PEI, cosa scrivere negli obiettivi? Dall’osservazione in classe agli esempi pratici
Migliorare l’autonomia, favorire la partecipazione, potenziare la comprensione: indicazioni utili, ma troppo generiche se non chiariscono il risultato atteso. Come collegare osservazioni, curricolo e...

PEI, come scrivere obiettivi di apprendimento concreti: dall’osservazione dell’alunno alla progettazione
Migliorare l’autonomia, favorire la partecipazione, potenziare la comprensione: indicazioni utili, ma troppo generiche se non chiariscono il risultato atteso. Come collegare osservazioni, curricolo e confronto con la famiglia, con esempi pratici.
Nella compilazione del Piano educativo individualizzato, una delle difficoltà principali è trasformare ciò che si osserva in classe in obiettivi concreti. Scrivere che un alunno deve migliorare nella lettura o diventare più autonomo indica una direzione, ma lascia aperte domande decisive: quale abilità si vuole sviluppare? Con quali strumenti? Come si riconoscerà il progresso?
Osservare anche ciò che permette all’alunno di riuscire
Un’osservazione utile raccoglie informazioni sulle difficoltà e sui punti di forza. Occorre capire quali attività coinvolgono lo studente, come comunica, quali aiuti utilizza e che cosa cambia quando la consegna viene presentata diversamente.
Dire che un alunno fatica a comprendere un testo è ancora poco preciso. È più utile rilevare, per esempio, che individua i personaggi quando il racconto viene suddiviso in brevi parti e accompagnato da immagini, mentre incontra difficoltà davanti a una pagina lunga senza supporti.
Da questa osservazione possono nascere sia un obiettivo di comprensione sia una scelta didattica: lavorare sull’individuazione delle informazioni esplicite, utilizzando inizialmente testi brevi e supporti visivi.
Dimensioni del PEI e curricolo: come collegarli
Il modello ministeriale distingue le osservazioni e gli interventi nelle dimensioni della relazione, della comunicazione, dell’autonomia e dell’area cognitiva e dell’apprendimento. Prevede inoltre una sezione dedicata al percorso curricolare e alla progettazione disciplinare. Queste parti devono mantenere coerenza: le informazioni raccolte sull’alunno aiutano a definire gli interventi e le eventuali personalizzazioni rispetto alla progettazione della classe. Modelli ufficiali del Ministero.
Per esempio, imparare a chiedere un chiarimento può sostenere la partecipazione alle attività di italiano, matematica o scienze. L’obiettivo comunicativo si collega così al lavoro nelle discipline.
L’ICF aiuta a leggere le difficoltà e le capacità dell’alunno in relazione all’ambiente in cui si trova. Per chi prepara il PEI, questo significa osservare anche quali condizioni favoriscono l’apprendimento e quali lo ostacolano. Un codice, da solo, non chiarisce quale apprendimento perseguire, quale attività proporre o come verificarne gli esiti.
Dalle formule generiche a esempi pratici
Per rendere più chiaro un obiettivo è utile specificare che cosa farà l’alunno, in quale situazione, con quali supporti e secondo quale criterio si osserverà il progresso.
Gli esempi seguenti sono illustrativi: tempi, difficoltà e criteri devono essere adattati al punto di partenza del singolo studente.
Formulazione generica | In pratica |
Migliorare la comprensione del testo | Entro la data concordata per verificare i progressi: individuare personaggi, luogo e azione principale in un breve racconto, con immagini di supporto, in tre attività su quattro. |
Aumentare l’autonomia | All’avvio della lezione, preparare il materiale necessario utilizzando una lista visiva, con non più di un richiamo dell’adulto, in quattro occasioni su cinque. |
Migliorare la comunicazione | Durante un’attività, chiedere aiuto attraverso la modalità comunicativa concordata, spontaneamente o con un suggerimento, in tre delle quattro situazioni osservate in cui emerge una difficoltà. |
I numeri non sono soglie obbligatorie né garantiscono, da soli, la qualità dell’obiettivo. Servono, quando appropriati, a rendere esplicito il criterio scelto. Le osservazioni qualitative restano necessarie per comprendere come lo studente partecipa e utilizza ciò che ha imparato.
Distinguere l’obiettivo dall’attività
Un altro passaggio utile è separare il risultato atteso dal mezzo utilizzato per raggiungerlo. Completare schede illustrate descrive un’attività; ricostruire la successione di tre eventi descrive un apprendimento. Le schede possono essere uno degli strumenti.
Allo stesso modo, il lavoro in piccolo gruppo è una modalità organizzativa. Bisogna chiarire quale opportunità offre: confrontare strategie, comunicare una scelta, assumere un compito condiviso.
Obiettivi realistici e confronto con la famiglia
Selezionare le priorità aiuta a costruire un percorso sostenibile. Un elenco molto lungo rende difficile dedicare tempo agli apprendimenti e verificarli con continuità. Un obiettivo realistico deve rappresentare un progresso significativo rispetto alla situazione iniziale.
Il confronto con la famiglia permette di conoscere interessi, modalità comunicative e autonomie che potrebbero emergere diversamente a casa. Queste informazioni arricchiscono l’osservazione scolastica e aiutano a individuare priorità condivise.
di Leandro Castagna
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