Bocciata al liceo nonostante il Covid e un infortunio: il Tribunale dà ragione agli insegnanti
- La Redazione

- 2 ore fa
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Una studentessa piemontese ha fatto ricorso contro la non ammissione. I giudici respingono la richiesta...

L'anno scolastico 2021/2022 si era rivelato davvero difficile per una ragazza iscritta a un liceo classico piemontese. Prima l'isolamento forzato in autunno a causa del padre positivo al virus, poi a gennaio il contagio in prima persona, e infine, nel mese di marzo, un serio trauma alla mano che le aveva impedito di scrivere normalmente fino al termine delle lezioni.
Nonostante queste difficoltà, al momento dello scrutinio finale il consiglio di classe è stato irremovibile: con un quattro in latino e tre cinque in greco, storia e scienze naturali, le porte della terza superiore sono rimaste chiuse.
Convinta di aver subìto un'ingiustizia, la studentessa ha deciso di portare la scuola in tribunale, impugnando la pagella e chiedendo di annullare la bocciatura. La sua difesa sosteneva che la promozione dovesse essere la regola e la non ammissione solo una rara eccezione. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, con la recente sentenza numero 983/2026, ha respinto il ricorso su tutta la linea, condannando peraltro la giovane a pagare 1.500 euro di spese legali.
I giudici, infatti, hanno chiarito che la promozione non è un diritto garantito o un traguardo obbligatorio. L'ammissione all'anno successivo è finalizzata all'apprendimento di nuovi programmi, e non può ridursi a un mero tentativo di recuperare le carenze del passato. Di conseguenza, dare un voto e decidere se un alunno è pronto o meno spetta unicamente alla professionalità degli insegnanti. I magistrati non possono mai mettersi al loro posto per cambiare i voti, tranne nei casi in cui ci siano errori di valutazione evidenti.
Smontando le accuse della ragazza, il tribunale ha analizzato anche la questione delle prove scritte.
La studentessa lamentava di essere stata penalizzata dai test a risposta multipla, proposti dalla scuola per aggirare il suo infortunio alla mano. I giudici hanno invece fatto notare che era stata proprio lei a richiederli per essere agevolata, e che questo metodo di verifica era un adattamento richiesto dalle circostanze. Inoltre, le difficoltà nelle materie più importanti del liceo classico erano emerse già nel primo quadrimestre, ben prima che si facesse male. Niente da fare nemmeno per altre proteste, come quella di aver dato eccessivo peso ad alcune prove e ai calcoli matematici per le medie. Secondo i giudici, arrotondare un 4,6 per farlo diventare 5 non avrebbe in ogni caso garantito la sufficienza piena. La bocciatura, decisa dai docenti, era dunque del tutto corretta e motivata.
di Leandro Castagna




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