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Recalcati: “Un bravo insegnante non è forse quello che crede che un’ora di lezione possa cambiare la vita?” La scuola è incontro, relazioni e scoperte che possono segnare il futuro

27 ago
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 28 ago

"Non basta parlare, limitarsi alle nozioni ma il tutto deve essere associato a ciò che l’insegnante ha dentro, a ciò che lo ha spinto a diventare insegnante, alla passione e al desiderio..."

“Abbiamo conosciuto un tempo dove bastava che un insegnante entrasse in classe per far calare il silenzio. Era lo stesso tempo dove era sufficiente che un padre alzasse il tono della voce per incutere nei suoi figli un rispetto misto a timore” queste sono le parole di Massimo Recalcati, psicanalista, che utilizza per raccontare un'epoca in cui bastava la presenza per ottenere il silenzio, sia a scuola che in famiglia.

La rigidità di un tempo però, dichiara l’esperto: “ non impediva che le teste degli allievi cadessero sui banchi e che i loro sguardi vagassero annoiati nel vuoto, o che i figli lasciassero immediatamente uscire dalle loro orecchie le parole senza appello dei padri. Ebbene questo tempo è finito, defunto, irreversibilmente alle nostre spalle. Non bisogna rimpiangerlo, non bisogna avere nostalgia della voce severa del maestro, né dello sguardo feroce del padre”. Ogni epoca ridefinisce le proprie regole, soprattutto quando si ha a che fare con figli e studenti.

Se da un lato oggi l’educazione può apparire più fragile, dall’altro non possiamo non notare la difficoltà di chi educa nel mantenere alta l’attenzione dei giovani. Infatti, continua Recalcati: “Quando un insegnante entra in aula (o quando un padre prende la parola in famiglia), deve ogni volta guadagnare il silenzio che onora la sua parola, non potendosi più appoggiare sulla forza della tradizione – che nel frattempo si è sbriciolata – ma facendo appello alla sola forza dei suoi atti”.

Per gli insegnanti educare è diventato una sfida quotidiana, serve passione, impegno, meraviglia. Serve sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che, appunto riesca a mantenere viva la loro attenzione: “occorre che l’insegnante sappia preservare il giusto posto dell’impossibile.  Il maestro non è colui che possiede il sapere, ma colui che sa entrare in un rapporto singolare con l’impossibilità che attraversa il sapere, che è l’impossibilità di sapere tutto il sapere”. Ed è qui che la persona acquista una posizione di centralità, non più un semplice “ripetitore” ma qualcuno capace di trasmettere passione e desiderio.

Qualcuno che, attraverso le proprie potenzialità, sappia far innamorare ancora una volta: “Ogni insegnante insegna a partire da uno stile che lo contraddistingue. Non si tratta di tecnica né di metodo. Lo stile è il rapporto che l’insegnante sa stabilire con ciò che insegna a partire dalla singolarità della sua esistenza e del suo desiderio di sapere”.

Insegnare deve essere un’esperienza viva e autentica perché, dichiara l’esperto: "uno dei nemici acerrimi del lavoro dell’insegnante è la tendenza al riciclo e alla riproduzione di un sapere sempre uguale a se stesso. È lo spettro che sovrasta e può condizionare mortalmente questo mestiere: adagiarsi sul già fatto, sul già detto, sul già visto, ridurre l’amore per il sapere a pura amministrazione di un sapere che non riserva più alcuna sorpresa”.

Dunque, seguendo le parole dell’esperto, insegnare è diventata una vera e propria missione, più difficile sì ma anche più autentica. Dove non basta trasmettere nozioni conta ciò che l’insegnante è, la passione e il desiderio per questo lavoro. Recalcati, infatti, conclude: “La Scuola è ancora ciò che salvaguarda l’umano, l’incontro, le relazioni, gli scambi, le amicizie, le scoperte intellettuali, l’eros. Un bravo insegnante non è forse quello che sa fare esistere nuovi mondi? Non è quello che crede ancora che un’ora di lezione possa cambiare la vita?”

