Pensioni ottobre: Ecco il CALENDARIO con le turnazioni alfabetiche. Previsti aumenti grazie al rimborso del 730, tutte le info
"La novità più importante delle pensioni di ottobre riguarda alcune prestazioni previdenziali che fino a oggi erano rimaste fuori dagli effetti del taglio del cuneo fiscale ..."

Giovedì 1° ottobre sono previsti i pagamenti delle pensioni di ottobre, sia per chi percepirà l'accredito bancario o per chi ritira la propria pensione personalmente alle Poste. Da venerdì 18 settembre sono stati resi noti i cedolini nell'area personale del sito INPS. Sugli assegni del prossimo mese occorre fare alcune precisazioni in quanto gli importi potrebbero risultare diversi dal solito e questo è dovuto: ai rimborsi del 730, alle trattenute fiscali e, per alcune categorie, agli effetti del nuovo taglio del cuneo.
CALENDARIO
Al momento, la prima data utile da segnarsi sul calendario è : giovedì 1° ottobre, in quanto avviene il pagamento regolare della pensione, per i titolari di conto corrente bancario, libretto postale, conto BancoPosta o carta Postepay Evolution abilitata all’accredito.
Tuttavia, chi si recherà presso gli uffici postali, dovrà seguire le seguenti turnazioni alfabetiche:
Dalla A alla B: giovedì 1° ottobre 2026
Dalla C alla D: venerdì 2 ottobre 2026
Dalla E alla K: sabato 3 ottobre 2026 (solo di mattina)
Dalla L alla O: lunedì 5 ottobre 2026
Dalla P alla R: martedì 6 ottobre 2026
Dalla S alla Z: mercoledì 7 ottobre 2026
In questi pochi giorni, prima dell'erogazione degli assegni può essere utile controllare il cedolino attraverso il servizio “Cedolino della pensione” sul portale MyINPS, con SPID, CIE o CNS: è lì che si trovano importo lordo e netto, trattenute Irpef, addizionali, eventuali conguagli e rimborsi fiscali.
NOVITÀ
La novità più importante delle pensioni di ottobre riguarda alcune prestazioni previdenziali che fino a oggi erano rimaste fuori dagli effetti del taglio del cuneo fiscale: Ape sociale, assegni di isopensione e, in alcuni casi, trattamenti collegati alla Naspi. È importante precisare che tali adeguamento partiranno da ottobre e saranno riconosciuti dall’INPS in automatico, senza dover presentare una domanda.
Il meccanismo alla base delle procedura è semplice e funziona tenendo conto del reddito complessivo:
fino a 20 mila euro annui, è prevista una somma aggiuntiva esentasse, calcolata in percentuale sul reddito da lavoro dipendente o assimilato rilevante ai fini della misura;
tra 20 mila e 32 mila euro, opera una detrazione aggiuntiva piena fino a 1.000 euro annui;
tra 32 mila e 40 mila euro, il vantaggio si riduce progressivamente fino ad azzerarsi; sopra 40 mila euro, il beneficio non spetta.
ARRETRATI
Per quanto riguarda gli arretrati, i primi effetti arriveranno con la mensilità di ottobre 2026.
Per chi rientra nella somma non imponibile destinata ai redditi fino a 20mila euro, l’INPS riconoscerà a ottobre anche quanto maturato dal 1° gennaio 2026. Per l’ulteriore detrazione prevista sopra i 20mila euro, invece, gli importi riferiti ai mesi precedenti saranno definiti con il conguaglio fiscale di fine anno. Successivamente il beneficio sarà calcolato mese per mese.
RIMBORSO 730 E TRATTENUTE
Ad ottobre potrebbe anche arrivare il rimborso Irpef derivante dal modello 730/2026, questo riguarda nel dettaglio chi ha presentato la dichiarazione con un credito fiscale e ha indicato l’INPS come sostituto d’imposta.
In linea generale, chi ha inviato il 730 tra fine giugno e metà luglio può trovare il rimborso nella pensione di ottobre; per dichiarazioni trasmesse più tardi, l’accredito può slittare a novembre.
In questo caso però si parla sia di credito che di debito:
Se il rimborso compare come voce positiva di conguaglio 730 o credito Irpef, si aggiunge al netto mensile;
Se dal 730 emerge un debito, ottobre può contenere una trattenuta per Irpef o addizionali regionali e comunali.
Tuttavia, il recupero deve concludersi entro novembre 2026.
COSA CONTROLLARE SUL CEDOLINO VISIBILE
Bisogna tenere sotto controllo sempre:
l’importo netto rispetto alla rata di settembre; le voci “conguaglio 730”, “credito Irpef” o “rimborso 730”;
le trattenute per debito 730, addizionali o altri conguagli;
la presenza di somme una tantum o arretrati connessi al nuovo trattamento fiscale per Ape sociale e isopensione.
di La Redazione
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