Gabriel García Márquez: Chi abbiamo amato non rimane soltanto nei nostri ricordi. Ciò che le persone continuano a lasciare dentro di noi
- La Redazione

- 54 minuti fa
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Una frase, un gesto o un’abitudine possono custodire per sempre la presenza di chi ha attraversato la nostra vita: perché la memoria non conserva soltanto il passato, ma contribuisce a costruire ciò che siamo...

“Chi abbiamo amato non rimane soltanto nei nostri ricordi.” Con queste parole possiamo entrare nel cuore della riflessione che Gabriel García Márquez affida alle pagine di Cent’anni di solitudine. Le persone che hanno attraversato la nostra vita rimangono nel nostro modo di parlare, nelle abitudini che abbiamo fatto nostre, persino in gesti dei quali abbiamo dimenticato l’origine. Continuano a vivere nella persona che siamo diventati.
Per questo dimenticare non significa soltanto perdere un volto, una voce o un momento vissuto insieme. Significa rischiare di perdere anche qualcosa di noi.
“Cominciavano a cancellarsi dalla sua memoria i ricordi dell’infanzia, poi il nome e la nozione delle cose, e infine l’identità delle persone e perfino la coscienza del proprio essere, fino a sommergersi in una specie di idiozia senza passato.” Ci sono parole che fanno paura perché ci costringono a immaginare qualcosa che preferiremmo non immaginare. Dimenticare è una di queste. Non una data, un appuntamento o il posto in cui abbiamo lasciato le chiavi, ma dimenticare ciò che siamo stati.
Il volto di nostra madre quando eravamo bambini, la voce di nostro padre, il modo di ridere di una persona che abbiamo amato, le stanze della casa in cui siamo cresciuti o un pomeriggio lontano che, chissà perché, è rimasto lì per anni.
Pensiamo alla vita come a qualcosa che accade nel presente, ma non è proprio così. Ci portiamo dietro persone, luoghi, parole e dettagli apparentemente insignificanti che appartengono a un tempo che non c’è più e che, nonostante questo, continuano a essere parte di noi.
È per questo che quell’“idiozia senza passato” fa così tanta paura: se ci togliessero i nostri ricordi, non perderemmo soltanto quello che è stato. Perderemmo qualcosa di ciò che siamo diventati. Márquez spinge ancora più avanti questa riflessione:
“A poco a poco, studiando le infinite possibilità del dimenticare, si accorse che poteva arrivare un giorno in cui si sarebbero individuate le cose dalle loro iscrizioni, ma non se ne sarebbe ricordata l’utilità.”
Non basta, allora, ricordare che qualcosa esiste. Bisogna ricordarne il significato.
È qualcosa che, in forme molto diverse, conosciamo tutti. Conserviamo fotografie, lettere, vecchi messaggi e oggetti che per gli altri non hanno alcun valore. Non lo facciamo per le cose in sé, ma per ciò che continuano a contenere.
Una fotografia può custodire un’estate intera, una canzone può restituirci una persona, un profumo può far riapparire una casa lontana. Ma con le persone accade qualcosa di ancora più profondo. Chi abbiamo amato non rimane soltanto nei nostri ricordi. Rimane nel nostro modo di parlare, nelle abitudini che abbiamo fatto nostre, persino in gesti dei quali abbiamo dimenticato l’origine.
Ci sorprendiamo a pronunciare una frase ed era di nostro padre, prepariamo qualcosa come faceva nostra madre, ripetiamo ai nostri figli parole che qualcuno aveva detto a noi molti anni prima.
Ed è questa, molto probabilmente, la paura più profonda nascosta nelle parole di Márquez. Pensiamo di temere di dimenticare un volto, una voce, un momento vissuto insieme. Ma forse temiamo qualcosa di ancora più grande: dimenticando le persone che abbiamo amato, potremmo perdere anche quella parte di noi che soltanto loro hanno contribuito a costruire.
A quel punto dimenticare non riguarda più soltanto il passato. Le persone che abbiamo incontrato e amato hanno lasciato qualcosa nella persona che siamo diventati. La memoria non è soltanto il luogo in cui conserviamo la nostra storia: è uno dei luoghi in cui si è formata la nostra identità.
Per te, lettore che ci segui, quale ricordo non vorresti perdere mai? C’è una voce, un volto o un momento della tua vita che vorresti poter conservare per sempre?
Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. Raccontare un ricordo può essere anche un modo per continuare a custodire una parte di ciò che siamo.
di Katia Piemontese




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