono genitori adottivi”, in tal modo Massimo Recalcati culmina la sua ragguardevole disamina.
Per essere genitori, pertanto, non è sufficiente mettere al mondo un figlio, non è sufficiente un legame di sangue, perché il fondamento di ogni legame familiare è l’amore. Solo chi si prende cura di un figlio, dedicandogli le giuste attenzioni, può essere definito un genitore degno di questo nome.
E tu, lettore che ci segui, pensi che essere genitori prescinda dal legame di sangue e che la nascita di un figlio non significhi automaticamente diventare padre o madre? Il fondamento di ogni legame familiare è l’amore e la cura?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA



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