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Galimberti: “Il desiderio è la macchina della vita. È la forza per rialzarsi dopo ogni caduta”. Ma abbiamo lasciato ai nostri figli qualcosa da desiderare?

51 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Il filosofo Umberto Galimberti ci spiega perché molti ragazzi hanno tutto, eppure sentono che manca qualcosa...

“Le cose sono a loro disposizione prima ancora che le abbiano desiderate. Il desiderio è la macchina della vita”. Umberto Galimberti parte da una delle contraddizioni più profonde del nostro tempo. Nel tentativo di rendere felici i figli, anticipiamo spesso ogni loro richiesta. Compriamo prima che desiderino, interveniamo prima che incontrino una difficoltà e offriamo una soluzione prima ancora che abbiano provato a cercarla.

Pensiamo di aiutarli. Eppure, senza accorgercene, possiamo impedire loro di scoprire il valore dell’attesa e la soddisfazione di conquistare qualcosa.

“I loro progetti hanno il respiro di un giorno, l’interesse la durata di un’emozione, il gesto non diventa stile di vita e l’azione si esaurisce nel gesto”. È una descrizione dura, che racconta una vita vissuta nell’immediatezza. Un interesse dura finché riesce a sorprendere. Quando richiede tempo, costanza o fatica, perde attrazione. Il desiderio ha bisogno di una distanza. Nasce quando qualcosa non è ancora nostro, quando dobbiamo immaginarlo, aspettarlo e costruire una strada per raggiungerlo. Lo vediamo anche davanti a un regalo. Un bambino lo desidera, lo riceve e dopo pochi minuti guarda già quello successivo. Non è ingratitudine. Quel desiderio non ha avuto il tempo di crescere, diventare attesa e lasciare una traccia.


Molti ragazzi non riescono a spiegare questa insoddisfazione. Hanno tutto, eppure sentono che manca qualcosa. Spesso ciò che manca non è un altro oggetto, ma un desiderio che sentano veramente loro.

Un ragazzo non deve soffrire per crescere. Deve però poter aspettare, annoiarsi, provare e qualche volta fallire. È proprio il desiderio di raggiungere una meta a spingerlo ad andare avanti e a dargli, dopo una caduta, la forza di rialzarsi e riprovare. Deve scoprire che non tutto arriva immediatamente e che alcune cose acquistano valore proprio perché hanno richiesto tempo.

Si tratta di lasciare uno spazio nel quale possano domandarsi che cosa amano e per che cosa siano disposti a impegnarsi. Prima di chiederci perché tanti ragazzi sembrino non desiderare nulla, dovremmo porci una domanda più scomoda: abbiamo lasciato loro qualcosa da desiderare?

Per te, lettore che ci segui, stiamo offrendo troppo ai nostri figli prima ancora che possano desiderarlo? Ricordi qualcosa che hai atteso a lungo e che, proprio per questo, ha acquistato un valore speciale? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili anche ad altri genitori che ogni giorno affrontano le stesse sfide educative.



di Katia Piemontese

1 commento


Sandra
34 minuti fa

Purtroppo ho atteso tutto, dopo questalettura capisco che il forte desiderio è veramente il motore... Ci fa attivare e mettere in gioco per raggiungere i piccoli e grandi traguardi. Raggiunti quasi sempre da solo, senza aiuti... 1000 prove e ostacoli. Siamo passati da un eccesso ad un altro

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