La paura di non essere amati quando si diventa se stessi. Alda Merini: "E sarò salda, libera, vitale, allora sarò sola?"
La poetessa dei Navigli immagina il giorno in cui sarà salda, libera e vitale. Ma cosa accade quando troviamo finalmente la forza di essere noi stessi?

“E sarò salda, libera, vitale, allora sarò sola?” Con queste parole Alda Merini, la poetessa dei Navigli, ci pone davanti a una paura molto profonda dell’essere umano: quella di perdere l’amore, proprio nel momento in cui troviamo la forza di essere finalmente noi stessi. Diventare forti dovrebbe liberarci dalla paura. Dovrebbe permetterci di camminare senza cercare continuamente una mano alla quale aggrapparci, uno sguardo nel quale riconoscerci o una presenza capace di confermarci il nostro valore.
Eppure, qualche volta, accade il contrario. Più diventiamo consapevoli di noi stessi, più avvertiamo il timore che gli altri possano allontanarsi. Come se la nostra fragilità fosse stata il motivo che li teneva vicini.
Da qui nasce la domanda: “Qualcuno continuerà ad amarci anche quando non avremo più bisogno di essere salvati?”. Nel testo di "Sarò sola?" Merini immagina di alimentare dentro di sé un “intimo fuoco” capace di renderla salda, libera e vitale. Ma proprio mentre intravede questa nuova forza, teme la solitudine e immagina persino di dover “staccare dalle radici” la speranza dell’amore. Sono immagini profonde, nelle quali libertà e solitudine arrivano quasi a confondersi. La libertà non appare come un traguardo semplice e rassicurante. È una conquista desiderata, ma anche temuta.
Ed è proprio davanti a questa nuova libertà che ritorna la domanda: “Sarò sola?”. Il timore è che chi ci amava fragili, disponibili e bisognosi possa non riconoscersi più accanto alla nostra forza. A volte non temiamo davvero la libertà. Temiamo ciò che potremmo perdere diventando liberi.
Ma diventare liberi non significa smettere di desiderare qualcuno accanto. Significa non dover rinunciare a una parte di noi per convincerlo a restare. Un amore autentico non ha bisogno della nostra fragilità per sentirsi necessario: sa riconoscerci anche quando non chiediamo più di essere salvati.
Questo è il punto più profondo della domanda di Merini: essere saldi, liberi e vitali non ci rende meno degni d’amore. Ci permette di scegliere chi avere accanto senza doverci aggrappare, sminuirci o nascondere.
Una domanda che cambia forma, non se saremo soli quando saremo forti ma se accanto a noi resterà un amore capace di non temere la nostra forza.
Per te, lettore che ci segui, ti è mai capitato di temere che, diventando più forte e indipendente, avresti potuto perdere una persona importante? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci la tua esperienza.
di Katia Piemontese




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Mi è capitato e capita. Più diventi autonomo e brillante più apporti modifiche alla tua persona, chi ti ama veramente le accetta anche se alcune volte fa fatica. Ma essere libere è importante come lo è avere al tuo fianco persone che ti amano. Qualche piccolo compromesso l'ho dovuto fare ma non rinunciare alla liberta e all'essere autonomi...