Galimberti: “Il desiderio è la macchina della vita. È la forza per rialzarsi dopo ogni caduta”. Ma abbiamo lasciato ai nostri figli qualcosa da desiderare?
Il filosofo Umberto Galimberti ci spiega perché molti ragazzi hanno tutto, eppure sentono che manca qualcosa...

“Le cose sono a loro disposizione prima ancora che le abbiano desiderate. Il desiderio è la macchina della vita”. Umberto Galimberti parte da una delle contraddizioni più profonde del nostro tempo. Nel tentativo di rendere felici i figli, anticipiamo spesso ogni loro richiesta. Compriamo prima che desiderino, interveniamo prima che incontrino una difficoltà e offriamo una soluzione prima ancora che abbiano provato a cercarla.
Pensiamo di aiutarli. Eppure, senza accorgercene, possiamo impedire loro di scoprire il valore dell’attesa e la soddisfazione di conquistare qualcosa.
“I loro progetti hanno il respiro di un giorno, l’interesse la durata di un’emozione, il gesto non diventa stile di vita e l’azione si esaurisce nel gesto”. È una descrizione dura, che racconta una vita vissuta nell’immediatezza. Un interesse dura finché riesce a sorprendere. Quando richiede tempo, costanza o fatica, perde attrazione. Il desiderio ha bisogno di una distanza. Nasce quando qualcosa non è ancora nostro, quando dobbiamo immaginarlo, aspettarlo e costruire una strada per raggiungerlo. Lo vediamo anche davanti a un regalo. Un bambino lo desidera, lo riceve e dopo pochi minuti guarda già quello successivo. Non è ingratitudine. Quel desiderio non ha avuto il tempo di crescere, diventare attesa e lasciare una traccia.
Molti ragazzi non riescono a spiegare questa insoddisfazione. Hanno tutto, eppure sentono che manca qualcosa. Spesso ciò che manca non è un altro oggetto, ma un desiderio che sentano veramente loro.
Un ragazzo non deve soffrire per crescere. Deve però poter aspettare, annoiarsi, provare e qualche volta fallire. È proprio il desiderio di raggiungere una meta a spingerlo ad andare avanti e a dargli, dopo una caduta, la forza di rialzarsi e riprovare. Deve scoprire che non tutto arriva immediatamente e che alcune cose acquistano valore proprio perché hanno richiesto tempo.
Si tratta di lasciare uno spazio nel quale possano domandarsi che cosa amano e per che cosa siano disposti a impegnarsi. Prima di chiederci perché tanti ragazzi sembrino non desiderare nulla, dovremmo porci una domanda più scomoda: abbiamo lasciato loro qualcosa da desiderare?
Per te, lettore che ci segui, stiamo offrendo troppo ai nostri figli prima ancora che possano desiderarlo? Ricordi qualcosa che hai atteso a lungo e che, proprio per questo, ha acquistato un valore speciale? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Il tuo punto di vista e la tua esperienza possono essere utili anche ad altri genitori che ogni giorno affrontano le stesse sfide educative.
di Katia Piemontese




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Purtroppo ho atteso tutto, dopo questalettura capisco che il forte desiderio è veramente il motore... Ci fa attivare e mettere in gioco per raggiungere i piccoli e grandi traguardi. Raggiunti quasi sempre da solo, senza aiuti... 1000 prove e ostacoli. Siamo passati da un eccesso ad un altro