Raduno neonazista in Trentino, il CNDDU richiama le istituzioni: fermezza nella legalità e centralità dell’educazione democratica
- La Redazione

- 1 ora fa
- Tempo di lettura: 4 min
Il CNDDU chiede una risposta istituzionale fondata sul rispetto della Costituzione e della legalità, senza sottovalutare i rischi legati a intolleranza e discriminazione...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte attenzione per l’annunciato svolgimento in Trentino, nei primi giorni di settembre, di un raduno ricondotto dalle informazioni diffuse dalla stampa ad ambienti dell’estrema destra neonazista europea.
La vicenda presenta profili che vanno oltre la gestione di un singolo evento e investono direttamente il rapporto tra libertà costituzionali, tutela dell’ordine democratico, sicurezza pubblica e responsabilità delle istituzioni. Proprio per la delicatezza della materia riteniamo necessario evitare sia valutazioni preventive non fondate su condotte concretamente accertate sia qualsiasi sottovalutazione della diffusione di ideologie incompatibili con i principi di uguaglianza, dignità della persona e non discriminazione sui quali si fonda la Repubblica.
L’ordinamento costituzionale garantisce le libertà di pensiero, riunione e associazione, ma non configura tali diritti come estranei al sistema di principi e limiti stabilito dalla Costituzione e dalla legislazione vigente. La particolare esperienza storica italiana ha determinato, inoltre, l’introduzione di specifiche garanzie a difesa dell’ordinamento democratico e di norme rivolte a contrastare comportamenti che, nelle condizioni previste dalla legge, assumano carattere discriminatorio, razzista o siano riconducibili alla riorganizzazione del fascismo.
Come detto, la conoscenza di questi passaggi è fondamentale sia per chi sta chiudendo l'anno, sia per i docenti che entreranno in ruolo nei prossimi mesi.
L'esame riguarda tutti gli insegnanti al primo anno con un contratto a tempo indeterminato, compresi i docenti di religione.
Tocca anche a chi ha ottenuto un passaggio di ruolo, a chi aveva chiesto un rinvio per giustificati motivi o a chi deve ripetere l'anno perché è stato bocciato in precedenza.
Spetta pertanto alle autorità competenti accertare la natura effettiva dell’iniziativa, le modalità del suo svolgimento e la rilevanza giuridica delle condotte eventualmente poste in essere. La risposta dello Stato deve rimanere rigorosamente ancorata alla legalità, alla proporzionalità e alla valutazione dei fatti. È precisamente questa capacità di intervenire senza arbitrarietà, ma anche senza inerzia, a distinguere la fermezza democratica dalla contrapposizione ideologica.
La prevista concomitanza con la presenza in Trentino del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica e dell’Autonomia speciale, conferisce alla vicenda un particolare valore istituzionale. L’autonomia trentina rappresenta infatti una delle esperienze più significative attraverso le quali l’ordinamento repubblicano ha saputo comporre differenze linguistiche, culturali e territoriali mediante il diritto, la rappresentanza e la tutela delle minoranze. La sua storia dimostra che le differenze non costituiscono un fattore di debolezza quando vengono governate attraverso istituzioni democratiche capaci di riconoscerle e tutelarle.
Anche sotto il profilo economico la questione merita una considerazione equilibrata. La sicurezza e la coesione sociale costituiscono condizioni essenziali per il funzionamento di un territorio e concorrono alla formazione di quel capitale istituzionale e reputazionale dal quale dipendono, in misura crescente, attrattività, turismo, investimenti e qualità dello sviluppo. La gestione di iniziative suscettibili di determinare particolari esigenze di ordine pubblico comporta inoltre l’impiego di risorse collettive e può incidere sulla normale fruizione degli spazi e sulle attività economiche locali.
Tali considerazioni non possono evidentemente costituire un autonomo presupposto per comprimere libertà costituzionalmente garantite, ma rientrano nella più ampia responsabilità delle istituzioni di preservare sicurezza, stabilità e ordinato svolgimento della vita della comunità.
Il CNDDU ritiene tuttavia che la risposta più duratura debba essere costruita sul terreno dell’educazione.
La persistente capacità delle culture totalitarie e discriminatorie di generare forme di appartenenza dimostra che la conoscenza storica, se ridotta alla sola commemorazione, rischia di non produrre sufficienti strumenti di comprensione del presente.
La memoria acquista autentico valore civile quando consente di riconoscere i processi attraverso i quali la discriminazione può essere normalizzata, la diversità trasformata in motivo di esclusione e il disagio sociale utilizzato per costruire nuove contrapposizioni identitarie.
In tale prospettiva, l’educazione ai diritti umani non coincide con la trasmissione di un orientamento politico. Costituisce, al contrario, educazione alla legalità costituzionale e alla cittadinanza consapevole.
La scuola deve mettere gli studenti nella condizione di comprendere il significato delle libertà di cui sono titolari, i limiti stabiliti dall’ordinamento a tutela dei diritti altrui e le conseguenze storiche, sociali ed economiche prodotte dalla negazione dell’uguaglianza.
La vicenda trentina non dovrebbe quindi esaurirsi nella decisione amministrativa relativa allo svolgimento dell’evento. Resta una questione più ampia che riguarda la capacità delle istituzioni democratiche di prevenire la trasformazione del disagio, della marginalità e delle tensioni sociali in consenso verso culture fondate sull’esclusione.
Gli ottant’anni della Repubblica e dell’Autonomia speciale costituiscono, da questo punto di vista, non soltanto una ricorrenza istituzionale, ma la testimonianza di un patrimonio giuridico, civile ed economico costruito attraverso il consolidamento delle libertà, la partecipazione democratica, l’istruzione e lo sviluppo del territorio.
Difendere tale patrimonio significa applicare la legge con equilibrio e fermezza, tutelare le libertà senza consentire che esse diventino strumenti di discriminazione e investire nella formazione prima che l’intolleranza si trasformi in una questione di sicurezza pubblica.
È su questa capacità di coniugare diritto, responsabilità istituzionale e cultura democratica che si misura, anche oggi, la solidità della Repubblica".
di La Redazione
Calendario PAGAMENTI INPS Settembre 2026: ADI, Assegno Unico, NASPI, SFL e pensioni. Ecco tutte le date di accredito
Supplenze 2026/27, rischio nomina errata: la domanda va ritirata. Ecco chi deve farlo
Bonus 2026: non perdere le misure ancora richiedibili prima della loro scadenza. Quali cambieranno con la nuova legge di Bilancio 2027? Tutte le info




.jpg)
.jpg)
















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)


















.jpg)
Commenti