Gesù: “Corpus Domini, il mistero di Dio. Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue rimane in me”. Il significato profondo del
- La Redazione

- 6 giu
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Nel giorno del Corpus Domini la riflessione sull’Eucaristia, sul Pane della vita e sul bisogno profondo dell’uomo di sentirsi nutrito dall’amore e dalla presenza di Dio...

Di Don Vincenzo Carnevale
Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, 6 giugno 2026
Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue rimane in me ed io in lui e avrà la vita Eterna.
Oggi celebriamo l’intima relazione tra Eucaristia e Chiesa, tra il Corpo del Signore e il Suo Corpo mistico. È l’Eucaristia, Corpo del Signore, infatti, che fa nascere, fa vivere e fa crescere la Chiesa, Suo Corpo mistico.
È Cristo risorto, Pane spezzato e offerto, Vino versato e dato per la vita del mondo, che fa di noi Suo Corpo. Si dona a noi per insegnarci a donare noi stessi agli altri! Viene in Noi, membra del Suo corpo, e non vuole trovarci divisi e gli uni contro gli altri! Prima di sfamarci e nutrirci e di Pane di vita e dissetarci e saziarci di Bevanda di salvezza, attraverso la Sua Parola, il Risorto, come ha fatto con i discepoli di Emmaus, riscalda il nostro cuore e illumina la nostra mente, per renderci sempre più disponibili alla piena comunione con Lui e tra di noi. Dio ci parla e ci dice perché ci dona il Pane della vita. La Parola, oggi, prima di tutto, ci chiede d’imparare la lezione del deserto, luogo della prova, ma, anche dell’incontro e dell’Alleanza con Dio, che vuole farci capire che quando siamo nelle prove, egli interviene non per umiliarci ma, trasforma le prove in grazia per renderci più disponibili e per aprirci ad accogliere il Suo amore e la Sua salvezza; vuole farci scoprire ciò che abbiamo nel cuore e vuole muoverci a ricercare solo ciò che veramente nutre e pienamente disseta (prima Lettura).
Nella seconda Lettura, ci ricorda che il Corpo e il Sangue, che condividiamo da fratelli uniti e rappacificati, sono sorgente, radice, fondamento, anima dell’unità e comunione tra tutte le membra del Suo Corpo, che è la Chiesa. Nel Vangelo, ci chiede di accogliere e nutrirci di Cristo, quale “Pane vivo disceso dal cielo”, di credere in Lui per avere la salvezza e la vita eterna, “rimanendo in Lui, che è in noi e vivendo per lui”. Il Salmo ci invita a adorare il Signore e a rendergli gloria, per i doni di grazia che fa scendere dal cielo tutti i giorni per superare ogni prova che incontriamo nel deserto della nostra vita.
Dobbiamo avere e sentire fame e sete, non solo di pane e di acqua, ma di quell’amore che solo la Persona di Cristo, Pane “vivo” e “vivente”, donato dal Padre, può soddisfare e saziare questo essenziale “bisogno” di Dio, che ci ha creati a Sua immagine e somiglianza, e, perciò, il nostro cuore avrà sempre fame e sete di Lui, che solo la Persona del Figlio, Pane di vita e Parola di verità, può soddisfare e appagare. Gesù si auto rivela, “Io Sono” e dichiara Se Stesso “pane vivo disceso dal cielo”, mandato e donato a noi dal Padre, che ci nutre ogni giorno e ci guida e sostiene nel nostro cammino, facendoci superare ogni prova che la vita, come nel deserto, ci riserva, con la luce e la forza della Sua Parola di verità e di vita. Dio, fedele alla Sua Alleanza, per quarant’anni guida e conduce il Suo popolo, nonostante le sue reiterate infedeltà, attraverso il deserto per farlo entrare nella Terra promessa.
È proprio nella mancanza di cibo e di acqua che Dio nutre e disseta! Un Solo Pane, Un Solo Corpo. L’Eucaristia realizza l’Unità della Chiesa nel perenne Memoriale di ciò che il Signore ha fatto e ci comanda di fare in Sua memoria. La Comunione eucaristica deve realizzare l’Unità e la Comunione ecclesiale!
Non si dimentichi che partecipare al pasto comune, il passarsi lo stesso boccone di pane e il bere allo stesso bicchiere sono gesti che si compiono solo con i più vicini e tra intimi! Il pane e il vino, così condivisi, generano e ‘formano’ (danno forma) la Comunità dei credenti, la Chiesa che trova e fonda la sua unità, lasciandosi unire a Cristo che ci unisce tra di noi facendoci Suo corpo. Dalla Parola Vivente, che si fa, “per noi”, Pane di vita, dobbiamo imparare che l’uomo non può essere appagato e dissetato dal suo benessere materiale, ma, dal Pane e dalla Parola che gli vengono dati dal cielo e dall’Acqua della vita, il Sangue, che sgorga dalla Roccia Viva e Vivente che è Cristo. La fame e la sete di infinito, non possono essere saziate con cibo non nutriente e con acqua qualunque, ma, dal Pane del cielo e dell’Acqua che sgorga da Cristo e che sazia in sovrabbondanza e disseta pienamente. Di tutto questo "Ricordati” e tutto questo non dimenticarti"!
di LA REDAZIONE




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