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Docenti A046, assegnazioni provvisorie interprovinciali: posti ridotti e difficoltà per chi è lontano dalla famiglia, il CNDDU chiede un intervento urgente

Il CNDDU segnala la disponibilità estremamente ridotta di posti per i docenti A046 nelle assegnazioni provvisorie interprovinciali 2026/2027 e chiede verifiche...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sulla situazione dei docenti della classe di concorso A046 – Scienze giuridico-economiche nelle operazioni di assegnazione provvisoria interprovinciale per l’anno scolastico 2026/2027.


Dalle segnalazioni pervenute al Coordinamento e dall’esame degli esiti pubblicati dagli Ambiti territoriali delle regioni del Sud Italia emerge una disponibilità estremamente ridotta di posti.

Nei territori considerati, le assegnazioni interprovinciali risultano spesso circoscritte a poche unità, in diversi casi nell’ordine di tre o quattro posizioni, lasciando numerosi docenti a centinaia o persino a oltre mille chilometri dalla propria città di residenza.

Particolarmente delicata è la condizione del personale destinatario delle tutele previste dalla legge 104/1992, sia per disabilità personale sia per l’assistenza a figli, coniugi o genitori anziani.


Il mancato riavvicinamento può rendere estremamente difficile conciliare gli obblighi professionali con le responsabilità di cura, soprattutto quando la persona da assistere vive a oltre mille chilometri dalla sede di servizio.

Il CNDDU è consapevole che il riconoscimento di una precedenza non possa determinare automaticamente l’assegnazione in assenza di un posto disponibile. Proprio per questo appare necessario verificare se l’esiguità delle disponibilità della A046 rappresenti una situazione contingente oppure una criticità strutturale che, nel tempo, limita la concreta efficacia delle tutele previste dall’ordinamento.


La doverosa attenzione nei confronti dei beneficiari della legge 104/1992 non deve tuttavia rendere invisibile la condizione di chi non dispone di una specifica precedenza. Dalle segnalazioni ricevute emerge infatti la presenza di docenti con un’età frequentemente prossima ai sessant’anni, alcuni con oltre dieci anni di servizio, che continuano a lavorare molto lontano dalla propria famiglia. L’assenza di una precedenza giuridica non elimina il disagio derivante da una prolungata permanenza fuori sede, soprattutto quando all’avanzare dell’età si sommano anni di separazione dal proprio contesto familiare.


Rilevante è anche il profilo economico. Il docente fuori sede deve frequentemente sostenere il costo di un secondo alloggio, delle utenze e della permanenza nella provincia di servizio, oltre alle spese dei periodici collegamenti ferroviari, aerei o stradali. Quando la distanza supera i mille chilometri, tali oneri possono raggiungere nel corso dell’anno scolastico diverse migliaia di euro e assorbire una quota considerevole dello stipendio.


Per chi assiste un familiare con disabilità, inoltre, il viaggio non rappresenta soltanto un rientro nella propria città, ma può costituire una necessità connessa alle responsabilità di cura. La retribuzione rimane formalmente invariata, mentre il reddito effettivamente disponibile si riduce per effetto del mantenimento di due centri di vita e dei frequenti spostamenti. A questa pressione economica possono associarsi stanchezza, preoccupazione e un significativo disagio personale e familiare.


In presenza di disponibilità tanto limitate, il CNDDU ritiene altresì necessario assicurare il massimo rigore nell’applicazione delle precedenze connesse alla legge 104/1992. Nel pieno rispetto della riservatezza dei dati sanitari e delle competenze degli organismi preposti, appare opportuno garantire verifiche puntuali sulla sussistenza e sulla permanenza dei requisiti previsti dalla normativa.

La richiesta di maggiori controlli non intende mettere in discussione i diritti legittimamente riconosciuti.


Al contrario, procedure rigorose costituiscono una garanzia anzitutto per le persone con disabilità e per le famiglie che affrontano effettive responsabilità di assistenza, oltre che per tutti i lavoratori coinvolti nelle operazioni di mobilità.

Il CNDDU chiede pertanto al Ministro Valditara un intervento urgente sulla situazione della A046, a partire dalle criticità emerse negli Ambiti territoriali delle regioni del Sud Italia, attraverso una ricognizione delle disponibilità, delle precedenze riconosciute e delle domande rimaste senza accoglimento, verificando contestualmente ogni eventuale posto sopravvenuto o ulteriormente utilizzabile nel rispetto della normativa vigente.


Non si chiedono automatismi o deroghe indiscriminate, ma una valutazione complessiva capace di coniugare l’effettività delle tutele, il rigoroso accertamento dei relativi presupposti e l’attenzione verso quei docenti che, pur privi della legge 104/1992, continuano soprattutto in età avanzata a sostenere il rilevante costo personale ed economico di una sede lontanissima dalla propria residenza.

La scarsità dei posti rende ancora più necessario garantire equilibrio, trasparenza e tutela delle situazioni di effettiva fragilità. Dietro ogni domanda non soddisfatta vi è una persona e, spesso, una famiglia che deve affrontare per un intero anno scolastico le conseguenze economiche e personali di una distanza che può superare i mille chilometri.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani confida pertanto nella sensibilità istituzionale del Ministro Valditara e auspica un intervento tempestivo affinché la situazione della A046 venga affrontata nella sua effettiva dimensione giuridica, economica e sociale, individuando ogni soluzione normativamente e amministrativamente percorribile".

di La Redazione


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