Per te, lettore che ci segui, l’autorevolezza di un insegnante deriva ancora dal ruolo che ricopre oppure deve essere conquistata ogni giorno attraverso la passione, lo stile e la capacità di far nascere negli studenti il desiderio di conoscere? Hai mai incontrato un docente capace di aprirti un mondo nuovo e, forse, di cambiarti la vita con una sola ora di lezione?

Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e raccontaci la tua esperienza nei commenti. Il ricordo di un insegnante, di una parola o di una lezione rimasta nel tempo può aiutarci a comprendere che cosa renda davvero autentico e indimenticabile questo mestiere.



di NATALIA SESSA

9 commenti


Nicoletta
29 ago

Nicoletta.io sono un infermiere e ai miei tempi era così e soffrivo x la rigidità educativa.quando ho avuto i miei figli ho imparato ed educarli diversamente cambiando la mentalità da premettere che io sono meridionale.oggi vivo serenamente e i miei figli studiano e lavorano contemporaneamente perché università ha spese.e giusto ciò che dice Recalcati bisogna portare il ragazzo all'interesse della materia.la scuola e passione ma dipende dall'insegnante.

In famiglia il primo insegnante siamo noi genitori e se sappiamo dare bene insegnamenti insieme ai professori con lo stesso metodo di lavoro otteniamo molto di più dai giovani senza renderli schiavi del sistema.


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Ospite
29 ago

Nella mia esperienza di alunna purtroppo non ho mai incontrato nessuno che incidesse in modo fondamentale sul mio modo di appendere. Da insegnante ho sperimentato che è fondamentale l’empatia che l’insegnante medesima può attivare fra sé e gli allievi . Quando si instura un rapporto di fiducia ,un’attenzione verso i più deboli , è molto più facile ottenere ascolto attenzione , disciplina . Non è magia è sapere ,credere che l’altro ha cuore la tua crescita personale e sociale

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M.Cris
28 ago

La passione che si mette nel lavoro che si fa è veramente ciò che conta, che riesce a trasmettere sapere, rispetto, amore e autorevolezza.. l'insegnamento è una missione e per questo va molto al di là dell' insegnare nozioni...non si vedono molti insegnanti e dirigenti appassionati e sereni nel fare il proprio lavoro e questo purtroppo è ciò che maggiormente viene trasmesso oggi!!

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Ettore Mazzuca
28 ago

Insegno da quasi quarant'anni e credo che Recalcati abbia colto un punto essenziale: oggi l'autorevolezza non si eredita dal ruolo, si costruisce ogni giorno.

Da docente di sostegno ho imparato che il silenzio più importante non è quello imposto, ma quello che nasce quando uno studente si sente finalmente visto. Ci sono lezioni che si dimenticano e altre che restano per tutta la vita. A volte non cambia il programma svolto: cambia il modo in cui un ragazzo inizia a guardare se stesso.

È per questo che continuo a credere che un'ora di lezione possa davvero cambiare una vita.

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Ospite
28 ago

Egregio professore,l'ammiro infinitamente per la sua unicita` che e`immensa,abissale,umana,intrisa di amore per la persona umana.Rimango estasiata e commossa dalla ricchezza interiore che scatursce vibrante da ogni suo dire.Oltre tutto ol " sapere" balza imperante un CUORE che non trova pari attorno a se`.Del mio percorso scolastico ricordo con molta lucidita` la mia prima maestra delle preme tre elementari : c' sra innanzi tutto l' amore nell 'approcciarsi a noi bambini, esestivamo come persone con una propria idetita` che lei sapeva accogliere efarne tesoro per farci fiorire nel rispetto ,nell'amore della nostra unicita`.Sembra un sogno al giorno d'oggi.Il mondo e`stravolto rispetto ad allora..E qui sarebbe d' obbligo un discorso molto articolato.Ma...non e` possibile ,per ovvi motivi.Di una cosa sono certa…

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