Il caldo non lascia l’Italia, Schettini: “Questo caldo non è normale, va detto. Stiamo parlando di 40 gradi, ma non 40 percepiti, proprio 40”. L'allarme sulle prossime estati (VIDEO)
- La Redazione

- 1 ora fa
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Il professore mostra il grafico delle temperature estive dal 1961. Un anno più fresco può ancora arrivare, ma dopo il 2000 qualcosa è cambiato nettamente ...

"Questo caldo non è normale, va detto. Stiamo parlando di 40 gradi, ma non 40 percepiti, proprio 40".
Vincenzo Schettini non usa giri di parole. Di fronte all’ennesima ondata di calore che attraversa l’Italia, il professore de La fisica che ci piace parte da ciò che tutti avvertiamo sulla nostra pelle, ma sposta subito l’attenzione su una domanda più inquietante: che cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime estati?
Per rispondere mostra un grafico delle temperature medie estive registrate in Italia dal 1961. Le barre blu rappresentano le estati più fresche rispetto alla media del periodo 1991-2020; quelle rosse indicano temperature superiori.

A prima vista, il grafico sembra raccontare una normale alternanza. Il 2003, rimasto nella memoria per il caldo eccezionale, è seguito da un 2004 meno rovente. Guardando soltanto due anni, potremmo quindi pensare che nulla sia davvero cambiato.
Ma è proprio questo l’errore che Schettini invita a non commettere.
"Il punto non è confrontare due anni singoli, il punto è guardare la tendenza riferendoci a decenni interi. Ragazzi, la differenza tra prima e dopo il 2000 è impressionante. Dopo il 2000 le barre sono quasi tutte rosse, cioè indicano estati con temperature medie superiori al riferimento 1991-2020".
Un’estate più fresca può ancora verificarsi. Ciò non significa, però, che la tendenza si sia invertita. Il dato che colpisce è un altro: nella prima parte del grafico prevalgono le barre blu; dopo il 2000, invece, il rosso diventa quasi una costante.
Non vuol dire che ogni estate sarà necessariamente più calda della precedente. Significa che le estati con temperature superiori alla media sono diventate molto più frequenti.
Il grafico non è una palla di cristallo e non può dirci quanti gradi registreremo il prossimo anno. Mostra però con chiarezza la direzione nella quale ci stiamo muovendo. Dietro quelle barre rosse non ci sono soltanto numeri. Ci sono notti in cui diventa difficile dormire, città che continuano a trattenere calore, persone fragili maggiormente esposte e scuole che rischiano di riaprire a settembre con temperature ancora difficili da sopportare.
Per Schettini, dunque, non basta più sperare che la prossima estate vada meglio. Occorre prepararsi e limitare conseguenze che sono già entrate nella nostra quotidianità.
"Il danno è fatto. Su cosa ci si può concentrare? Solo su una cosa: rendere questo danno il meno peggiore possibile. Su questo si deve lavorare".
Una conclusione dura, che non invita alla rassegnazione ma alla responsabilità. Riconoscere ciò che sta accadendo è il primo passo per intervenire sulle cause, ripensare le città e rendere scuole, abitazioni e luoghi di lavoro più adatti a temperature sempre più estreme.
Per te, lettore che ci segui, hai la sensazione che le estati siano cambiate rispetto a quando eri bambino? Qual è quella più calda che ricordi?
Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento. La tua esperienza può raccontare come il cambiamento delle temperature stia entrando concretamente nella vita di tutti noi.
di Katia Piemontese




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