Sicurezza a scuola, i dati Inail: infortuni in crescita del 7,2%. Otto i casi mortali nel 2026
- La Redazione

- 5 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Il bilancio del primo quadrimestre evidenzia oltre 36mila denunce, con la Lombardia in testa per numero di segnalazioni.

La stragrande maggioranza degli incidenti che coinvolgono gli alunni italiani avviene all'interno degli edifici scolastici: ben il 97% delle denunce riguarda infortuni verificatisi durante il normale svolgimento delle attività didattiche o ricreative, mentre solo il restante 3% è classificato come incidente "in itinere", ovvero avvenuto nel tragitto tra casa e scuola. A livello di tipologia di istituto, il 95% delle segnalazioni proviene dalle scuole statali, contro il 5% degli istituti paritari e privati.
La mappa degli infortuni: Lombardia ed Emilia-Romagna in testa
Sul fronte della distribuzione geografica, i dati raccolti mostrano differenze territoriali significative. La Lombardia guida l'elenco nazionale concentrando da sola il 24% delle denunce complessive, con un aumento dell'11,6% rispetto all'anno precedente. A seguire troviamo l'Emilia-Romagna, che registra il 12% dei casi ma segna l'incremento percentuale più alto (+17,7%). Numeri rilevanti arrivano anche dal Veneto (12% del totale, con una crescita del 4,7%) e dal Piemonte (10% del totale, +2,5%).
La base di partenza dell'esame è il portfolio professionale. L'insegnante deve compilarlo in formato digitale e consegnarlo al preside, che lo passerà al Comitato almeno cinque giorni prima della data dell'esame. In questo documento il docente riassume il lavoro di un anno: inserisce il curriculum, traccia il bilancio iniziale e finale delle proprie competenze e allega i documenti che provano i progetti portati in classe. Durante l’incontro, al professore viene chiesto di raccontare la sua esperienza, spiegando come ha affrontato le eventuali difficoltà e in che modo ha personalizzato il suo piano di formazione.
Studenti coinvolti: differenze di genere ed età
Analizzando le fasce d'età e il genere, emerge una prevalenza marcata di infortuni tra i giovanissimi e tra i ragazzi. Tre incidenti su quattro (il 75%) riguardano infatti alunni con meno di 15 anni di età, limitando al 25% la quota degli infortuni tra gli studenti dai 15 anni in su. La ripartizione per genere, inoltre, evidenzia che il 58% dei casi interessa studenti maschi (con un aumento dell'8,1% sul 2025), mentre il restante 42% coinvolge le studentesse (+6,0%).
Formazione scuola-lavoro
All'interno di questo quadro generale, emerge un dato specifico e in forte controtendenza che riguarda le attività pratiche esterne. Dei quasi 37mila casi totali, soltanto 355 infortuni hanno coinvolto studenti impegnati nei percorsi di "formazione scuola-lavoro". In questo ambito specifico si registra che le denunce sono calate del 54% rispetto al mese di aprile del 2025.
Il bilancio nazionale e i casi mortali
L'incidenza complessiva degli infortuni in ambito scolastico pesa per il 18% sul totale delle denunce pervenute all’Istituto nel primo quadrimestre del 2026. Entro la fine di aprile, a livello nazionale, sono state presentate all'INAIL 36.728 denunce, con un aumento del 7,2% rispetto alle 34.268 registrate nello stesso arco temporale dell'anno precedente. Ancora più drammatico è il dato relativo agli infortuni con esito fatale: le denunce per casi mortali sono state otto, in aumento rispetto alle cinque registrate fra gennaio e aprile del 2025. L'Inail, nel diffondere i numeri, ha comunque precisato che si tratta di dati provvisori e suscettibili di variazioni e aggiornamenti nei mesi successivi, con particolare riferimento proprio agli infortuni mortali e a quelli avvenuti nei percorsi di scuola-lavoro.
di Leandro Castagna




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