Valditara contro la cultura woke a scuola: "Hanno preteso pure di indottrinare i nostri bimbi cercando di imporre la schwa, gli asterischi, le teorie gender e identità fluide"
A Pontida il ministro torna sul linguaggio utilizzato nelle scuole e collega il tema alla difesa dell’identità culturale. Dal 2025 il MIM raccomanda di non utilizzare schwa e asterischi nelle...

Schwa, asterischi e linguaggio utilizzato nelle scuole tornano al centro dell’intervento di Giuseppe Valditara. Dal palco di Pontida il ministro dell’Istruzione e del Merito ha inserito il tema all’interno di un discorso più ampio sull’identità culturale e sulla funzione della scuola. Valditara ha affermato: “E non a caso hanno preteso pure di indottrinare i nostri bimbi cercando di imporre la schwa, gli asterischi, le teorie gender, identità fluide dove si può essere indifferentemente uomo e donna, nessuno dei due o tutti e due insieme, o qualcosa d'altro ancora”.
Si tratta di una posizione politica espressa dal ministro. Sul piano amministrativo, invece, la questione di schwa e asterischi era già stata affrontata dal Ministero con la nota n. 1784 del 21 marzo 2025, rivolta alle istituzioni scolastiche.
Schwa e asterischi, cosa prevede la nota alle scuole
Il documento ministeriale riguarda le comunicazioni ufficiali degli istituti e raccomanda di non utilizzare simboli grafici come asterisco e schwa in sostituzione delle normali desinenze della lingua italiana. La motivazione indicata dal MIM riguarda soprattutto la chiarezza e la leggibilità dei testi istituzionali. La nota richiama anche le posizioni dell’Accademia della Crusca, che ha più volte espresso contrarietà all’utilizzo di questi segni nella lingua amministrativa e giuridica.
La Crusca distingue però il piano strettamente linguistico da quello politico: secondo l’Accademia, asterisco e schwa non sono adatti ai documenti della pubblica amministrazione perché non hanno una corrispondenza consolidata nel parlato e possono rendere meno immediata la comprensione dei testi. Il discorso pronunciato a Pontida va oltre questo aspetto. Valditara collega infatti le scelte linguistiche a una critica più generale di quella che definisce cultura “woke” e alla questione dell’identità.
“Noi non ci vergogniamo della nostra storia”
Un altro passaggio riguarda ciò che gli studenti devono conoscere a scuola. Valditara ha rivendicato le scelte compiute con le nuove Indicazioni nazionali:
“Noi non ci vergogniamo della nostra storia, non ci vergogniamo del crocifisso, non ci vergogniamo del Natale, non ci vergogniamo dei grandi del nostro passato, da Dante a Cristoforo Colombo; noi non ci vergogniamo di Atene, di Roma, di Gerusalemme”. Il riferimento è alle Indicazioni nazionali per infanzia e primo ciclo, entrate in vigore nel 2026 e applicate progressivamente a partire dall’anno scolastico 2026/27.
Tra i contenuti previsti trovano spazio la conoscenza della storia del territorio, dei monumenti e delle tradizioni, insieme a testi e riferimenti considerati centrali per la formazione culturale degli studenti. Valditara ha sintetizzato questa impostazione parlando dell’“obbligo di studiare i valori della nostra civiltà” e della conoscenza, fin dalla scuola primaria, della storia delle comunità locali.
Identità e integrazione
Nel discorso di Pontida il ministro ha collegato questi temi anche alla sua idea di integrazione. Ha contrapposto il concetto di integrazione a quello di inclusione inteso in senso più ampio, sostenendo che chi vive in Italia debba condividere alcuni valori di riferimento, tra cui uguaglianza tra uomo e donna, laicità dello Stato e rispetto delle regole democratiche. Da qui anche l’annuncio di nuove regole per la scuola. Valditara ha dichiarato: «Il divieto di entrare a scuola mascherati: no al burqa, no al niqab. Entrerà in un decreto-legge che presenteremo a breve».
Nello stesso provvedimento, secondo quanto anticipato dal ministro, dovrebbero trovare spazio anche un limite alla presenza di studenti stranieri nelle classi e misure sulla conoscenza dell’italiano da parte dei genitori. Il testo del decreto, però, non è ancora disponibile: per capire come saranno scritte e applicate queste misure bisognerà attendere la versione ufficiale.
di Leandro Castagna
Calendario PAGAMENTI INPS Settembre 2026: ADI, Assegno Unico, NASPI, SFL e pensioni. Ecco tutte le date di accredito
Permessi Legge 104, quando si può arrivare a sei giorni al mese. Dal 2026 anche 10 ore annuali per visite e cure
Congedo straordinario per assistere un familiare disabile: chi ne ha diritto e quando si può parlare di abuso




.jpg)
.jpg)



















%20(2).jpg)
.jpg)

%20(2).jpg)
















.jpg)
Commenti