Recalcati: “La gioia nasce nella polvere, noi viviamo per gli attimi di luce”. Quando la felicità diventa illusione
- La Redazione
- 6 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
"In queste parole di Recalcati è racchiuso forse il senso più vero della vita, noi non possiamo fare nulla per evitare..."

Viviamo nell’epoca della felicità obbligatoria. Sui social vediamo vite perfette, persone sempre sorridenti, viaggi, successi, momenti indimenticabili. Eppure, proprio mentre inseguiamo quell’idea di felicità continua, ci sentiamo spesso più inquieti, inadeguati e insoddisfatti. Ma se stessimo cercando qualcosa che, semplicemente, non esiste? Esiste davvero la felicità?
A tal proposito lo psicanalista Massimo Recalcati in una recente intervista dichiara: “Intanto, come psicoanalista io penso che la felicità non sia possibile per l'essere umano, se immaginiamo che la felicità sia uno stato d'essere, una condizione d'essere permanentemente di armonia, di benessere, di appunto felicità. Questa rappresentazione della felicità come una condizione d'essere permanente è esclusa per l'essere umano, mi dispiace dare questa brutta notizia. La felicità non è programmata dal Dio della creazione. Esiste però la possibilità della gioia”.
Parole forti che aprono ad una riflessione ancora più profonda. Per Recalcati il problema non è l’assenza della luce nella nostra vita, ma l’idea di una felicità continua e perfetta che spesso inseguiamo senza rendercene conto. Ed è proprio qui che, secondo lo psicanalista, nasce la differenza tra felicità e gioia:
“Esiste la possibilità della gioia. Qual è la differenza, se posso dire così, tra la felicità e la gioia? Che la felicità dovrebbe essere una condizione permanente di armonia – è quella che i social contrabbandano. Ogni volta ti offro di me l'immagine più bella, più sorridente, attorno a me la bellezza, attorno a me persone che sorridono, attorno a me la festa, attorno a me il mondo, il miglior mondo possibile, che è una rappresentazione illusoria della felicità”. I social devono essere accattivanti, devono creare dipendenza e più noi ci concentriamo a guardarli, più l’ auto-analisi sulla nostra quotidianità diventa dettagliata e più sale il nostro senso di angoscia.
Per cui, il primo passo da compiere, non è cercare la felicità, ma lasciarci sorprendere da quello che passa: “La gioia è quello che noi cogliamo in certi attimi, che sono possibili, che sono attimi di luce, che sono attimi di splendore. Ma lo splendore, non può essere, per l'essere umano, separato dalla polvere. Lo splendore non è ciò che oscura la polvere. Mentre, nel social noi vediamo questo, tanto splendore che nasconde la polvere”. In queste parole di Recalcati è racchiuso forse il senso più vero della vita, noi non possiamo fare nulla per evitare sconforto, delusioni, cadute ma sono anche tutte quelle condizioni che, una volta attraversate, ci permettono di vedere ed apprezzare meglio la luce.
Infatti, conclude Recalcati: “La gioia è quella capacità di vedere la luce nella polvere. E allora ci sono degli attimi, noi viviamo in fondo per degli attimi, che sono attimi di eternità, attimi di luce, attimi di gioia, dove la vita è ricca, dove la vita è piena di vita. Questo è possibile”. Gli attimi di eternità sono quei piccoli momenti nei quali sentiamo una tale emozione che poi, anche a distanza di tempo, resta fissa nelle nostre memorie, ma se siamo concentrati esclusivamente a farci domande sull’esistenza della felicità, spesso, questi attimi ci sfuggono e crediamo erroneamente di non meritarli.
di Natalia Sessa




.jpg)
.jpg)
















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)






















.jpg)